I Compiti delle Gerarchie spirituali

I Compiti delle Gerarchie spirituali

di Enzo Nastati

Il mondo spirituale evolve trasferendo le sue facoltà nelle altre Gerarchie. Ogni uomo è legato ad un Angelo che lo accompagna durante tutte le sue esistenze terrene, aiutandolo ad evolvere.

Per comprendere come operano le “Gerarchie spirituali” dobbiamo iniziare a capire come opera l’uomo. Le attività dell’uomo si possono suddividere in due categorie: quelle fuori di sé e quelle dentro di sé. L’uomo, quando si manifesta “fuori di sé”, agisce e modifica il mondo, avendone anche la percezione. Quando invece l’uomo si guarda “dentro”, indaga la sua vita interiore. Quindi: guardiamo fuori e il mondo ci parla, guardiamo dentro e la nostra vita interiore si sviluppa. Vedremo che per le Gerarchie Spirituali tutto questo è rovesciato.

Iniziamo con la “Terza Gerarchia”, quella composta da Angeli, Arcangeli e Archai, cioè quella a noi più vicina. I suoi componenti, quando guardano “fuori”, automaticamente si manifestano. Quando guardano “dentro” hanno la pienezza del mondo Spirituale, perché loro sono un tutt’uno con l’intero mondo Spirituale. Poiché guardando fuori si manifestano (non ricevono percezioni) e agiscono, essi diventano forza di vita per la parte restante del mondo.

La “Seconda Gerarchia” (Virtù, Potestà e Dominazioni) è simile alla terza, solo che, quando guarda fuori, oltre che manifestarsi, crea esseri, entità. Questi nuovi esseri, però, non hanno vita autonoma ma le restano legati. Quando le entità della seconda Gerarchia guardano dentro di loro, automaticamente, in ciò che hanno creato, si manifesta la vita. Possiamo dire che nel guardare dentro di sé, colgono a loro volta le forze superiori e le fanno fluire in ciò che creano fuori, portando così la vita.

La “Prima Gerarchia” (Troni, Cherubini e Serafini), quando guarda fuori di sé crea mondi (il nostro sistema solare, ad esempio) e le creature create sono a loro indipendenti. Il guardare dentro di sé, fa sì che queste creature create abbiano vita indipendente da esse.

Guardiamo ora più da vicino il mondo delle Gerarchie e iniziamo con la Gerarchia a noi più vicina, la terza. La prima entità ad essa appartenente che incontriamo nella nostra “risalita” è l’Angelo: egli ha passato lo stadio “uomo” sull’antica Luna. L’Arcangelo era “uomo” sull’antico Sole, l’Archai era “uomo” sull’antico Saturno. Queste tre entità hanno, dunque, sviluppato il gradino “uomo” nel nostro sistema evolutivo. Sul futuro Giove sarà l’uomo che diventerà Angelo, l’Angelo diventerà Arcangelo, l’Arcangelo Archai e l’Archai diventerà Potestà.

Il mondo spirituale evolve trasferendo le sue facoltà nelle altre Gerarchie. La sfera degli Angeli evolve se la sfera degli uomini evolve. Ogni uomo, inoltre, è legato ad un Angelo che lo accompagna durante le sue esistenze terrene, da una all’altra. Ogni Angelo è legato ad un uomo e lo aiuta ad evolvere e, man mano che l’uomo risponde agli aiuti ed alle sollecitazioni dell’Angelo, l’Angelo stesso evolve.

Essendo quest’ultimo un gradino superiore all’uomo, egli ha perso il livello più basso di manifestazione, quello costituito dal corpo fisico. Guardando all’uomo come corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed Io, conquistando un “arto” superiore – il Sé Spirituale – si perde il corpo fisico. Quindi l’Angelo è invisibile, perché non ha il corpo fisico ed ha sviluppato il Sé Spirituale.

Il livello degli Arcangeli lo ritroviamo ad un gradino di trasformazione ancora superiore. Quindi, oltre a non avere il corpo fisico, non hanno nemmeno il corpo eterico. Gli Archai hanno perso il fisico, l’eterico ed anche l’astrale, avendo conquistato l’Uomo Spirito: i loro corpi sono quindi tutti al di sopra di quelli dell’uomo.

Tratto da: “Libertà e Amore – un cammino conoscitivo verso le mete dell’umanità” di Enzo Nastati

Fonte: https://paxmundi.it/compiti-delle-gerarchie/

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