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Invecchiare

di Monica (Il Sogno dell’Essere)

Invecchiare è sicuramente una faccenda difficile per molti, se non per tutti.

Mi sono convinta che la ragione fondamentale di questa difficoltà, derivi dal fatto che ad invecchiare non sia la nostra Essenza, ciò che veramente siamo, ma il corpo e la mente con cui ci identifichiamo, pur non essendo la nostra Realtà.

Non esiste alcun dubbio che il corpo invecchi e che la stessa sorte tocchi alla mente, anche se in molti casi, grazie al Cielo, in modo meno appariscente. Chi, come me, ha raggiunto una certa età, si trova di fronte a queste indubitabili certezze, soprattutto per quanto riguarda il corpo, ogni volta che incontra la sua immagine in uno specchio.

Invito ognuno di voi, soprattutto chi ha oltrepassato la soglia dei quarant’anni, a riflettere per un momento sull’esperienza di frustrazione e spiacevolezza che spesso si prova quando, osservando il riflesso del viso nello specchio, si notano rughe che fino a poco tempo prima non esistevano, si prende atto della perdita di elasticità e compattezza della pelle, si vedono i capelli ingrigirsi, indebolirsi, diradarsi.

Mi rendo conto di descrivere un’esperienza condivisibile soprattutto dalle persone che hanno già accumulato un po’ di anni di vita, ma anche per gli altri credo che la riflessione su questo tema possa rivelarsi importante. Siete d’accordo con me quando affermo che l’immagine riflessa dallo specchio, mano a mano che il tempo trascorre, non corrisponde più alla “reale” percezione che abbiamo di noi stessi?

Non è forse vero che se, per incanto, potessimo non tenere conto dell’immagine che vediamo riflessa, se riuscissimo a non avvertire la perdita di elasticità delle nostre articolazioni e della forza dei nostri muscoli; in altre parole, se ci fosse concesso di trascurare la condizione di invecchiamento del nostro corpo, sarebbe naturale e spontaneo per ognuno di noi affermare di “sentirci” identici a quando avevamo 10, 20, 30, 40… anni?

La considerazione che vi invito a compiere, ha principalmente l’obiettivo di raggiungere un contatto consapevole con il senso di esistenza e di Presenza che – pur essendo la nostra più indubitabile Realtà – spesso, per non dire sempre, trascuriamo.

Inspiegabilmente, nessuno ci insegna a portare l’attenzione su ciò che è sempre presente nella nostra esperienza, su ciò che non cambia mai, che rimane esistente, “conoscente” e sempre identico, in qualsiasi momento del nostro apparente percorso nel tempo.

Quel senso di presenza, di esistenza, di “essere vivi”, quel “qualcosa” che ci farebbe rispondere immediatamente e senza esitazioni “sì”, se qualcuno ci chiedesse “tu esisti?”, quel “qualcosa” sempre presente e consapevole, non invecchia, non è soggetto a cambiamento nel tempo, non si modifica strada facendo.

È lo stesso “qualcosa” che era presente e consapevole quando abbiamo soffiato sulle candeline della nostra torta a 6 anni, quando abbiamo dato il nostro primo bacio, quando abbiamo guidato la macchina per la prima volta, quando abbiamo fatto il nostro primo viaggio all’estero, e in ogni momento della nostra vita. Quel “qualcosa” è la nostra reale Essenza, è Ciò che siamo veramente, e non ha limiti nel tempo e nello spazio, non vive in essi.

Dirigere l’attenzione verso il “qualcosa” che siamo, non è scontato, perché l’attenzione è una funzione della mente e, come tale, sa conoscere soltanto oggetti limitati, definiti. Ciò che siamo, però, non ha caratteristiche oggettive, in altre parole non ha forma, non ha peso, non ha colore, non ha odore, non ha età. Per questo la mente non si sofferma facilmente su “qualcosa” che non può e non potrà mai “conoscere”.

La nostra reale Essenza, l’unica reale Essenza esistente, non è conoscibile dalla mente, che, proprio come il corpo, di quell’Essenza è una forma transitoria e limitata, con un inizio, una durata soggetta a deterioramento ed una fine.

Il corpo e la mente sono paragonabili alle “forme transitorie” dell’oceano che chiamiamo onde e che – pur sembrando esistere separatamente, con un inizio, una durata e una fine – in realtà non sono mai, realmente, altro che oceano.

La mente è in grado di conoscere solo gli oggetti limitati, le forme transitorie dell’unica Realtà esistente. La mente, essa stessa oggetto transitorio, non potrà mai conoscere la sua Sorgente e Sostanza, pur non essendo mai altro che quella Realtà e pur potendo dissolversi in Essa (come un’onda che, dissolvendosi, si accorge di non essere mai stata, in essenza, altro che oceano).

Esiste un’unica Realtà, da cui emergono tutte le forme transitorie che, solo apparentemente, nascono, vivono, invecchiano e muoiono. Siamo questa Realtà anche quando non lo riconosciamo e ci identifichiamo con una sua forma temporanea, il corpo/mente, soffrendo, in questo modo, per il suo invecchiamento e la sua fine.

L’invecchiamento del corpo/mente, ci costringe al confronto con un’esperienza complessa, di difficile accettazione, perché di difficile comprensione, ma proprio per questo preziosa: il tempo che passa ci obbliga alla riflessione sul senso di estraneità rispetto ad un corpo che invecchia e dal quale ci sentiamo “lontani”, “diversi”.

La nostra Essenza, Ciò che veramente siamo e che tutto è, non nasce, non invecchia, non muore. La mia ipotesi è che sia proprio questo il motivo per cui invecchiare ci sembra quasi “irreale” e spesso difficile; per cui a cinquanta, sessanta, settanta, ottanta, novanta, cento anni, avvertiamo sempre più chiaramente che una parte di noi, quella che sentiamo più vera e sempre presente, non è mai veramente invecchiata ed è esattamente identica a quando di anni ne avevamo cinque, dieci, venti, trenta, quaranta.

Ho parlato di invecchiamento e ora mi rendo conto che, in termini pressoché identici, avrei potuto parlare di malattia. Certamente sarà facile per voi comprendere cosa intendo, semplicemente sostituendo o affiancando al termine invecchiamento (e a ciò che ho cercato di esprimere in questo scritto sull’esperienza che descrive), il termine malattia.

Mi fermo qui, con la speranza che quanto detto possa rappresentare uno spunto di riflessione utile per progredire nel riconoscimento della Realtà e possa stimolare eventuali riflessioni, dubbi o domande.

Articolo di Monica (Il Sogno dell’Essere)

Fonte: http://www.ilsognodellessere.it/invecchiare/

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