Investigare il fenomeno della morte.........29.....11....18

Investigare il fenomeno della morte

Il fenomeno della morte è stato investigato ed analizzato da diversi punti di vista e in diversi ambiti:

Esperienze di pre morte– dalle diverse religioni, che hanno fornito ognuna la propria visione particolare, ma che sono tutte sostanzialmente simili tra loro;
– tramite la pratica dell’ipnosi;
– per mezzo di ricerche realizzate da medici, che hanno avuto modo di osservare pazienti che si sono trovati tra la vita e la morte, i quali hanno riportato resoconti incredibili delle loro esperienze;
– dalla chiaroveggenza;
– grazie alle informazioni fornite da persone in grado di realizzare lo sdoppiamento astrale o proiezione astrale cosciente;
– per mezzo della conoscenza trasmessa da Maestri ed Iniziati spirituali, i quali rappresentano una fonte di inesauribile Saggezza.

Praticamente tutte le religioni del mondo, sostengono l’idea chiave della vita dopo la morte. Esse si basano su questo principio in grado di fornire una certa coerenza sostanziale all’esistenza umana, mantenendo vivo il senso profondo e mistico di Dio e della sua creazione, e promettendo all’uomo il trionfo dell’anima sulla morte.

Per quanto riguarda l’ipnosi, esso è ormai oggigiorno un metodo riconosciuto e praticato in diversi rami della scienza, come la psicologia e la psichiatria; tuttavia è bene ricordare come il suo utilizzo possa risultare sommamente pericoloso per l’individuo ipnotizzato, e come tale pratica vada quindi utilizzata con molta cautela e solo da veri professionisti. Diremo che studi seri e rigorosi realizzati in questo ambito specifico, hanno potuto comprovare ripetutamente la sopravvivenza dell’anima dopo la morte, e il processo della reincarnazione. Utilizzando il metodo noto come regressione, si è potuto frugare in certe aree molto profonde ed inconsce del cervello umano. Le persone che si sono sottoposte a questa pratica, sono state fatte retrocedere nel tempo oltre la propria nascita, e in tale circostanza hanno potuto ricordare altre vite in altri paesi, dimostrando di conoscere perfettamente altre lingue e fatti storici propri di quei luoghi e di quelle epoche remote. In alcuni casi, queste informazioni sono state confrontate con documenti ufficiali, risalendo persino ad autentici certificati di nascita, dimostrando quindi la veridicità di quelle vite e di alcuni fatti effettivamente riscontrati. Tutto ciò in sé, fornisce quindi già un buon punto di partenza a sostegno della sopravvivenza dell’anima dopo la morte.

Medici come il “dottor Raymond A. Moody” o la “dottoressa Elisabeth Kubler-Ross”, hanno potuto invece descrivere e documentare in misura cospicua, le esperienze dette esperienze di pre morte, di molte persone dichiarate clinicamente morte. Si tratta di descrizioni capaci di cambiare per sempre le idee sulla vita, la morte e la sopravvivenza dello spirito. Sono casi di persone che ritornano alla vita dopo essere stati dichiarati morti, riportando sorprendenti testimonianze, di ciò che si trova oltre il velo della vita materiale. Costoro si dimostrano normalmente in grado di descrivere in modo molto preciso, situazioni o dettagli osservati mentre erano incoscienti, come ad esempio i medici che tentano di salvarli, oppure sono in grado di ripetere perfettamente, conversazioni udite in quei frangenti. In questi casi purtroppo, c’è sempre chi tenta di dare una spiegazione materialistica di questi fatti sorprendenti, negando fermamente qualsiasi allusione al divino e ad una possibile vita dopo la morte, ed anche l’estrema evidenza di quelle testimonianze. Ciò che è sorprendente in tutti questi casi conclamati, è inoltre la grande somiglianza di fondo delle narrazioni, al di là quindi dei diversi condizionamenti culturali o religiosi dei singoli testimoni. Molti descrivono ad esempio, l’attraversamento di un lungo tunnel e di essersi ritrovati subito dopo fuori dal proprio corpo fisico. Tutti descrivono di aver visto parenti ed amici già morti, i quali venivano a riceverli e a confortarli, e soprattutto di aver incontrato uno Spirito luminoso e amorevole che li accoglie.

La visione chiaroveggente rappresenta un altro campo di studio, per la dimostrazione della vita dopo la morte. Molte persone hanno sviluppato questo tipo di visione, con la quale è possibile evidenziare con ogni sicurezza, la differenza sostanziale che esiste tra il corpo fisico e l’eterico e fra questo e l’astrale. Inoltre questa visione permette di vedere altri esseri che vivono in altri piani, i corpi astrali di chi è deceduto, ed anche il campo energetico che riveste tutte le forme materiali. Lo sviluppo della visione chiaroveggente include molti livelli di percezione, ed è indipendente dal grado di evoluzione dell’individuo che la possiede; ed è per questo motivo che alcuni riescono a vedere molto di più di altri.

Lo sdoppiamento o viaggio astrale coscientenè un altro punto da avere presente quando ci si cimenta con il tema della morte. Sono innumerevoli i casi di persone che possiedono questa capacità di abbandonare il corpo e di muoversi al di fuori di esso. In realtà questo è un processo abbastanza semplice da imparare, se ci si esercita con le giuste tecniche, poiché rappresenta un fenomeno naturale che avviene già spontaneamente durante il sonno, quando il corpo riposa ed i sensi non esercitano alcuno stimolo. La coscienza quando si trova al di fuori del corpo fisico è più sveglia che mai, e manifesta anzi un’intensa attività, rilevabile scientificamente con normali apparecchiature mediche. Per un individuo che è in grado di sdoppiarsi, la morte, ovviamente, perde molto del suo aspetto terrificante, perchè egli può riconoscere grazie alla propria esperienza, l’indipendenza che esiste tra sé ed il proprio corpo fisico.

Un altro aspetto di cui parlare e possibilmente il più importante, è la conoscenza che durante tutte le età, è stata trasmessa dagli Esseri più evoluti all’umanità. Questa conoscenza contiene i passi che bisogna compiere per arrivare con la propria visione ed esperienza personale, all’evidenziazione diretta e reale delle più profonde Verità. I Discepoli più avanzati, gli Iniziati e Maestri di Saggezza, ci hanno fornito gli strumenti e le conoscenze necessarie per potere investigare direttamente, tutti i processi della vita e della morte, specialmente attraverso la meditazione e la corretta canalizzazione dei basilari principi spirituali nella vita quotidiana.

Fai di Te Stesso il Cammino

Le dieci immagini del Toro Zen

di Federico Chiales, Marco Viretti

"Dieci Tori" è un antico racconto della ricerca del toro perduto che nel XII secolo il maestro zen Kakuan illustrò con dieci incisioni.

"Dieci Tori" è una metafora della ricerca della buddhità, ovvero della realizzazione della propria vera natura.

Gli autori ripropongono questa storia con una serie di dipinti essenziali e poetici che sono stati eseguiti nel Dojo zen di Tubinga ove sono attualmente esposti.

Le riflessioni che seguono traspongo l'insegnamento delle antiche tradizioni orientali nella nostra vita quotidiana di donne e uomini del XXI secolo.

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Quest'articolo è il frutto di un notevole lavoro di correzione, sintesi e di rielaborazione da parte di fisicaquantistica.it, a partire da un libro compendio diffuso in internet sotto i titoli “Perle di Saggezza” o “La Luce Adamantina”.

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