L’autostima e il momento presente: le chiavi per sentirsi bene

L’autostima e il momento presente: le chiavi per sentirsi bene

L’ego non è mai d’accordo con i nostri traguardi, con il nostro aspetto o con il momento presente così com’è. E ci prefigge mete sempre più esigenti nella misura in cui miglioriamo. Non colmeremo mai le sue esigenze, non saremo mai al riparo dalle sue critiche. È necessario comprendere che il cammino che ci richiede di percorrere non ci porta al benessere che desideriamo, ma si trasforma in una ricerca che non finisce mai.

Ma la felicità è un’altra cosa.

È gioire pienamente di come siamo oggi o di ciò che abbiamo a disposizione ora. E ciò dipende solo dall’avere un livello elevato di autostima e dalla nostra capacità di sperimentare con attenzione ogni momento.

L’esperienza di prendere un tè, per esempio, è simile per un ricco e per un povero. Si tratta semplicemente di fare una pausa, rilassarsi, e godersi il tè. L’esperienza è più o meno la stessa per me e per una stella del rock.

Lo stesso si può dire di fare una pennichella, farsi una doccia, vedere un film, o prendere un gelato.

Ricrea tu la tua vita: la vera creatività è in te.

I soldi in un conto bancario non si possono godere, non c’è maniera di sperimentarli nel qui ed ora. Ma sì si possono trasformare in un’esperienza, per esempio un viaggio.

A differenza di ciò che succede nella nostra vita quotidiana, durante un viaggio viviamo pienamente molti momenti. Come questi: entrare in una Cattedrale, percorrere le rovine di Machu Picchu o salire alla Torre Eiffel, l’esperienza è così piena di novità che cattura tutta la nostra attenzione. Viviamo pienamente questi momenti e ci paiono meravigliosi.

Ma per chi lavora nella Torre Eiffel (attendendo i turisti, per esempio) tutto è routine, già non c’è più nulla di magico. Il miracolo, dunque, non lo provoca il luogo, ma il grado di attenzione con cui viviamo l’esperienza.

Al posto di viaggiare sarebbe molto meglio imparare a vivere ogni giorno con la stessa curiosità e concentrazione con le quali visitiamo le piramidi d’Egitto.

Il problema è che molte volte agiamo in modo meccanico, distratti, con il “pilota automatico”, e non siamo contenti di noi né prestiamo attenzione al piacere che racchiude ogni momento.

Ma tutti possiamo cambiare attitudine. È una specie di arte a portata di chiunque si decida a praticarla.

Axel Piskulic

Traduzione di Chiara Franchini
Foto de Axel Piskulic

Ciao!

Sono molto felice di pubblicare un nuovo articolo dopo tanto tempo. Spero di farlo più spesso quest’anno.

Detto da me, questo proposito pare sospetto ed eccessivo perché in passato a volte sono stato incostante nello scrivere, ma sento che negli ultimi mesi ci sono stati cambi importanti nella mia testa e che a cominciare da ora questo processo di apprendimento e condivisione, inizato già sette anni fa, sarà ogni giorno più facile e produttivo.

Così sia!

Comic que dice: Hanno pubblicato un nuovo articolo dopo quasi un anno...dev'essere davvero buono!

Potremmo chiederci come può essere che l’autostima, questo insieme di opinioni che sosteniamo riguardo a chi siamo, influisca in modo decisivo su tutti gli aspetti della nostra vita.

Com’è possibile che un solo fattore – l’immagine che abbiamo di noi stessi – abbia così tanti effetti…e tutti così importanti?

Il modo in cui ci sentiamo nei nostri riguardi tocca in modo decisivo tutti gli aspetti della nostra esperienza, dal modo in cui funzioniamo al lavoro, in amore o nel sesso, fino al nostro comportamento come genitori e le possibilità di fare progressi nella vita. Le nostre risposte davanti ai fatti dipendono da chi pensiamo di essere. I drammi della nostra vita sono i riflessi della visione profonda che abbiamo di noi stessi. Pertanto, l’autostima è la chiave del successo o del fallimento.

Nathaniel Branden

La nostra auto-immagine, questo ritratto che tutti facciamo di noi stessi, potrebbe essere una semplice e innocente descrizione di nostre qualità e difetti, senza ulteriori conseguenze. Potrebbe rappresentarci con maggiore o minore precisione, ma di primo acchito non sembra necessariamente logico che abbia tanta influenza su di noi, che determini di per sé se possiamo avere una vita felice…o non tanto.

Di seguito un video che potrebbe rivelarci inaspettatamente come avere un alto livello di autostima può letteralmente cambiarci la vita.

“Sei Dolce – Pony”, pubblicità della banca Francés.

Sì, sì… lo so… è così, questo spot in realtà non si riferisce all’autostima. Si tratta semplicemente di una maniera abbastanza strana di promuovere i servizi di una banca. Ma tutti capiamo l’idea che presenta: quando una persona si sente completamente soddisfatta, allora appare serena, tollerante e felice, passi quel che passi.

Lo spot può essere criticato con diverse argomentazioni, come sempre accade con le pubblicità. Tra l’altro è molto, ma molto esagerato. Solo voglio mettere in risalto la logica che propone e che tutti capiamo: quando ci sentiamo pienamente soddisfatti, automaticamente ci trasformiamo in una versione migliore di noi stessi.

Non siamo né buoni né cattivi. Soddisfatti agiamo come santi, insoddisfatti agiamo come diavoli. (Alejandro Jodorowsky)

L’insoddisfazione, dice Jodorowsky, ci fa agire come diavoli.

Essere insoddisfatti di chi siamo, conduce inevitabilmente all’autocritica e alla mancanza di amore per noi stessi.

Questa insoddisfazione è la radice di quasi tutti i conflitti che ci vedono coivolti e di quasi tutte le discussioni in cui partecipiamo. In questi casi chiediamo agli altri la comprensione e la accetazione che noi stessi ci neghiamo.

Per questo mi piace questo spot. Una persona soddisfatta di sé assomiglierebbe un po’ a questa madre. Non perché si astiene dal mettere limiti ragionevoli a sua figlia o perché le è indifferente che nella sua cucina succeda una piccola catastrofe. No, sarebbe una sciocchezza. Ciò che intendo è che una persona che si sente davvero bene con se stessa e che è pienamente felice di essere così com’è, avrà anche un’attitudine di serena comprensione verso gli altri, di naturale fiducia in se stessa, di autentica felicità.

Come individuare problemi di autostima

L’essere insoddisfatti di noi produce un malessere di base, che genera problemi in tutte le aree delle nostre vite. E quando finisce per trasformarsi in una insoddisfazione cronica, ci crea problemi cronici.

Tuttavia, non sempre possiamo vedere chiaramente i problemi di autostima in noi stessi, perché in gran parte si tratta di processi inconsci.

È una buona idea, dunque, stare allerta su alcuni indizi, osservare attentamente piccoli dettagli, come se li guardassimo con una lente…

Un hombre viejo, mirando atentamente con una lupa.

Uno di questi indizi è la difficoltà di accettare complimenti.

Se ogni volta che qualcuno mette in risalto qualcosa di positivo in noi, ci sentiamo a disagio e la prima cosa che ci viene di fare è un commento che in qualche modo ci toglie merito, allora siamo di fronte a un indizio che rivela che non ci sentiamo molto orgogliosi di noi stessi.

Questo problema è spaventosamente comune.

Le persone a cui pesa accettare complimenti, mostrano sempre questa difficoltà, anche nei casi in cui l’elogio sia realmente meritato. Dunque non c’è da confondere questo aspetto con reale modestia o umiltà.

Sono semplicemente indizi, quelli che stiamo cercando. Sono piccoli sintomi “inoffensivi” che rivelano l’esistenza di problemi di autostima più seri, più profondi.

Axel Piskulic

Traduzione di Chiara Franchini

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