LA PERSONALITA' E L'INDIVIDUALITA' (natura inferiore e superiore) di O.M. Aivanhov.....8...5....17

LA PERSONALITA' E L'INDIVIDUALITA' (natura inferiore e superiore) di O.M. Aivanhov

 

Aivanhov

 

 

Oggi demolirò la vostra fiducia e tutte le speranze che avete posto nella vostra personalità, perché qualunque cosa facciate, essa non migliorerà mai, perché è fatta di materia peritura. È detto nelle scritture: «Ciò che è corruttibile, resta corruttibile, e ciò che è incorruttibile genera l'incorruttibile». Direte: «Si, ma gli alchimisti sapevano trasformare il piombo in oro». V'ingannate, il piombo non si trasforma in oro, bensì sparisce e cede il posto all'oro.

La personalità non diventerà mai divina; essa sparirà e lascerà il posto alle manifestazioni dell'individualità. In un'altra conferenza vi ho spiegato come i corpi fisico, astrale e mentale spariranno e al loro posto saranno i corpi superiori che verranno a manifestarsi rivelandosi come splendori, potenze, luci; una vita eterna d'amore e di pienezza La personalità per il momento non è che un recipiente e nulla più; qualunque cosa facciate per migliorarla, continuerà ad avere la sua natura egocentrica. Il giorno in cui la perderà non sarà più la personalità.

Dunque non contate sulla personalità. Utilizzatela finché potete per arrivare a farla sparire, affinché si cancelli, ed emerga, sgorghi l'altro aspetto di voi stessi, quello che è eterno, che è immensamente grande.

Spesso gli uomini pensano che quando si trovano in uno stato negativo, è perché la loro personalità è peggiorata, mentre quando attraversano un buon periodo, credono che finalmente la loro personalità sia migliorata. S'ingannano, la natura inferiore non è migliorata, ma la loro natura superiore ha avuto migliori condizioni per manifestarsi. In seguito, di nuovo la personalità riprenderà il sopravvento, rimescolerà tutto e li farà ricadere in uno stato deplorevole. Poi si riposerà, si addormenterà e l'individualità ritornerà a manifestarsi. E così via...

Si crede che sia sempre lo stesso io che sia soggetto a variazioni. No, non è lui che cambia, ma sono queste due nature del tutto differenti che si manifestano attraverso di lui. Infatti l'individualità non è mai negativa, tenebrosa, distruttiva né egoista e se si produce la minima manifestazione di questo genere, lei non ne è la causa, ma la personalità. La personalità non può mai essere così, generosa, luminosa, piena d'amore e di abnegazione, perché essa è sempre uguale a se stessa, perciò quando la vedete manifestarsi, non dovete pensare che sia sempre la stessa natura in via di cambiamento, che sta passando da uno stato ad un altro. No, il bene non può diventare il male né il male diventare il bene, essi restano eternamente ciò che sono.

Colui che compie azioni magnifiche è uscito per un momento dalla personalità. Quando ritorna, la trova tale quale l'aveva lasciata, e siccome egli si identifica con essa esclama:

«Sono sempre lo stesso!». Eh no, sbaglia. Perché ci si identifica sempre con la personalità? Bisogna identificarsi con l'individualità e si vedrà quante cose magnifiche si possono realizzare! L'errore consiste, quando avete pregato, meditato, contemplato, realizzato cose magnifiche e stati sublimi, nel ritornare al livello del vostro io inferiore e, riprendendo ad essere nuovamente prosaici, ordinari, dite: «Ma sono sempre lo stesso! Non avanzo di un passo, non miglioro affatto». Allora quelle meraviglie chi le ha realizzate e le ha vissute? Non di certo il vostro io inferiore. Vi sono momenti in cui si è cavallereschi, nobili, grandi, generosi; è l'individualità che si manifesta. Se poi ci è difficile continuare ad essere così, ciò significa che ci stiamo avvicinando alla personalità.

In realtà avete cambiato enormemente, ma non sapete dove avete cambiato. Finché vivete al livello della personalità non cambierete mai, fino alla fine essa resterà ciò che è: abile nel mordere, nel graffiare, a prendere, ad accaparrare; perciò non stupitevi. Cercate altrove i cambiamenti e le trasformazioni. Un altro esempio: in tempo di pace gli uomini sono gentili, amabili, sorridenti, mentre in tempo di guerra, sono capaci di distruggere e saccheggiare tutto! Sono stati forse loro a cambiare?

No, sono le due nature che si manifestano attraverso di loro, secondo le condizioni favorevoli che ciascuna ha trovato in quel momento. Prendete il caso di una ragazza perfettamente innocente, casta e pura; mettetela in certe condizioni e vedrete se non si trasformerà in una megera selvaggia, se cioè non sarà capace di scatenarsi in un modo inatteso. E la personalità che riprende i suoi diritti dopo aver sonnecchiato per un lungo periodo.

Se oggi mi avete capito, sarà un'illuminazione fantastica per voi. Si crede di poter cambiare il male in bene, ma non è così; Quando il bene si manifesta, non si sa dove sia andato a finire il male. Esso è respinto, cancellato ma se il bene si indebolisce, vedrete che il male è sempre perché non era sparito, non era morto. È chiaro che il male non è eterno, che può essere completamente cambiato e trasformato, ma ciò è un compito di ordine cosmico, e solo l'intelligenza cosmica può decidere come e quando farlo.

Nell'attesa, il male fa il suo lavoro e compie la missione affidatagli, cioè impartirci delle lezioni, ma l'uomo non riesce a distinguere il gioco delle forze cosmiche. Si crede che il male debba esistere in eterno come il bene e che essi si azzuffino di continuo; che il male sia potente come il Signore, che gli tenga testa, e che il Signore sia talmente seccato e stanco da dover chiedere agli uomini di venire in Suo aiuto, come i Cavalieri o i Crociati, per aiutarlo nella guerra contro il diavolo.

Ecco ciò che crede la maggioranza dei cristiani. In realtà, il male non ha un'esistenza eterna. Esiste come male perché il Signore gli ha dato il diritto di esistere, ma quando gli dirà di sparire, sparirà. Soltanto il bene è eterno; il male è transitorio, ma noi uomini non abbiamo il potere di farlo scomparire, perché siamo troppo deboli e ignoranti, solo il Signore ha questo potere. Per questo dobbiamo lasciare entrare il divino in noi, farlo discendere, perché si manifesti, partecipi e lavori attraverso di noi. È lui che s'incarica di sostituire al male il bene.

So che queste nozioni sono difficili da comprendere, ma a forza di meditare, di pregare, la luce verrà e gli amici del mondo invisibile vi aiuteranno. Nessun esercizio, nessun metodo, nessun tipo di yoga riuscirà mai a migliorare la personalità. A causa della materia opaca di cui è composta e delle radici che affondano troppo nel mondo sotterraneo, essa è in relazione con entità, con forze inferiori che la nutrono, l'incoraggiano e l'ispirano; ecco perché è egocentrica, cattiva, grossolana e infida. Le sue radici sono immerse nelle viscere della terra, là dove è relegato il male L'individualità invece è connessa al cielo e immerge le sue radici nelle regioni sublimi, e se le permettiamo di prendere completo possesso di noi, è capace di cambiare tutto, trasformare tutto e d'insediarsi in noi definitivamente.

Il solo scopo di tutte le pratiche spirituali è di aiutare l'individualità a penetrare in noi, ogni giorno più profondamente. Per anni si può pregare, leggere, meditare, fare la carità, e restare sempre lo stesso, vale a dire... preferisco non specificare quello che si può intendere con la parola "lo stesso"! Ciò nonostante si sono fatte cose magnifiche, sforzi, lavori, sacrifici. E si è sempre uguali, con le stesse debolezze, le stesse abitudini, le stesse manie, gli stessi vizi, le stesse tristezze.

Perché? Perché la personalità non è scomparsa. Tutti questi grandi successi, sono stati ottenuti soltanto perché si è permesso all'individualità di manifestarsi un po', ma poiché si continua a vivere troppo nella personalità, identificati con essa, ci si accorge che non è cambiata e si dice: «Che tristezza, sono sempre lo stesso!». Ci si è esercitati per trenta, quaranta anni, si è fatto di tutto, si tentato tutto e si è rimasti sempre gli stessi! Non siate delusi, bisogna dire semplicemente: «Non sono riuscito a diminuire la personalità, a legarla, a indebolirla, a comprimerla, a dominarla, ma ho capito il perché; perché non ho saputo dare la prevalenza all'aspetto divino, il solo capace di porre rimedio a tutto».

Proprio allora, se si decide di cambiare atteggiamento, che non si è più gli stessi, ma ciò si produrrà se darete la precedenza assoluta all'individualità, altrimenti essa verrà per un minuto, un'ora, un giorno, vi dirà qualche parola, creerà qualche cosa di bello e subito dopo se ne andrà. Otterrete di tanto in tanto, dietro sua ispirazione, splendide realizzazioni, ma sarete sempre capaci di fare il male. D'altronde, tutto ciò che l'uomo produce di magnifico, non è lui a farlo; è qualche cosa d'altro che si manifesta attraverso di lui.

Di tutti i capolavori, di tutte le creazioni artistiche, poetiche, mistiche, non è certo la povera personalità l'autrice. Essa ha fornito soltanto qualche mezzo; tutto ciò che è divinamente bello ha un'altra origine, viene da molto in alto, dal sé superiore. Quando la personalità sparirà, la componente divina si insedierà e sarete completamente morti alla natura inferiore; ci sarà qualcun altro che vivrà in voi. Noi che ci troviamo nel mezzo, tra le due, saremo morti nella personalità e vivi nella individualità. Cos'è questo "noi", questo "io"? È un mistero; non siamo né la personalità né l'individualità, siamo qualche cosa d'altro. Se credete di poter conoscere in un minuto ciò che noi siamo, ciò che voi siete, non è possibile, perché è un grande mistero. Ne riparleremo, e a poco a poco si farà luce.

Mi direte: «Più si approfondisce questo insegnamento, più si resta turbati, perché si ha l'impressione di non capire più niente». Lo so, è così all'inizio, ma è un passaggio. Per esempio, quelli che arrivano qui, si sentivano bene prima, erano felici, soddisfatti, tutto andava bene, ma dopo che, entusiasmati e ispirati dall'insegnamento, si sono decisi a cambiare vita, a vivere una vita divina, non va più, sono in fermento. Dico loro: «Un po' di pazienza, occorre superare lo stadio della fermentazione». Si ritrova ciò in alchimia. Il primo fenomeno, la prima tappa, è la fermentazione; la materia si offusca, fermenta e muore, ma poi risuscita.

Questo è ciò che capita a tutti coloro che vengono all'insegnamento. Oh, non a tutti, ve ne sono di quelli che non sono cambiati, non hanno preso una decisione, ma sono sempre gli stessi, tutto va bene, non vi è fermentazione, e ciò non è un buon segno. Quando vedo qualcuno fermentare, io gioisco e dico: «Quello sta per scoprire la pietra filosofale per trasmutare tutti i metalli in oro».

Quando si entra in questo insegnamento e va male, è un buon segno! Comprendete forse di più se vi porto un esempio preso dall'organismo , Supponete di aver accumulato molte scorie, depositi, veleni, ma continuate a mangiare, a bere e a fumare. Per anni portate la malattia o la morte in voi, ma essa non si manifesta, si trova bene e sa, che se si manifestasse, rischierebbe di essere cacciata, estirpata dall'intervento dei medici e delle medicine. Allora vi mina in silenzio... "facendo finta di niente!". Ma quando entrate nell'insegnamento e cominciate ad osservare certe regole e a fare certi esercizi per purificarvi, ecco la febbre, le coliche, i mali di testa, tutto si manifesta, perché l'organismo, o piuttosto le entità che lo abitano, hanno preso il coraggio a due mani e hanno detto: «È venuto il momento di cacciare tutti questi indesiderabili, tutti questi importuni, questi malfattori che si sono insediati in noi e che vivono a nostre spese».

Allora l'organismo fa degli sforzi, si scuote e coloro che non capiscono sono sconvolti e dicono: «È l'insegnamento che fa star male la gente» e vanno via senza sapere che è proprio l'insegnamento che ha permesso lo scatenamento della lotta contro tutti questi malfattori interni, e che ciò condurrà alla liberazione. Lo stesso fenomeno si produce quando digiunate, tre, quattro quattro, cinque giorni per purificarvi. Allora cominciano le palpitazioni, le coliche, i dolori alla schiena, alla testa, ecc., e ciò perché l'organismo ne approfitta per fare una diagnosi. Vi indica dove si sono annidati tutti i parassiti, dove si é insediato il male. Bisogna dunque digiunare; questo infatti è un mezzo formidabile per scoprire quali sono i vostri punti deboli.

Quelli che non sanno gran che, subito si spaventano, si fermano al primo malessere e concludono: «Ah no. Il digiuno... non parlatemene, è tremendo, è la morte!».Mentre il digiuno è il giusto mezzo che avrebbe potuto sbarazzarli da tutte le scorie accumulate. In un'altra conferenza ho raccontato di aver chiesto a qualcuno che era in prigione: «Perché siete qui?». Mi rispose: «È colpa della società che è fatta male, di uomini malvagi, di un tale che mi ha tradito, ecc».. «No, ribatto io, è perché avete avuto troppa fede». «Troppa fede? E in che cosa?».«In voi stesso, nel vostro modo di vedere le cose, nelle vostre convinzioni, nei vostri calcoli. Eravate troppo convinto di riuscire, di sfuggire alla giustizia, di non dovere pagare mai; avete troppo creduto e troppo sperato in voi stesso. Se aveste avuto meno fede, non sareste qui!».

Ve lo ripeto, voglio veramente demolire questa specie di fede e di speranza, perché se si seguono i calcoli della personalità, presto o tardi, ci si troverà a terra, in quanto essa è imprevidente e cieca. Così il mondo è capovolto. Non credete più, non sperate più, dubitate invece e sarete salvati! Mi direte: «Che morale strana!». Vi assicuro che la migliore forma di fede consiste nel credere soltanto alla veracità, all'onnipotenza dell'individualità, mentre tutti oggi dubitano di ciò che è divino. Dobbiamo rovesciare tutto, capovolgere tutto, perciò io sono un distruttore, un demolitore. D'altra parte ciò è proprio quello che mi aveva detto il Maestro Peter Deunov, ma bisogna intenderci bene, io non ho mai distrutto qualunque cosa o qualsiasi posto, non ho mai demolito niente di divino, anzi non oserei nemmeno sfiorarlo, ma quando vedo qualche cosa di vecchio, di ammuffito, di corrotto, non potete immaginare con quale piacere e con quale gioia io lo distrugga. Sono ebbro di gioia quando vedo che sono riuscito a rimuovere una cancrena, un tumore, come un chirurgo che taglia ed asporta dai tessuti solo ciò che è dannoso alla salute. Dunque mi presento: sono il più grande distruttore, il più gran demolitore.

 

Fonte:  http://www.fratellanzadiluce.com/2012/04/omraam-mikhael-aivanhov-non-si-puo.html

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