Le Nuove Comunità e il Lavoro di Gruppo

Le Nuove Comunità e il Lavoro di Gruppo

di Mariabianca Carelli

La Nuova Era porterà in manifestazione il Settimo Raggio, le cui qualità essenziali sono l’Ordine e l’Attività Cerimoniale, aspetti che vediamo operanti nell’Universo.

Questa energia rafforzerà la tendenza a svolgere ritmicamente opere e attività, sia interiori che esteriori; con la nostra sempre più chiara “lettura” e interiorizzazione delle Leggi “sopra di noi” e seguendo l’impulso del Ritmo e dell’Armonia, anche la nostra piccola vita potrà trasformarsi in Cerimonialità al servizio della più Grande Vita.

Chiediamo pertanto di diventare degni di cooperare con il Piano divino per l’umanità, che ci sarà svelato in proporzione della nostra perseveranza e del nostro amore.

Saranno obiettivi di coloro che intendono assecondare tale rinnovamento creativo:

– sul piano fisico: fornire strumenti e tecniche per migliorare l’esistenza fisica;
– sul piano emotivo: purificare il mondo delle emozioni, che, divenuto chiaro, potrà rispecchiare le vere Ragioni del Cuore, sulle quali poter fondare “opere” mirate alla redenzione del Pianeta;
– sul piano mentale: potenziare le capacità di intuizione, di astrazione, di ideazione e di creatività, illuminate dalla Mente ed energizzate dal Cuore.

Uomini siffatti potranno realizzare l’Utopia della Nuova Era e contribuire alla fondazione di nuove comunità umane. Le Comunità (etimologicamente: essere insieme un’unità) della Nuova Era, avranno tra i loro obiettivi primari lo svelamento e lo sviluppo delle capacità più elevate di ciascun componente e delle potenzialità del gruppo nel suo insieme.

Lo sviluppo individuale e di gruppo procede di pari passo: favorendo il riconoscimento dell’anima e rafforzando ciascun “compagno sul Sentiero” nel suo personale percorso, renderemo chiaro a noi stessi il nostro progetto di vita – che è sempre “collegato in rete” a quello dei fratelli – e comprenderemo meglio quale potrà essere il compito di gruppo.

Il vero gruppo è un organismo vivente che:

– ha le sue radici nel riconoscimento dell’anima;
– pratica l’amore fraterno;
– irradia Bene-volenza;
– sostiene i Propositi evolutivi di ciascuno e del Gruppo stesso;
– procede verso un Fine costantemente verificato e condiviso.

La vita comunitaria sarà basata sulla nuova visione del mondo, pacifica e cooperativa; sul senso di responsabilità riguardo al Pianeta e alle nuove generazioni. Si tenderà a realizzare, attraverso le “comunità della Nuova Era”, una rete di punti energetici dove potrà aver luogo progressivamente il passaggio dal vecchio tipo di umanità separativa ad un’umanità, che viva e “respiri” la fratellanza nella prassi quotidiana e, al tempo stesso, lavori sinergicamente per una civiltà planetaria consapevole ed illuminata.

Le costruzioni saranno effettuate secondo gli orientamenti della bioarchitettura, spesso con materiali semplici: legno, pietra, mattoni in terra cruda; le comunità tenderanno ad essere energeticamente autonome, e gli automezzi saranno sempre più concepiti a tecnologia avanzata, nel rispetto dell’Ambiente.

Gli uomini delle comunità della Nuova Era manifesteranno un più alto sentire nei confronti del divino e della “religiosità”, spesso ancor oggi emozionale e utilitaristica. Ricercheranno i “nuclei interiori” comuni delle confessioni religiose, spesso sviliti dalle chiese, fondando su di essi una “Religione Universale” che affratelli l’umanità.

Il Tempio dell’unico Dio di tutti gli uomini, sarà un luogo per la meditazione e l’insegnamento. Sarà di forma circolare e potrebbe portare incise le simbologie della saggezza perenne, trasmesse dalle comunità iniziatiche di tutti i tempi. In esso, gli officianti-iniziati effettueranno cerimoniali che prevedono l’uso scientifico e direzionato dell’energia, del suono e del colore, e si svolgeranno attività di Insegnamento dei Principi contenuti nel nucleo di verità universali, che viene definito anche “Filosofia Perenne”.

È necessario, per fondare comunità di uomini nuovi, rinnovare l’atmosfera del Pianeta, organismo vivente che ci ospita. Esso appare inquinato non solo in senso “ambientalistico” ma anche in senso “sottile”, poiché ciò che è invisibile determina e origina ciò che è visibile e manifesto.

Pensieri di odio, emozioni incontrollate, motivazioni basse e centrate sull’ego, sono le cause inquinanti che vediamo riprodotte e rispecchiate nell’ambiente esterno. Siamo noi i creatori della realtà della nostra vita e dello “stile” delle comunità e dei gruppi umani nei quali si svolge la nostra esistenza.

Lo stato del pianeta peggiora a causa della coscienza umana. Per la codardia e la viltà che dimostra verso tutte le idee non conformi alla sua coscienza odierna, l’uomo è sull’orlo della distruzione. Ma le forze dello spirito potrebbero ancora evitare il disastro se solo egli volesse ripulire il pensiero… Aspirare al supremo dovrebbe essere pertanto un’impresa irrinunciabile. L’umanità deve pensare a riformare il proprio comportamento: il Karma dell’espiazione è imminente. Tutti gli sforzi devono tendere alla Fonte di Luce. (Mondo del Fuoco, III, 367)

Il Lavoro di gruppo

Nelle comunità della Nuova Era, la tensione ad un vero spirito di fratellanza e l’attenzione amorevole all’altro, si incentreranno intorno ad alcuni essenziali obiettivi di formazione permanente, che daranno senso e spessore alle relazioni e all’agire nel gruppo e nel mondo.

Essi saranno proposti in primo luogo ai giovani, come opportunità per favorire più alte realizzazioni, anche attraverso espressioni compresse e sintetiche come motti, affermazioni e aforismi:

– costituire spazi, all’interno dei gruppi, in cui sentimenti, bisogni e aspirazioni possano essere liberamente espressi: “Mi esprimo per conoscermi e farmi conoscere”;
– mirare a conoscere qualcosa in più di sé attraverso lo “specchio” dell’altro, ampliando anche la consapevolezza del proprio “stile” di comunicazione: “Mi sperimento nelle relazioni”;
– riflettere sulle “maschere” di ciascuno e sulle “etichette” che molti, per conformismo o pregiudizio, attribuiscono agli altri: “Vedo ciò che la maschera cela”;
– comprendere l’importanza della consapevolezza per formarsi: “Voglio conoscermi per auto-educarmi”;
– motivare ciascuno a intraprendere responsabilmente attività e rapporti di rilevante valore all’interno del gruppo: “Divento nucleo”;
– promuovere la convinzione di poter essere un “protagonista positivo”delle proprie relazioni, nell’amorevolezza e nell’impersonalità: “Considero ogni uomo un compagno di viaggio”;
– riproporre le tematiche del dare e del ricevere, attività “circolari” e reciproche per legge di natura: “Dare è ricevere”;
– riflettere sull’obbligo morale di sostenere tutti (e quindi le minoranze, i diversi…) tenendo conto delle tappe evolutive di ciascuno: “La diversità è per me un’opportunità”;
– sviluppare capacità di condivisione (di esperienze, di conoscenze) e di sempre maggiore inclusività, evitando pregiudizi separativi o de-responsabilizzazioni: “Io includo e non escludo”;
– sperimentare, all’interno del gruppo, un nuovo modo di relazionarsi armonico, flessibile ed empatico, centrato sulla persona, così da trasmettere, attraverso il dialogo e la comprensione profonda, fiducia e benessere: “Il vero Dialogo trasforma e dà pace”;
– valutare l’importanza di lavorare tutti per il Bene del gruppo, che diventerà così centro di evoluzione: “Il gruppo è sacro”;
– interiorizzare e diffondere la cultura dell’accoglienza e del prendersi cura estesa a tutti gli esseri umani: “L’Umanità mi sta a cuore”;
– sostenere l’emergere della “nota” particolare di ciascuno, che sarà riconosciuta e apprezzata dagli altri membri; ogni individuo sarà sostenuto nel suo intento di “fiorire” liberamente e creativamente, con il minimo di condizionamenti e distorsioni: “Ciascuno è unico”;
– contribuire a trasformare i nuclei umani (famiglie, team di lavoro, relazioni amicali, ecc.) in laboratori di relazioni significative:”Evolvo nel gruppo”;
– favorire la riflessione sul “valore” della comunicazione e della Parola, e quindi sulla necessità di vagliarne sempre attentamente la pertinenza e la pregnanza: “La Parola è energia”;
– riflettere sulla opportunità per tutti di produrre cambiamenti attraverso un atteggiamento “maieutico”, che miri a produrre consapevolezza, anziché attraverso comportamenti dogmatici e impositivi: “Siamo tutti educatori”;
– verificare e riformulare costantemente il proprio progetto di vita in base alle sempre nuove competenze acquisite: “Ri-elaboro il Progetto di me stesso”;
– rafforzare la Volontà di “prendere in mano” la propria vita e iniziare il cammino del perfezionamento: “Io percorro il Sentiero”;
– favorire il Proposito di “ben operare” nell’innocuità, nel mondo e con gli altri, sorvegliando ed elevando continuamente le motivazioni dell’agire: “Io agisco nell’Innocuità”;
– apprendere a risalire alle cause di atteggiamenti e comportamenti, propri e altrui, anziché recriminare sugli effetti, banalizzando o etichettando: “Indago nel mondo delle Cause”;
– rimeditare il proprio rapporto col Tempo, che può essere dedicato a costruire relazioni e azioni significative anziché “lasciato scorrere” nell’improduttività: “Adopero consapevolmente il mio tempo”;
– promuovere la riflessione, anche attraverso l’indagine etimologica, intorno a “concetti pregnanti” come: relazione e comunicazione; consapevolezza e vigilanza; dovere e assunzione di compiti; sacrificio e proposito; inclusività e condivisione; paura e fiducia; autenticità e creatività; innocuità e impersonalità; volontà e coerenza; silenzio e parola; evoluzione e realizzazione di sé, ecc.: “Ricerco l’essenza delle parole”;
– sostenere il valore e la significatività del percorso evolutivo che ogni gruppo armoniosamente strutturato potrà fiduciosamente e gioiosamente affrontare: “L’unità favorisce l’evoluzione”;
– riproporre il ruolo più alto del gruppo, che è quello di essere depositario dei Propositi evolutivi di ciascuno e dell’intero gruppo:”Io sostengo il Proposito”;
– tenere presente che il Bello e il Vero non riguardano solo aspetti specificamente “artistici” o “filosofici”, ma anche situazioni della vita quotidiana; da ciò deriverà la convinzione che in ogni occasione si può “scegliere” di agire nella Bellezza e nella Verità: “La Bellezza vive nel quotidiano”.

Tratto da: “Sul Sentiero I: Dalla divina inquietudine alla Gioia” di Mariabianca Carelli

Ringraziamo l’autrice per averci inviato questi meravigliosi scritti. (Ne seguiranno altri…)

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