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Vangelo di San Tommaso: il prezioso documento nascosto ai fedeli

Il Vangelo è stato ritrovato in Egitto nel 1945, ma tuttora rimane nascosto. Perchè?

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Vangelo di San Tommaso: il documento che viene nascosto ai fedeli

Vangelo di San Tommaso: il prezioso documento nascosto ai fedeli –

Questo Vangelo sarebbe rimasto sepolto sottoterra per 1900 anni. Secondo fonti ufficiali sarebbe stato ritrovato nel 1945. Ma a distanza di tanti anni questo manoscritto non è mai stato diffuso. Perchè? Secondo alcune persone che sono entrate in contatto con il prezioso documento,  “nel Vangelo di San Tommaso non c’è bisogno di una istituzione per pregare Dio; non si ha bisogno di una gerarchia per entrare in contatto con la divinità. Tra l’uomo e Dio esiste un contatto diretto, che non necessita di intermediari”.

 Molti studiosi ritengono che questo Vangelo sia stato redatto contestualmente alla vita di Gesù, a differenza di quelli ufficiali che sono stati redatti dopo la morte di Gesù. L’apostolo avrebbe, dunque, trascritto le parole di Cristo mentre questi ancora le diffondeva.

 Il Cristo che leggiamo nel Vangelo di Tommaso è vicinissimo all’Induismo, al Buddismo, al Sufismo, non incita allo sterile sacrificio, ma semmai ad una consapevole ricerca della propria divinità, affinché la carne ridiventi Spirito. Di seguito la tesa degli studiosi sul documento ritrovato.

Nella primavera del 1945 a circa 60 Km. da Luxor su una collina ricca di antichi ruderi, nella località detta Nag-Hammadi da una brocca rinvenuta accidentalmente viene portato alla luce un rotolo di lino cerato e bitumato. Verrà srotolato ed in questo modo si romperà lasciando uscire molti manoscritti. Quest’ultimi verranno denominati i codici di Nag-Hammadi, alcuni di questi verranno distrutti o buttati, altri in condizioni migliori saranno venduti per 3 sterline ad un rigattiere del Cairo che separatamente li cederà al migliore acquirente. Il museo copto del Cairo comprerà e raccoglierà diversi rotoli. Un antiquario entrerà in possesso di uno dei manoscritti che successivamente li rivenderà all’Istituto Jung di Zurigo.

Finalmente gli studiosi di questi due istituti, il museo del Cairo e l’istituto di Zurigo, tradurranno le antichissime scritture dai caratteri copto-grecizzanti. Dei 13 codici originariamente composti da più di 1350 pagine ne perverranno 1130. Quasi tutti i codici hanno una legatura di cuoio e risalgono alla fine del I° secolo d.C. Sono traduzioni in copto di manoscriti più antichi si presume in aramaico. Tra questi vi è il “Vangelo secondo Tommaso” certamente il più antico tra i vangeli conosciuti sin ora, e impropriamente, quindi denominato anche i quinto vangelo. Vi sono, in questo documento, frasi del Cristo inedite che rendono la sua figura diversa da quella adottata dal mondo cattolico.

Egli non vince la forza del mondo servendosi del dolore bensì utilizzando l’arma della Conoscenza, quella Cosmica, Eterna, che non subisce l’usura del tempo. Questo vangelo testimonia le parole che Gesù rivelò a Tommaso, contiene 114 detti in forma arcaica. Molti studiosi come ad esempio il glottologo francese Jean Doresse (che per primo nel 1959 tradusse il testo) ed il tedesco H.C. Puech ritengono questo vangelo una delle più antiche testimonianze scritte della tradizione cristana e la datano nella metà del I° secolo d.C. Questi antichi documenti, inoltre, pare che fossero appartenuti ad una ristretta comunità visto che il copto era una lingua poco diffusa in Egitto e conosciuta solo da una limitata cerchia di eruditi e quasi sicuramente di diretta estrazione gnostica, ciò spiega la totale estraneità al mondo ebraico-cristiano di questi scritti. Non vi sono comunque dubbi sull’autenticità del Vangelo secondo Tommaso, a conferma di ciò basterà sapere che fin dal 1897, in località di Ossirinco, nel Medio Egitto, furono rivenuti 2 frammenti di papiri (più un terzo ritrovato nel 1903) che contengono frasi, in greco, del testo copto del Vangelo di Tommaso, inoltre il papiro n° 654 riporta il titolo ed il nome di Tommaso”.


 

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