“La mente non splende di sua luce propria. Anche essa è un oggetto illuminato dal Sé”.
YOGA SUTRA (198°)
KAIVALYA PADA (Sutra IV/19). “Na tat sva-abhasam drsyatvat”.
“La mente non splende di sua luce propria. Anche essa è un oggetto illuminato dal Sé”.
La mente non è come il Sole che brilla di luce propria, ma è come la Luna che risplende di luce riflessa. Se la mente...
... brillasse di luce propria, potrebbe conoscere tutto contemporaneamente. Invece, non si possono comprendere due cose in uno stesso tempo. Se la mente avesse una sua luce propria, non troverebbe alcun limite alle proprie impressioni visive. Solo il Purusha brilla di luce propria e può comprendere tutto contemporaneamente.
E poiché la mente può essere vista e conosciuta, non è la fonte dell'illuminazione. Il problema della creazione e della natura della mente è sviscerato con dei ragionamenti nella filosofia vedica, in modo così completo che, di fatto, le nostre scuole filosofiche moderne si possono considerare solo come semplici sviluppi, o come conseguenze di quelle posizioni.
Perciò la mente può essere considerata come uno strumento fisico del pensatore spirituale, proprio come avviene ad esempio per l'occhio, che è il mezzo sensoriale tramite il quale noi vediamo e conosciamo. Però noi non consideriamo l'occhio come sorgente di luce e di rivelazione. Perchè sappiamo che è uno strumento che reagisce a certi stimoli luminosi e li trasmette al cervello.
La mente agisce in modo analogo rispetto all'anima, proprio come un occhio, o una finestra, attraverso cui giungono delle impressioni, ma in sé non è una fonte di luce. Perciò nella letteratura vedica si dice che gli insegnamenti spirituali demoliscono l'ignoranza e rimuovono le tenebre, ma non possono gettare luce sul Sé interiore, perché il Sé è Luce.
NAMASTE' VIRAMO
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