Il Karma e la formazione delle immagini karmiche..Non esiste peccato, ma necessità di sperimentazione..
Il Karma e la formazione delle immagini karmiche

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Il concetto di karma di sicuro non appartiene in modo esplicito alla parte occidentale di questo pianeta. I primi secoli del cristianesimo, si caratterizzarono decisamente in senso anti-gnostico, marcando una linea divisoria abbastanza netta, perlomeno per quanto riguardava l'Europa ed il bacino del Mediterraneo, tra due momenti storici contigui. Il periodo ellenistico si era distinto per una grande diffusione di idee di diversa provenienza, che avevano esaltato la funzione di crocevia dell'area mediterranea, mentre col rafforzarsi del cristianesimo istituzionale, accompagnato da un crescente dogmatismo, la funzione di scambio e comunicazione di questa zona del mondo, venne maggiormente inibita, anche se mai del tutto sopita.
Idee come quella del karma e della reincarnazione, furono espulse definitivamente da un contesto religioso, culturale e sociale, che nel corso del suo sviluppo avrebbe avuto ben altre preoccupazioni, come quella di contrapporsi ad eresie di varia natura, o ad un altro bel dogmatismo, come quello islamico. Certe conoscenze continuarono comunque ad essere trasmesse, anche se in un modo molto più criptato di quanto non fosse stato fatto in precedenza. Una linea di sapere esoterico continuò a percorrere sotterraneamente l'Europa, manifestandosi in tradizioni come l'alchimia, il panteismo, la massoneria, o altre simili, che non si possono però certo considerare come prevalenti nella formazione del pensiero dominante occidentale degli ultimi duemila anni. Questo non vuol dire tuttavia che la legge del karma non esista.
Razionalmente può essere opinabile tutto, ma, fortunatamente, la conoscenza esoterica si basa sulla visione diretta di coloro che, per evoluzione, hanno la possibilità di vedere concretamente quelle dimensioni della vita che permangono, per ora, occultate alla maggioranza delle persone. La struttura atomica della realtà si estende anche a queste dimensioni nascoste dell'esistenza ed è proprio a partire da questa cosa che possiamo comprendere la legge di causa-effetto. L'atomo dovrà essere ancora indagato a lungo, sia dal punto di vista della scienza contemporanea che da quello della scienza esoterica, ma la caratteristica sulla quale esotericamente mi sento di affermare una relativa certezza, è il suo essere un quanto di energia e come tale un 'pacchetto' di informazioni.
In effetti la vita può anche essere vista come una elaborazione ed uno scambio continuo di informazioni che, scomposte in essenza, si riducono alla sostanza atomica. Altre caratteristiche importanti di questo substrato vitale sono l'imprimibilità, le interazioni prodotte dal magnetismo e dalla radianza, oltre che le possibili distorsioni di queste qualità specifiche. La scienza moderna ha ormai stabilito che tutto quello che esiste è energia, per comprendere il funzionamento della legge del karma bisogna però aggiungere che l'energia è coscienza, per cui non si danno stati della materia di nessun tipo che non esprimano un qualche livello di consapevolezza. I vari regni di natura non fanno altro che raccontare la progressiva manifestazione dello spirito attraverso la materia, che mai, dal punto di vista esoterico, può essere considerata inorganica. Il minerale esprime senz'altro una coscienza minore dell'essere umano, ma è pur sempre quella coscienza che lo stato della materia che lo compone gli consente.
Qualunque esperienza, compiuta da qualsiasi creatura in qualsiasi regno di natura, viene impressa, registrata, sia negli atomi della sostanza che dà vita alla creatura stessa, sia negli atomi della sostanza, diciamo ambientale, dove l'esperienza viene compiuta. Il tutto poi avrà rilevanza in ordine alla quantità e alla qualità. Mi spiego, è possibile che un evento da me vissuto coinvolga diversi aspetti del mio essere, ossia agisco qualcosa sul piano fisico, che produce in me emozioni, sentimenti e pensieri. Il fisico, l'emotivo e il mentale, sono in verità stati diversi della materia ai quali io partecipo con la mia vita, l'evento che produco sarà una forza che si imprime, in modo più o meno forte a seconda della quantità dell'impulso, negli atomi del livello vibratorio corrispondente.
Lo stesso evento ha poi una valenza qualitativa. La mia percezione, in modo molto empirico, me lo farà sentire come più o meno buono, o piacevole, ma in concreto, quell'attività fisica, emotiva o mentale, troverà posto, nell'infinita scala delle frequenze possibili della vita, in un punto preciso, più o meno polarizzato verso il lato negativo, o positivo, della struttura della mia coscienza. In pratica, se io vivo qualcosa che mi fa sentire 'tanto male', quel tanto male non è un modo di dire per descrivere una percezione, ma anche una quantità precisa di energia di una precisa qualità, che viene registrata in uno specifico punto del mio essere, sul piano vibratorio adeguato a metabolizzare la mia esperienza.
Senza approfondire eccessivamente in questo contesto l'analisi strutturale della coscienza umana, possiamo aggiungere che non è un caso che i cosiddetti chakra, o centri energetici, siano considerati i motori della coscienza. Infatti è in questi spazi, esistenti nel nostro essere su sette piani vibrazionali diversi, che vengono impresse tutte le esperienze di tutte le nostre incarnazioni, le quali, a loro volta, vengono poi metabolizzate attraverso tutti gli organi di tutti i corpi attraverso i quali il nostro essere si manifesta contemporaneamente, per interagire poi con l'ambiente esterno con il quale siamo in relazione continua.
Allo stesso modo, non serve qui disquisire sulle origini del karma, che di per sé non significa tanto l'azione, quanto l'impulso o la spinta all'azione. Anche se cercare risposte a domande relative alla primogenitura dell'uovo piuttosto che della gallina pare sia una occupazione molto diffusa tra gli esseri umani, ci è molto più di aiuto cercare di capire come, in pratica, funziona la legge di causa-effetto qui ed ora, piuttosto che perderci in remote speculazioni teleologiche. Quindi daremo per supposto che siamo al mondo per 'fare' e che questo fare avviene secondo delle leggi e che queste leggi non sono del tutto inconoscibili.
Nel corso delle nostre incarnazioni vi sono delle situazioni 'archetipiche' forti che ognuno di noi deve affrontare. Queste si configurano praticamente come delle linee evolutive che l'uomo deve sviluppare nella sua lunga permanenza su questo pianeta e di sicuro non vengono risolte in una sola vita. Possiamo immaginare che questioni come quella del potere o dell'amore, richiedano un po' di tempo per essere elaborate e che varie sfumature debbano essere sperimentate per completare il bisogno di esperienza che la nostra anima esprime. In effetti ognuno di noi compie lo stesso lungo percorso, rispetto alle stesse qualità fondamentali dell'esistenza, aggiungendo però l'unicità del suo tocco. Questo è il nostro vero contributo alla vita.
Ogni anima giunge alla sua prima incarnazione umana con una propria spinta realizzativa, che dovrà compiere a contatto con la materia dei piani inferiori nei quali andrà ad operare, ossia: mentale, astrale e fisico-eterico. Ogni azione che viene sperimentata viene registrata nel luogo adeguato della propria struttura vitale e da lì continua ad esprimere il suo magnetismo e la sua radianza, sempre su base quantitativa e qualitativa, finché non avrà esaurito tutto il suo percorso evolutivo, ossia finché non avrà perfezionato tutte le sue possibilità. La visione del mondo che esclude la reincarnazione esclude di fatto la possibilità di comprendere come funziona in pratica la vita, ed è per questo che spesso non comprendiamo tante cose che ci appaiono o ingiuste o misteriose. La legge del karma, col suo funzionamento molto 'materiale', che non ha niente a che vedere con 'punizioni' o 'peccati', ci mette nelle condizioni di affrontare la vita in modo realmente scientifico.
L'evoluzione della nostra coscienza, che non si arresta nemmeno dinnanzi alla morte (ma questo è un altro discorso), procede continuamente grazie all'impulso ad agire che proviene dalla nostra anima, che ci spinge a sperimentare, ad interagire cioè con la materia della realtà che ci circonda. Il prodotto di questa realizzazione viene impresso in uno spazio interno al nostro essere, tipicamente un chakra, da dove produce nuova interazione, sia con la coscienza che con la realtà esterna. Questo processo di impressione è quello che io chiamo formazione delle immagini karmiche. Le immagini karmiche poi sono alla base dell'esperienza futura, che si configura come la necessità di continuare, od eventualmente concludere, ciò che abbiamo posto in essere in una nostra data incarnazione.
Ogni 'pulsione' che viviamo ha le sue radici nella nostra esperienza pregressa, la quantità e la qualità della materia coinvolta in quell'impressione determinano la forza e la tipologia dell'attività verso la quale saremo attratti. Ogni causa produce i suoi effetti e non esiste il caso nella vita, mai. Quello che io oggi vivo è l'espressione di ciò che ho iniziato molto tempo fa, in parte compiuto ed in parte no. Continuo a provare attrazione verso modalità specifiche, fisiche, emotive e mentali, perché rappresentano il necessario completamento del mio essere uomo. Non esiste peccato, ma necessità di sperimentazione, così come fino ad un certo punto non esiste il libero arbitrio... ma mi sa che di questo è meglio che ne parli nel prossimo articolo.
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