Lo stato archetipale di bambino. .E GESU' DISSE........ FILOSOFIA VEDICA..
Lo stato archetipale di bambino
E Gesù disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli".
(Matteo 19,14)
Tutti i santi, i grandi saggi, i libri della saggezza ci parlano della necessità di abbracciare i grandi ideali spirituali con il cuore di un bambino. E’ indispensabile arrivare a vivere questo stato di bambino in noi stessi, non rapportandoci necessariamente alla nostra infanzia, bensì allo stato archetipale di bambino, con tutto ciò che esso implica e simbolizza.
L'infanzia archetipale è caratterizzata dalla purezza e dal candore.
Per comprendere meglio tutti gli aspetti di cui parleremo, evochiamo fin dall'inizio un'immagine:
"E' un giorno soleggiato d'estate e noi siamo un bambino che cammina avvolto nella luce. Ci sentiamo leggeri e liberi. Non c'interessa la via su cui stiamo camminando, basta che conduca verso il sole. Ci guardiamo intorno con gli occhi colmi di luce, siamo leggeri, liberi e luminosi. Sappiamo che qualcuno si prende cura di noi, quindi non ci preoccupiamo per il domani o per il futuro, non abbiamo nessun problema. Non siamo legati al passato, non esiste che il momento presente. Tutto quello che vediamo intorno lo vediamo come tale, senza apprezzamenti o pregiudizi. Non esiste il bene o il male, il bello o il brutto, non esiste che la luce. Non ci interessa possedere o accumulare cose, né avere una posizione sociale. Neanche la personalità condiziona un simile bambino; egli esiste semplicemente e non si considera in un determinato modo".
Paragoniamo quest'immagine con quella di un santo: pieno di luce, egli sa di essere il bambino di Dio, sa che Dio si prende cura di lui e gli darà tutto ciò di cui ha bisogno. È indifferente ai pareri degli uomini su di lui, può essere ovunque egli desideri, ma in essenza rimane sempre lo stesso bambino di Dio. Non gli interessa il giorno di ieri o di domani, vive lo stato di comunione con Dio Padre, qui ed ora. Per lui non esiste il bene o il male, il bello o il brutto, tutto esiste sotto la stessa luce. Egli è puro, luminoso e libero. Notiamo immediatamente la somiglianza di queste immagini.
Nella mente dell'essere umano è profondamente radicata l'evoluzione dell'uomo durante il corso della vita, da bambino ad adulto e poi ad anziano, poiché associa rispettivamente candore, forza e saggezza. Uno yogi dovrà assimilare e realizzare simultaneamente lo stato di candore del bambino nel cuore, la forza dell'uomo adulto a livello del corpo e la saggezza archetipale della vecchiaia.
Lo stato di candore implica il fatto di avere un'anima pulita e incontaminata dalle passioni o dalle emozioni negative, distruttive, quali la tristezza, la gelosia o la cattiveria. Cercando di vivere sempre lo stato di candore, vedremo con gioia come tutti gli altri stati ed emozioni negativi non ci potranno più toccare o influenzare. Perché? perché sono incompatibili con lo stato interiore di purezza, che è molto elevato. Quando ci confrontiamo con simili stati, noteremo praticamente come il semplice fatto di assumere l’attitudine di bambino li farà scomparire istantaneamente, non attraverso la lotta, opponendoci con forza, ma attraverso la trascendenza, l'entrata in uno stato nettamente superiore, come se ci sollevassimo al di sopra delle traversie. Adottare l'attitudine di bambino è molto semplice, possiamo iniziare immaginando di avere gli occhi puri e luminosi, con le ciglia intrise di luce, ed evocare l'immagine precedente. Scopriremo come un'infinita luce ci pervade istantaneamente, e ci sentiremo molto leggeri e liberi.
Perché perdiamo lo stato di innocenza e di candore?
Tutti i meravigliosi tratti dell'infanzia archetipale scompaiono totalmente nell'uomo adulto. Perché? L’adulto considera sia meglio essere una "persona seria", perché ha problemi, vuole ottenere qualcosa, raggiungere una condizione di benessere materiale. Egli non ha più fiducia nel fatto che riceverà tutto quello che gli serve, ed inizia a preoccuparsene così tanto al punto di dimenticare anche di essere felice. Si confronta con l'imperfezione della società e la cattiveria degli uomini, ha insuccessi e delusioni. In un certo senso ciò è spiegabile, ma coloro che saranno padroni di se stessi non vogliono accettare questo stato. Farebbero molto meglio ad iniziare a guardare tutto come un gioco e a giocare senza esservi troppo attaccati.
Per i "grandi uomini" si verifica praticamente un sovvertimento di valori; addirittura essi arrivano più a desiderare di possedere cose piuttosto che essere felici. Presi dai loro problemi e cercando di raggiungere degli scopi di cui spesso non conoscono più la ragione per i quali li hanno prefissi, vivono, lottano, accumulano, senza vivere, di fatto, autenticamente, diventano dei robot sottomessi a degli scopi che non appartengono loro.
Inoltre, sono irretiti dalla propria forza (che molte volte non è altro che la semplice forza fisica dell'uomo arrivato alla maturità biologica), amano sentirsi forti e indipendenti. Essi guarderanno lo stato di candore come un "infantilismo" dannoso. E rimarranno così come sono, orientati irrimediabilmente verso il declino di questa forza che ora li sostiene, sempre più sottomessi alle condizioni esterne e dipendenti dagli altri.
Ma è possibile che ognuno di noi conosca anche alcuni "grandi uomini" che non hanno dimenticato di essere stati bambini, che ancora sanno gioire e hanno conservato la purezza del cuore. Se conosciamo una simile persona, scopriremo sempre che si tratta di una compagnia piacevole, e che in sua presenza l'ottimismo e il candore sembrano contagiarci irresistibilmente.
Siamo figli di Dio.
Evocando lo stato di bambino, caratterizzato dalla purezza e dal candore, arriveremo gradualmente a ritrovare il sentimento di collegamento con il Divino. Così si sveglierà in noi una fede irremovibile, basata sulla percezione diretta del Divino, che equivale a stati molto elevati. Il vissuto permanente ed intenso del fatto che siamo figli di Dio, non solo ci aiuterà ma è anche una modalità pratica di evoluzione (simile al karma yoga) che ci apre verso gli aspetti ultimi, Divini dell'essere.
Paradossalmente, attraverso quest’attitudine ci sentiremo più forti, ma non come dei giganti definiti dalla nostra forza: disponiamo della stupenda capacità di agire con energie gigantesche, proprio grazie al fatto di essere al di sopra di esse. Come figli del Divino possiamo chiedere molto e con fermezza, essendo però sottomessi totalmente alla saggezza del Padre nostro e non cercando qualcosa di personale.
Ritroveremo la gioia dell'infanzia.
Inoltre, quest’attitudine conferisce una gioia e un’allegria immense, lo stato permanente di speranza e di ottimismo, il sentimento di sentirsi protetti. Diventeremo anche più saggi e comprenderemo cose che prima per noi erano impossibili, perché inizieremo a vivere effettivamente le verità spirituali. È sorprendente quante realizzazioni interiori possono essere ottenute semplicemente assumendo l'attitudine di candore, perciò è spiacevole che una cosa così semplice sia anche così facilmente dimenticabile.
Non dobbiamo mai dimenticare che la realizzazione spirituale non significa sapere dagli altri, comprendere o accettare che qualcosa è vero, ma vivere in prima persona le meravigliose cose di cui ci hanno parlato e scoprirne delle nuove. È essenziale quindi vivere autenticamente anche lo stato di candore, perché oltre ad essere necessario è come una sorta di "scorciatoia" che, percorsa coscientemente, ci proteggerà da molti sforzi inutili o perdite di tempo.
Ancora un ultimo accorgimento: non bisogna confondere il candore con l'infantilismo o la debolezza, né dimenticare che i bambini viziati sono insopportabili.
(Yogaesoteric)
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