DEFINIRE LA PAURA -.E IL TEATRO VIRAMO..MARINELLA. E COMPANI.(PER CHI HA PAURA) POSTA PER VIRAMO

Definire la paura.

La possibilità di cominciare a dire a se stessi che si tratta di paura è un frutto che matura sulla pianta dei tentativi di rintracciare tutti i segni della paura. E' un passo importante, perché il proprio livello di libertà compie un salto notevole. Anche la possibilità di essere manipolati (e di manipolare gli altri) diminuisce considerevolmente con la comparsa di questa consapevolezza.
Cominciare a dichiararsi con più disinvoltura "questa è la mia paura!" significa cominciare a conoscersi realmente.

Continuare a dire "avverto una paura, ma non so proprio di cosa" e poi, dopo poco tornare alle faccende quotidiane senza pensarci più (come alcune persone continuano a fare, dopo anni di lavoro su di sè) rappresenta un ottimo sistema per colludere con la paura e per accarezzarla e nutrirla un altro po', invece di cominciare realmente a stanarla.

E' fondamentale rischiare di attribuire dei nomi alle proprie paure, in quanto, una volta che un ricercatore riesce ad individuare i filoni principali delle proprie paure, può cominciare un lavoro nuovo, che si realizza nel costante tentativo di ricondurre le tracce incontrate per strada a quel particolare filone.

Se, ad esempio, il filone osservato riguarda la paura di staccarsi emotivamente dai genitori, una fonte continua di osservazioni è rappresentata dal rapporto con altre mamme e papà (reali e virtuali) e dal tentativo di stabilire con essi rapporti dove serpeggia l'illusione "non ci lasceremo più".
Soprattutto all'inizio, non è assolutamente semplice definire la paura, nonostante la presenza di chiare tracce. Fermarsi e meditare sulla domanda "qual è la paura?" è uno strumento potente ed efficace.

Quando riusciamo realmente ad attivare uno stato meditativo ogni volta che ci troviamo in contatto con una paura senza nome, mantenendolo anche quando usciamo dalla posizione facile, si stabilisce uno speciale campo magnetico attorno a noi e le cose che ci accadono possono condurci piano piano alla risposta.

www.italiadonna.it/spiritualita/spiritualita004b.htm - 17k -

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IO...

Bisognerebbe imparare di nuovo a “lasciarsi andare ad avere paura

«Beati quelli che sanno ridere di stessi, perché non finiranno mai di divertirsi».

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Cominciare a dichiararsi con più disinvoltura e dire "questa è la mia paura!" significa cominciare a conoscersi realmente.

Questo articolo l'ho trovato atto al " lavoro" che su di noi stiamo svolgendo.. Ci troviamo insieme per dare un nome a quel costante senso di sottile paura che  sentiamo di avere... SPESSO anche  INCONSCIAMENTE... sentiamo di avere!!!!.

Questo senso, che nel profondo vibra, mi ha accompagnato anche in questi ultimi anni.. Ricordo che da bambina sentivo quotidianamente la paura, ma conoscevo il suo nome .....era la paura di perdere i miei amati genitori, non ricordo vere altre paure....Diciamo che ciò che predominava era una sensazione di inadeguatezza che automaticamente creava una costante; ma non la chiamerei paura. Quella di perdere coloro che tanto amavo (ma in questa paura un pò tutti ci riconosciamo) quella sì... era una COMPATTA PAURA......

La mia attuale paura, è quella delle malattie. Ho riconosciuto questa massa che definirei predominante .... Essa ha un nome, conosco il suo potere, ecco perchè il "destino", in questi otto ultimi anni , mi ha preparato un terreno lastricato di malattie e morti,ma anche di GRANDIOSI MIRACOLI.,che mi hanno fatto capire quanto sono amata, quanto noi SIAMO amati..... Ora lentamente, dolcemente, naturalmente,questo stato alterato, quasi fobico, sta diminuendo la sua potenza, almeno così credo.  SPEREM.....

Insieme siamo più forti, insieme siamo prossimo, insieme sappiamo di essere ascoltati, consolati, quando la paura ci paralizza..vero?

Grazie a tutti che contribuite a lenire la mia più grande paura con la vostra costante presenza....Essere ciò che si è.. significa mettersi a nudo, ed io, con voi.. sempre mi sono mostrata in tutti i lati...sia in quelli forti, tosti, sia in quelli deboli, mollicci.

Quella che vedete sono proprio io.....la vera (per ora) Marinella...Quando scoprirò altri lati, voi sarete i primi a saperlo....Vi invito a vedervi con lo stesso amore come io vedo me stessa... in tutte le mie espressioni.

E' meraviglioso pacificarsi con tutti i vari personaggi che in noi vibrano!....Sapete come ci sono riuscita? Li ho cercati, li ho trovati, li ho compatiti e a volte giudicati, ma.. questo modo di pormi non era da loro ben accettato, e cosi ho pensato :" Chi mai è felice a ricevere delle critiche"!!...penso ben pochi, vero? Allora ho utilizzato l'arte della pazienza nel voler comprendere il perchè.. alcuni miei personaggi fossero sinceramente così stronzi.....Piano,piano, doce, doce, ho compreso che loro erano solo arrabbiati, delusi, ma sopratutto incompresi....Cosi ho iniziato a guardarli, all'inizio con una leggera simpatia ,poi man, mano che il tempo passava diventavano sempre più simpatici,e a volte addirittura spiritosi..

E fu cosi che siamo diventati grandi amici,ci siamo accettati con i nostri caratteracci e oggi CI VOGLIAMO BENE.. L'aspetto BURINO ha fatto pace con l'aspetto gentile,il macho si è innamorato della frigna,la vittima adora il  sopressore,semplicemente perchè le consente di fare la vittima...così lei è felice..Insomma, questi personaggi in cerca d'autore hanno trovato un teatro meraviglioso in cui recitare secondo le proprie naturali caratteristiche ..

Furba vero?.. Potevano essere eternamente in guerra, invece sono diventati amiconi, e in più si vogliono pure un gran bene...La mia famiglia interiore si è riunita grazie all'amore compassionevole, quello che il mio amato Maestro Gesù mi ha insegnato...

Oggi sulla mia fronte c'è scritto:" Qua dentro vive una COMUNITA' d'intenti,che non è altro che una FAMIGLIA, CERTAMENTE CON TUTTE LE PROBLEMATICHE CHE UNA FAMIGLIA PUO' AVERE,.....MA CIO' CHE LA TIENE UNITA ..E' LA CONSAPEVOLEZZA CHE NOI SIAMO UNO = CHE IO SONO UNA.....UNO E CENTOMILA".... ma comunque... sempre io sono....Cio' che oggi sono.. è ciò che sono stata in grado di essere, e allora perchè non accettarmi? Io sono ciò che ho pensato di essere...

ORA CHE PENSO DI ESSERE FATTA DI LUCE...CERTAMENTE MI RITROVERO' LUMINOSA...HAHAHA  .

NAMASTE'...DAL TEATRO MARINELLA....Occhiolino...ciaoooo

 

 

 

 

Ohhh....MA QUESTO E'

Ohhh....MA QUESTO E' AMORE.....!

 

GRAZIE

GRAZIE MARINELLA PER QUESTO CONTRIBUTO SULLA PAURA...

NON POTEVA ESSERE PER ME MOMENTO MIGLIORE PER TROVARLO SCRITTO...

TEMPISMO PERFETTO..

TOMMY

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