DIGNITA'- AUTOSTIMA....
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Questa è la realta' dell'inizio del risveglio in consapevolezza.= Io sono un magnifico LEONE......POI CHISSA'....
PER ORA ....E' QUESTO CHE VEDO RIFLESSO NELLO SPECCHIO = CONSAPEVOLEZZA..............
L’amore, rappresenta il bisogno e la capacità di trascendere noi stessi
e, insieme ad un altro, creare una realtà nuova. Talvolta, quando si
altera l' equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine
e lo spazio condiviso, l'amore può trasformarsi, invece che in
un'occasione di crescita e arricchimento, in una gabbia senza
prospettive di fuga, con pareti fatte di dolore. Questo è quello che
succede quando si scivola nella dipendenza affettiva.
La dipendenza
affettiva è una forma patologica di amore caratterizzata da assenza
cronica di reciprocità nella vita affettiva, in cui l'individuo,
“donatore d'amore” a senso unico, vede nel legame con un altra
persona, spesso problematica o sfuggente, l'unico scopo della propria
esistenza e il riempimento dei propri vuoti affettivi.
Non sempre la differenza tra amore e dipendenza affettiva è netta. Può addirittura accadere che i due fenomeni si confondano.
La
chiave di distinzione sta nel grado di autonomia dell'individuo e nella
sua capacità di trovare un senso in se stesso. Diversamente da quanto
comunemente si crede, l'amore nasce dall'incontro di due unità, non di
due metà. Solo per si percepisce nella sua completezza è possibile
donarsi senza annullarsi, senza perdersi nell'altro.
Chi è affetto da
dipendenza affettiva, non essendo autonomo, non riesce a vivere
l'amore nella sua profondità e intimità. La paura dell'abbandono, della
separazione, della solitudine generano un costante stato di tensione.
La presenza dell'altro non è più una libera scelta ma è vissuta come
una questione di vita o di morte: senza l'altro non si ha la percezione
di esistere.
I propri bisogni e desideri individuali vengono negati e
annullati in una relazione simbiotica.
La dipendenza affettiva,
diversamente da quanto a volte si manifesta all'evidenza, non è un
fenomeno che riguarda una sola persona, ma è una dinamica a due.
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AUTOSTIMA....
Migliorare l'autostima è possibile e richiede un impegno costante nel
tempo. Non è difficile, basta volerlo veramente e sforzarsi di pensare
che lo si fa per se stessi e che un giorno, dopo un allenamento
adeguato, non si proveranno più quelle spiacevoli sensazioni di
inadeguatezza e finalmente sarà possibile prendere decisioni in modo
autonomo, portarle avanti senza ripensamenti né il timore di aver
commesso un tragico errore.
La prima cosa da fare per
iniziare un percorso di miglioramento dell'autostima consiste nel
lavorare sulle proprie percezioni; si tratta di imparare a conoscersi
meglio, analizzando il proprio mondo interiore in tutta la sua
complessità, focalizzando l'attenzione non solo sugli aspetti negativi,
ma anche e soprattutto su quelli positivi. Nel farlo si deve essere
obiettivi, e può essere utile farsi aiutare da una persona fidata, in
grado quindi di vedere determinati aspetti del nostro carattere che
possono sfuggirci. Per esempio si può avere la sensazione di non essere
assolutamente in grado di fare una determinata cosa, ma allora perché
non accantonarla momentaneamente e concentrarsi su qualcos'altro, anche
piccolo, che si è capaci di fare?
Tutti noi sappiamo fare qualcosa e il
bello sta anche nella diversità, ossia nel fatto che non tutti sappiamo
fare le stesse, c'è chi è bravo in un'attività, chi in un'altra.
Ammetterlo è un inizio. Questo primo passo riguarda il sé percepito, il
quale deve nel tempo divenire il più possibile realistico e obiettivo
(sé reale).
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