Il Manifesto del Paradigma Olistico .Un paradigma olistico deve essere capace di riunire le dimensioni sacre, umane e materiali.
Il Manifesto del Paradigma Olistico
Ridare un’anima al mondo
Siamo esseri umani, liberi pensatori, abitanti della Terra
che in questa breve epoca di profondi e drammatici cambiamenti planetari,
vogliono contribuire all’evoluzione della consapevolezza umana riportando
l’ ”anima”, la coscienza, nella nostra vita e nella nostra cultura,
in modo laico e rispettoso di ogni tradizione.
Il cambio di paradigma
Siamo convinti che, il cambiamento epocale - dalla cultura della frammentazione, che ha diviso nazioni, civiltà e razze, alla cultura globale - richieda un cambio di paradigma da un modello dicotomico (che divide mente e corpo, materia e spirito, uomo e natura, nazioni e culture) ad un modello olistico capace di offrire una comprensione più unitaria e complessa dell’essere umano e del pianeta, che implichi un mutamento globale nel modo di pensare e di vivere.
Abbiamo sperimentato su di noi gli effetti di questi due modelli: nei momenti di fragilità e debolezza interiore o quando la vita ci sopraffaceva, abbiamo sentito gli effetti della divisione interiore, della mancanza di valori, del senso di separazione da noi stessi, dagli altri e dalla vita; ma abbiamo anche avuto la fortuna di sperimentare, nei momenti di consapevolezza interiore, di presenza e di integrità psicofisica, stati di coscienza globale, unitaria, pacifica in cui percepivamo il senso di vivere e di essere un tutt’uno, intimamente connesso con gli altri e la vita.
Inconsapevolezza dei paradigmi
Sappiamo che la nostra civiltà non ha mai scelto consapevolmente un paradigma di comprensione o di sviluppo, ma ha adottato inconsapevolmente modelli economici, educativi e ideologici basati su un paradigma della divisione, tra uomo e natura, tra nazioni e culture, che hanno diviso l’uomo dalla donna, il corpo dall’anima. Modelli istintivi, basati sul possesso e la competizione, che per millenni hanno condizionato i sistemi sociali, politici e religiosi.
Lo stesso paradigma scientifico, scelto consapevolmente sulla base del principio di sperimentazione, è comunque nato e si è sviluppato sotto le restrizioni imposte dal paradigma dicotomico cartesiano che divideva l’essere umano tra materia e spirito e che imponeva alla scienza di non occuparsi dell’anima e della dimensione interiore.
La scelta consapevole di un paradigma globale
Sentiamo che il tempo delle divisioni sia arrivato al suo apice di espansione e di distruzione, e che sia giunto il momento per la parte più evoluta e dell’umanità di autodeterminarsi e orientarsi consapevolmente verso un paradigma olistico capace di offrire una comprensione più unitaria, sistemica, globale e complessa dell’essere umano e dell’intera esistenza. Questo processo di riunificazione richiederà necessariamente un profondo e lungo dialogo tra le culture, una enorme apertura di comprensione e di
La rivoluzione interiore
Il paradigma olistico nasce dall’esperienza unitaria della coscienza
Siamo persuasi che non ci possa essere un vero salto verso una “civiltà globale” umana e pacifica, senza un precedente salto di “coscienza globale” umana e pacifica dentro di noi.
Riteniamo che una “rivoluzione di paradigma” debba nascere da una “rivoluzione della coscienza” di ogni singolo individuo: una trasformazione interiore da una mente frammentata ad una coscienza unitaria.
Per questo il paradigma olistico si basa su un modello unitario dell’essere umano che ha come centro la coscienza globale di sé, il “senso di unità” tra tutte le nostre parti fisiche, emozionali e mentali, che ci fa sentire “uno”.
Le ricerche di neuropsicologia mostrano che, in uno stato di “coscienza globale”, le onde del cervello, che normalmente hanno una coerenza del 60-70%, si sincronizzano fino a valori del 90-100%, come se l’intero cervello, che gestisce le funzioni fisiche, emozionali e mentali, diventasse un’unità funzionale globale.
Questo stato di coscienza altamente coerente produce una percezione cognitiva “olistica” di sé e del pianeta, che da senso e unità alle separate concezioni scientifiche, artistiche e culturali.
La coscienza globale di sé si riflette in una coscienza globale del pianeta.
Le caratteristiche non duali del paradigma olistico
Un paradigma olistico deve essere capace di riunire le dimensioni sacre, umane e materiali.
ll termine olistico, che implica comprendere e riconoscere le cose nella loro interezza, richiede quindi di comprendere e riconoscere l’anima, la coscienza, che fino ad ora sono state separate dal corpo e dalla materia dal paradigma dicotomico cartesiano, tuttora numericamente dominante. Esistono per fortuna innumerevoli modelli fisici, cibernetici, biologici, medici, neurofisiologici, psicologici, educativi che hanno ormai mostrato l’inadeguatezza e l’inconsistenza di tale divisione, proponendo nuovi modelli unitari complessi.
La coscienza è la realtà primaria, Eugene Wigner, Nobel per la fisica
La nuova fisica quantistica riscopre la coscienza in ogni frammento della realtà.
Partendo dalla cibernetica proponiamo una nuova e più scientifica definizione di coscienza, intesa come “capacità di percepire il senso o significato di una informazione” ed osserviamo l’intima natura quantistica del reale, dove la dicotomia materia/coscienza (res extensa/res cogitans) si trasforma nell’inscindibile unità di energia/informazione, base non-duale del paradigma olistico. Nella scienza ogni “particella di materia” è solo energia informata, e come ogni cellula del nostro essere mostra intelligenza e capacità di percepire il senso delle informazioni.
Riteniamo che la coscienza sia l’elemento chiave, a livello scientifico e spirituale, che ci permette di percepire e di comprendere le leggi e le logiche dell’unità e, più importante di tutto, il senso di sacralità e di reverenza verso ogni essere vivente e per la vita in ogni suo aspetto.
reteolistica.provincia.lucca.it/.../Creazione_del_Paradigma_Olistico -
- Login o registrati per inviare commenti
