Sulla libertà ...“Perché non accettiamo semplicemente noi stessi e gli altri, così come siamo?" (Osho)
"Perché non ci permettiamo l'un l'altro di essere?"
Perché non siete; voi siete una non entità; non esistete ancora. Siete solo un sogno, e anche quello è un guazzabuglio. Non avete ancora alcuna integrità, non siete un'unità. Balzate addosso agli altri, chiunque cada nel vostro territorio - i vostri figli, vostra moglie, vostro marito, vostra madre, vostro padre, i vostri amici - chiunque sia a disposizione, gli saltate addosso e schiacciate la sua libertà. Una volta schiacciata, vi sentite a vostro agio, perché ora non c'è alcun pericolo. Se veramente desiderate dare la libertà agli altri, dovrete incominciare da casa vostra. Ogni cosa inizia dalla propria casa. Siate liberi, diventate un essere. Godete di questa incredibile libertà che la vita vi concede. Non seguite alcuna regola. Seguite solo una cosa: la vostra consapevolezza; e permettete alla vostra consapevolezza di decidere ciò che deve essere fatto, momento per momento, con freschezza. Non è necessario funzionare attraverso la memoria e attraverso il vissuto passato, le esperienze.
Funzionate tramite una consapevolezza vergine, con un sapere fresco e una consapevolezza innocente. Allora scoprirete come è bello essere liberi, e vedrete come è bello vivere con persone libere. Infatti, vivere con prigionieri significa divenire prigionieri noi stessi. Avete mai osservato che un carceriere non è un uomo libero, non può esserlo. Un carceriere è più imprigionato di un carcerato. Se costringete tante persone a essere prigioniere, come potrete essere liberi? Quella prigionia imposta con la forza, si rifletterà anche nel vostro essere: voi stessi diventerete prigionieri. Non imponete mai alcuna prigionia a nessuno. Permettete la libertà e sarete liberi. Siate liberi, e potrete permettere più libertà. Le due cose si accompagnano.
“Perché non accettiamo semplicemente noi stessi e gli altri, così come siamo?"
Perché siete stati condizionati a rifiutare, a non accettare. Siete stati condizionati a negare, siete stati condizionati a dire di no. Non sapete ancora dire di si. Siete stati condizionati a condannare; siete stati condannati e fate la stessa cosa agli altri. Vi condannate di continuo e naturalmente dovete fare la stessa cosa con gli altri. Non potete fare altrimenti. I vostri genitori vi dicevano: "Sbagli, questo non è giusto, questo non si dovrebbe mai fare", e ve lo hanno ripetuto mille e una volta. Voi avete raccolto quel messaggio, per cui: "Io non sono accettato per quello che sono, non sono amato così come sono". Se appagate i desideri dei vostri genitori, vi amano; il loro amore è un baratto. Se li seguite come delle ombre, vi apprezzano, vi approvano; ma se solo cercate di essere un po’ liberi e di essere un individuo, vi sono contro, i loro occhi, il loro comportamento, ogni cosa cambia. E i bambini sono assolutamente inermi: per poter sopravvivere devono diventare politici, devono accettare tutto ciò che i genitori dicono.
Poi c'è la società, e l'istituzione dell'istruzione. Pian piano precipiterete sempre di più nel caos, perché tutti coloro che vi circondano non fanno altro che costringervi a seguirli. Poi ci sono i preti e i politici, tutti i benefattori, e anche costoro desiderano tutti che li seguiate, e tutti vi hanno indottrinati. La vostra mente è una mente condizionata. Ecco perché non potete accettare voi stessi e non potete accettare gli altri. Eppure quella possibilità esiste. Se comprendete tutto questo - cioè che si tratta solo di un condizionamento - potrete saltarne fuori puliti, in questo preciso istante! Non identificatevi con il condizionamento, quella è l'unica via. Non pensate di essere quel condizionamento; ricordate semplicemente che è la società a parlare attraverso di voi. Non definitelo la vostra coscienza, non lo è. Si tratta di una pseudocoscienza creata dalla società. È un trucco, un trucco molto pericoloso; di fatto la società ha impresso in voi le sue idee, ed esse operano come la vostra coscienza. In realtà, non permettono alla coscienza reale di venire in superficie, non permettono alla vostra consapevolezza di entrare in gioco e assumersi la responsabilità della vostra vita. La società è estremamente politica.
All'esterno ha istituito il poliziotto e il magistrato; all'interno ha messo la coscienza, cioè il poliziotto interiore, il magistrato interiore. E neppure questo accorgimento l'ha soddisfatta: al di sopra ha collocato un dio, un superpoliziotto, il capo della polizia, che vi osserva da lassù, anche quando siete in gabinetto.
Qualcuno vi segue di continuo, non siete mai lasciati soli, liberi di essere voi stessi. Lasciate cadere tutto questo, questa è la vostra idea e voi ne restate aggrappati. Vi è stata data da altri. Vi è stata data quando eravate così piccoli che non ve ne ricordate neppure, ma si tratta di uno stratagemma politico, non è religioso. La religione è un decondizionamento.
Il processo della religione è in sé un decondizionamento, liberarvi da tutti i condizionamenti e permettervi di essere qualsiasi cosa è previsto che voi siate, permettervi il vostro destino. Abbandonate questo condizionamento, questo è quanto deve fare un vero dropout. Non deve semplicemente uscire dalla società, questo non servirà, infatti dove andrà? Anche se diventi un hippie e abbandoni la società, ne creerai una alternativa, e di nuovo ci saranno regole e di nuovo ci saranno condizionamenti. Se vivete nella società istituzionalizzata, non vi sarà permesso portare i capelli lunghi, ma se vivete nella società degli hippie, non potrete avere i capelli corti. Ebbene, si tratta della stessa cosa. Se vivete nella società istituzionalizzata dovrete fare il bagno una volta al giorno; se vivete nella società degli hippie e fate il bagno ogni giorno, gli altri penseranno che in voi qualcosa non funziona. Ma si tratta della stessa cosa, ribaltata. Non è possibile uscire dalla società; molte volte è stato tentato, ma solo per creare società alternative, che sono poi diventate istituzioni a loro volta.
Si può uscire dalla società solo in un modo estremamente sottile, non esiste una possibilità macroscopica. La via sottile è questa: lascia cadere dentro di te lo strato di condizionamento. Ricorda semplicemente che ora sei maturo a sufficienza per non preoccuparti più di ciò che gli altri dicono; devi essere te stesso. E divertiti, inizia a godere questa libertà, allora sarai in grado di dare libertà anche agli altri, perché se vuoi che la tua libertà cresca, avrai bisogno di essere circondato da persone libere, perché la libertà può prosperare solo con persone libere.
“Spesso ci ripeti che ogni cosa è giusta e perfetta così com'è... "
Io l'ho detto, ma tu non l'hai ascoltato. Ciò che dico non ti cambierà, se non lo ascolti. Per questo continuo a ripeterlo in modi diversi. Il mio messaggio è lo stesso: non dico una verità nuova ogni giorno. Continuo a dire la stessa verità in modi diversi, usando espressioni diverse.
Certo, sono costretto a martellarvi da ogni direzione, perché vedo che siete profondamente addormentati. Posso sentire il vostro russare. Io parlo, e in un certo senso voi lo sentite, poiché non siete sordi. ma ancora non mi avete ascoltato... tu non mi ascolti. Una volta che l'avrai ascoltato, cioè una volta che il messaggio ha colpito la tua dimora, ovvero ha raggiunto il tuo cuore, questa domanda non sorgerà più: a quel punto non chiederai più "perché?"; all'improvviso sarai in grado di vedere e la chiarezza affiorerà in te. Vedrai che l'intero gioco si riduce a questo: ti hanno insegnato a migliorarti, a non arrenderti mai; ti hanno insegnato a restare scontento. Ti hanno insegnato che se non si è scontenti, non si evolve mai. Se non si è scontenti, si vegeta. Sii insoddisfatto! Chiedi di più! E continua a chiedere sempre di più. Se non chiedi, nessuno ti darà mai nulla.
Queste sono parole del maestro Osho, tratte dal libro “amore e libertà” ed. Bompiani
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Grazie Mari per questo post
Grazie Mari per questo post del mitico Osho.
sai una cosa? quando ho letto che siamo abituati a chiederci "perchè" a me in questo momento sta sorgendo il "perchè no?" dove sta scritto che quell'esperienza, quela persona, quel fatto non doveva capitare proprio a me?
cosi mi sento più umile e rispettosa della legge di causa effetto che mi hanno insegnato a non mettere in discussione con la mente
MAREA