L'ABBRACCIO E' LA VIA DEL CUORE......01.03.09

«La prima e più importante parte dell'intelligenza è l'innocenza.

Nel mondo innocenza e intelligenza sono state divise, non solo divise, ma viste in maniera diametralmente opposta l'una all'altra. Se l'intelligenza rimane innocente è la cosa più bella che ci sia, ma se si contrappone all'innocenza diventa solo furbizia, nient'altro. Non è intelligenza.
Nel momento in cui l'innocenza scompare, l'intelligenza perde la sua anima, diventa un cadavere che è meglio chiamare semplicemente "intelletto".

Ti può far diventare un grande intellettuale, ma non trasformerà la tua vita, né ti renderà aperto ai misteri dell'esistenza che si svelano solo al bambino intelligente; e la persona davvero intelligente mantiene vivo il bambino in sé fino all'ultimo respiro, senza mai perdere il senso di meraviglia che prova un bambino guardando gli uccellini, guardando i fiori, guardando il cielo.
Anche l'intelligenza deve essere egualmente bambina.

L'innocenza da sola è ignoranza, l'intelligenza da sola è furbizia. Quando sono unite non sono né ignoranza né furbizia, ma semplice ricettività, apertura, un cuore capace di provare meraviglia davanti alle cose più semplici della vita. E l'uomo che conosce quel senso di meraviglia, per me, è l'unico uomo religioso. Attraverso il suo stupore comprende che l'esistenza non è solo materia, non può esserlo.
Per lui non sarà una conclusione logica, non sarà un'opinione, bensì un'esperienza personale...»

Osho

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'Abbraccio






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“L’analisi è la via della mente, l’abbraccio è la via del cuore. La mente è la causa di tutti i disagi, il cuore è la sorgente di ogni guarigione” (Osho: The Wild Geese and the Water, #4, 1981)

L’uomo ha bisogno di sentire che si ha bisogno di lui. E’ uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano. A meno che non ci sia qualcuno che si prende cura di noi, incominciamo a morire. A meno che una persona non sente di avere significato per qualcuno, almeno per qualcuno, la sua vita intera diventa insignificante. Così l’amore è la terapia più grande che esista. Il mondo ha bisogno di terapia perché nel mondo manca l’amore. In un mondo d’amore non ci sarebbe assolutamente bisogno di terapia. L’amore sarebbe sufficiente, più che sufficiente. L’abbraccio è solamente un gesto di amore, di calore, di cura. La sensazione di calore che fluisce dall’altra persona scioglie molte tue malattie, scioglie il tuo ego freddo come il ghiaccio. Ti fa sentire di nuovo un bambino.

Gli psicologi sono ora ben consapevoli del fatto che a meno che un bambino venga abbracciato, gli mancherà del nutrimento. Come il corpo ha bisogno di cibo, così l’anima ha bisogno d’amore. Puoi soddisfare tutti i bisogni fisici del bambino, puoi dargli tutti i comfort fisici, ma se manca l’abbraccio il bambino non crescerà un essere integro. Da qualche parte rimarrà profondamente triste, senza cura, rifiutato, ignorato. E’ stato accudito, ma non nutrito.

E’ stato osservato che un bambino che non è abbracciato comincia a dimagrire, può perfino morire, sebbene tutto il resto gli venga dato. Se per quello che riguarda il corpo, gli viene data ogni cura, ma non c’è amore intorno al bambino, lui diventerà isolato; diventerà disconnesso dall’esistenza.

L’amore è la nostra connessione; l’amore è la nostra vera radice. Così come respiri - per il corpo è assolutamente essenziale, ferma il respiro e non ci sarai più – allo stesso modo l’amore è il respiro interiore: l’anima vive amando.

L' Arte di AbbracciareL’analisi non fa questo. Chiarezza e conoscenza non fanno ciò. Puoi conoscere tutto ciò che c’è da conoscere sulla terapia, puoi diventare un esperto, ma se non conosci l’arte di amare, rimani sulla superficie del miracolo della terapia.

Nel momento in cui cominci a sentire per il paziente, per una persona che sta soffrendo….su cento casi, novanta persone soffrono perché non sono state amate. Se tu cominci a sentire il bisogno di amore del paziente, e se tu puoi riempire questo bisogno, ci sarà un cambiamento magico nelle condizioni del paziente.

Sigmund Freud aveva molta paura dell’amore; aveva paura del suo amore represso. Aveva paura che potesse rimanere coinvolto. Voleva rimanerne fuori, non essere coinvolto con l’altra persona, non diventare parte della sua interiorità, non entrare in acque profonde, ma rimanere un osservatore scientifico, distaccato, freddo, lontano. Voleva creare la psicoanalisi come se fosse una scienza. Non è una scienza, e non sarà mai una scienza! E’ un’arte, ed è molto più vicino all’amore che alla logica.

La vera psicoanalisi non evita di entrare profondamente in contatto con il paziente, si prende questo rischio. E’ rischioso! Perché sta entrando in acque turbolente. Potresti annegare – dopo tutto, sei un essere umano! Potresti trovarti nei pasticci, potresti creare problemi per te stesso, ma questo rischio deve essere preso.

Ecco perché amo molto Wilhem Reich. E’ l’uomo che ha trasformato l’intera faccia della psicoanalisi, coinvolgendosi con il paziente. E’ molto più rivoluzionario di Sigmund Freud. Sigmund Freud rimane tradizionale, aveva paura delle sue stesse repressioni.

Se non hai paura delle tue repressioni, puoi aiutare tremendamente, Se non hai paura del tuo inconscio, se hai risolto un po’ i tuoi problemi, puoi essere di molto aiuto coinvolgendoti con il paziente, diventando un partecipante piuttosto che un osservatore. Infatti, poiché gli psicoanalisti hanno i loro problemi, a volte più degli stessi pazienti, si può comprendere la paura di Sigmund Freud. Per ciò che mi riguarda, vorrei dire una frase categorica al riguardo:

Solamente un Buddha può essere un vero terapista perché non ha problemi irrisolti. Può unirsi e sciogliersi nel paziente; infatti, per lui il paziente non è assolutamente un paziente.

Questa è la differenza tra la relazione che esiste tra un paziente e il suo terapista e la relazione che esiste tra un discepolo e un Maestro. Il discepolo non è un paziente; il discepolo è amato, è una delle persone amate. Il Maestro non è un osservatore, è diventato un partecipante. Hanno perso le loro identità separate, sono diventati uno, e questa unicità aiuta. L’abbraccio è solamente un gesto di unicità, perfino il gesto aiuta. Hai ragione, tu chiedi:

Perché l’abbraccio è uno strumento così incredibilmente terapeutico?

Lo è, ed è solamente un gesto. Se è vero – non solo un gesto ma se il tuo cuore è lì, può essere uno strumento magico, può essere un miracolo. Può trasformare l’intera situazione istantaneamente.

Ci sono alcune cose che devono essere comprese su questo argomento. Una è questa: l’idea che il bambino muore e l’uomo diventa adolescente, poi l’adolescente muore e l’uomo diventa giovane, poi il giovane muore e l’uomo diventa di mezza età, e così via, è sbagliata. Il bambino non muore mai, niente muore mai. Il bambino è là, è sempre là, preso da altre esperienze: preso dall’adolescenza, poi dalla gioventù, poi dalla vecchiaia, ma il bambino c’è sempre.

Sei come una cipolla, strato su strato, se peli la cipolla, presto troverai strati più freschi dentro. Vai dentro più profondamente e troverai sempre di più, strati più freschi. La stessa cosa è vera riguardo all’uomo: se vai profondamente dentro di lui, troverai sempre il bambino innocente, e contattare questo bambino innocente è terapeutico.

L' Arte di AbbracciareL’abbraccio ti dà il contatto immediato con il bambino. Se abbracci qualcuno con calore, amore, se non è un gesto impotente, se è significativo, vero, se il tuo cuore fluisce attraverso ciò, immediatamente entri in contatto con il bambino innocente. Il bambino innocente che affiora anche per un solo momento fa una incredibile differenza, poiché l’innocenza di un bambino è sempre salutare e totale, non è corrotta. Hai raggiunto l’interiorità di una persona, dove nessun tipo di corruzione vi è entrata, hai raggiunto il suo nucleo vergine, e riportare questo nucleo vergine di nuovo a contatto con la vita è sufficiente: Hai incominciato, stimolato un processo di guarigione. Quando ami una persona, le espressioni verbali non sono abbastanza; le parole non sono abbastanza; occorre qualcosa di più sostanziale; le parole sono solo astratte. Devi fare qualcosa! Prendile la mano, abbracciala, baciala e avvolgila: ciò aiuterà entrambe: se riesci a scioglierti in un abbraccio, vi sentirete tutti e due diventare più giovani, più freschi, più vitali. Questo è l’intero processo di guarigione.

Osho “The Wild Geese and the Water”, #4, 1981

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Un abbraccio a tutti Namastè ViramoSorridente

ma forse quando si dice che il cuore non sente ragione......

Poco tempo fa' mi accadde di dare un abbraccio a un conoscente, era un abbraccio consolatorio definiamolo cosi....., ed è vero ciò che fa scattare questi gesti non è sicuramente il cervello, ma è un impulso di voler dare qualcosa di tuo alla persona che si pone automaticamente a ricevere=dare. E infatti ho percepito subito un senso di gratitudine per questa persona che mi stava accogliendo.......

e potrei quindi aggiungere che quell'abbraccio, ho sentito come se mi tornasse come un boomerang, credo di aver percepito qualcosa che non sono in grado di spiegare a parole, le sensazioni non si possono spiegare, bisognerebbe provare.........

è vero ricevere ha lo stesso valore di dare, sono uguali, senza uno non potrebbe esistere l'altro.........

se non diamo o non accogliamo il risultato è uguale, se diamo o accogliamo in entrambi i casi riceviamo.......

ma forse quando si dice che il cuore non sente ragione si può anche dire che quando senti l'amore o il dolore dell'altro è un pò difficile fare valutazioni.........magari innocentemente può scattare un abbraccio, e mi trovo perfettamente d'accordo con le parole di Osho quando dice che questo può e accade esclusivamente nel presente.......

 

grazie !!!!!!!!

adelen

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