"ARMONIA DENTRO DI NOI.."LA RELIGIOSITÀ INTERIORE.."LA GIOIA DI VIVERE.."LA SAGGEZZA DEL VIVERE

 


L'UOMO NELLA SUA REALTA' DI LUCE

A tutti, probabilmente, sarà capitato di accorgersi quanto il nostro benessere fisico sia legato ai nostri stati d'animo; e come, ad esempio, disturbi e malattie insorgano più facilmente quando siamo stati colpiti da dispiaceri, delusioni, sofferenze interiori, mentre la salute si accompagna volentieri alla serenità, alla gioia, all'amore. Potrebbero sembrare banali pensierini New Age e invece celano una verità profonda che, quando non siamo totalmente ottenebrati dal frenetico ritmo di vita che ci impone di guardarci entro sempre più di rado, abbiamo la possibilità di verificare costantemente e di apprezzarne la semplice ma profonda verità. Si tratta di un concetto addirittura elementare, e infatti è caratteristico della tanto disprezzata medicina dei popoli "primitivi": la perdita della salute è l'effetto di una perdita dell'equilibrio interiore, una manifestazione visibile della rottura o dell'incrinatura che si è prodotta nel nostro potenziale vitale.

Ne era più che convinto uno straordinario personaggio quale Francesco Racanelli, guaritore di migliaia di persone malate che, denunciato e condannato per esercizio abusivo della professione medica, volle prendere la laurea in medicina per poter continuare ad aiutare "legalmente" il prossimo sofferente. In lui, quindi (come, per certi aspetti, in quell'altra straordinaria figura di medico "diverso", il friulano Giuseppe Calligaris, del quale ci riproponiamo di parlare una prossima volta) si è quindi realizzato un caso unico nella storia della medicina: l'incontro fra una predisposizione taumaturgica naturale e una formazione scientifica professionale, avvenuto sotto il segno di un'alta spiritualità e di una nobile sollecitudine ad alleviare le sofferenze umane, là dove la medicina "ufficiale" si mostra assolutamente impotente.

Nato a Sannicandro di Bari nel 1904, dotato di facoltà terapeutiche bioradianti sin da bambino, Francesco Racanelli, già laureato in giurisprudenza, aveva già curato migliaia di malati quando si iscrisse alla facoltà di medicina dell'università di Firenze. Processato cinque volte per esercizio abusivo della professione medica, nel 1935 ottenne l'iscrizione all'albo e, da quel momento, poté curare i suoi pazienti in santa pace, mettendo anzi a frutto la parte migliore di quanto aveva appreso nei suoi studi universitari. Uomo di profonda umanità, è stato anche un notevole scrittore: i suoi numerosi libri, pubblicati dall'editore Vallecchi di Firenze, ci rivelano la profonda religiosità, la bontà innata, la saggezza e la benevolenza che animarono la vita di quest'uomo eccezionale, che con pazienza e con umile coraggio sfidò l'ottuso spirito di casta dei medici professionali per poter aiutare il suo prossimo.

La sua convinzione fondamentale era piuttosto semplice: se l'energia bioradiante, di cui faceva uso per trattare i suoi pazienti, è un dono abbastanza raro che solo pochi individui possiedono, l'obiettivo del benessere psico-fisico è alla portata di milioni e milioni di uomini e donne, purché essi sappiano ispirare le loro vite, i loro pensieri e le loro azioni a un atteggiamento di gioiosa apertura, di perdono delle offese, di positività e benevolenza verso tutti; in una parola: di amore per la vita. Si preserva la propria salute psico-fisica amando la vita, e la si mette a repentaglio quando ci si lascia trasportare dagli effetti delle passioni disordinate e, in particolare, dalla brama di possesso, sia delle cose materiali che degli affetti, finendo per esserne dominati.

Ci piace qui riportare una pagina a nostro avviso particolarmente significativa del suo libro Il dolore e la sua medicina. I consigli di un celebre guaritore medico (Vallecchi, Firenze, 1976, p. 145- 158), che si presta a una serie di riflessioni quanto mai significative per noi uomini della modernità, la cui salute è continuamente attaccata da stili di vita distruttivi, da atteggiamenti mentali erronei, oltre che - naturalmente - da una pessima alimentazione, dall'inquinamento atmosferico, da virus e batteri che trovano fertile campo d'azione nell'ambiente degradato, caotico, sporco e rumoroso di tipo urbano che, ahimé, stiamo esportando anche nei paesi e nei villaggi di poche centinaia d'anime, nonché nelle campagne ormai in via di scomparsa.

"ARMONIA DENTRO DI NOI

"Quale dei vizi capitali - superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia, ci possiede?

"Non dobbiamo lasciarci tiranneggiare da essi, poiché immiseriscono le aspirazioni  e rompono l'equilibrio che ci permette di vedere nella giusta  luce esseri e cose. Raggiunta l'armonia in noi stessi, saremo più agguerriti contro i nostri  difetti e potremo far meglio fruttare i talenti dei quali dovremo render conto a Dio.

"le aspirazioni sociali debbono essere in rapporto alle possibilità naturali, potenziate dall'educazione, rese fruttifere dalla volontà.

"Al lavoro e alla famiglia l'uomo deve donare tutto se steso senza preoccuparsi se il suo merito sarà più o meno riconosciuto.

"Cosa importa che gli altri, forse i nostri superiori, c critichino, quando abbiamo fatto il possibile per dare il nostro massimo? Di fronte a noi medesimi dobbiamo essere in pace.

"Spesso gli altri non anno quanto costi operare con serenità nel grigiore della vita quotidiana. Solo la religiosità interiore può assisterci e confortarci.

"LA RELIGIOSITÀ INTERIORE

La religiosità interiore ci mette in guardia dal nostro giudizio che sempre ci scusa e soprattutto non ci lascia deformare dall'apprezzamento altrui, che può essere inquinato da valutazioni partigiane o da rapporti sentimentali. Per essa l'incomprensione del congiunto, il tradimento di chi amiamo, l'irriverenza dei figli, l'ingratitudine dei beneficati, l'ingiustizia dei superiori, la vendetta dell'incosciente - incosciente perché il male ricadrà soprattutto su lui -, i soprusi dei più forti, la calunnia dei vili, la frode della mercede sudata, gli onori meritati e non riconosciuti, insomma tutta la parte negativa dell'esistenza non influirà sul nostro agire, non rattristerà la gioia dell'anima. La Vita, attraverso le infinite voci interiori, che nascono dalla comunione con la natura e le cose tutte, consolerà la nostra pena, ci potenzierà di rinnovata armonia, ci illuminerà per condurci oltre, sulla via che ci avvicina alla meta, alla potenza e alla serenità dello spirito.

"Potenza e serenità nel distacco da tutto quello che amiamo; potenza e serenità nell'affrontare e disgrazie; potenza e serenità che proibiscono la vendetta.

"In questo modo l'esistenza, per quanto si accanisca, non vincerà lo spirito dell'uomo anche se dovesse rovinarlo nelle possibilità economiche, umiliarlo socialmente, perché egli non si lascerà travolgere dalle correnti negative della vita, non verrà a parti con la propria dignità ,onestà e libertà interiore. Non opporremo a chi ci fa soffrire un uguale atteggiamento, non adopreremo per difenderci gli stessi procedimenti di chi ci ha nuociuto. Se rispondessimo al male col male, potenzieremmo l'avversario e lo inciteremmo a persistere nel dannoso operare, cadremmo anche noi prigionieri della stessa potenza disgregatrice che lo investe, richiameremmo altri dolori su noi o sulle creature che ci sono più care.

"Anche difendendoci in modo da non essere più materialmente colpiti dobbiamo opporre ai nemici una simpatia comprensiva, per annullare le radiazioni nocive di cui siamo bersaglio: «Non ti lasciar vincere dal male, ma vinci il male col bene» (san paolo). Insomma dobbiamo dominare l'antipatia, perché non stimoli contrasti, vibrare di fiduciosa simpatia verso ciò che viene a contatto con noi senza lasciarsi ciecamente influenzare o modificare. Dobbiamo cercare un'armonia fra noi e gli altri, le cose, l'esistenza, stando al posto di obbedienza e di comando, in cui gli eventi ed i meriti personali ci hanno portato.

"ESSERE, NON PARERE

"Ricordiamo questa norma fondamentale del vivere: quello che vogliamo ottenere negli altro deve essere prima realizzato in noi.

"Infatti il pensiero trasmette l'essenza di cui vibra, secondo la vitalità psico-fisica di ciascuno. È inutile volere una cosa alla quale non crediamo, è inutile mostrarci come non siamo: la parola allora è suono senza vita. L'apparenza , se inganna chi non ha occhi per vedere e orecchi per udire, non può trasmettere agli altri un bene che non possiede.

"Essere bisogna, non parere, dall'essenza che vibra scaturisce la vita; noi siamo ciò che pensiamo. Il nostro amore, il nostro odio impregnano l'atmosfera nella quale viviamo e quella di coloro ai quali pensiamo.

"LA GIOIA DI VIVERE

"la gioia di vivere non è fuori di noi, ma in noi stessi. Guai se l'affidassimo all'incostanza dei desideri e dei sentimenti delle persone che amiamo, le quali, per quanto fedeli possano essere, sono soggette alla fragilità umana.

"Non dobbiamo pretendere dagli altri quello che non possono dare, perché, creature come noi, imperfette, assetate di gioia, in balia di desideri contrastanti, sono incapaci di offrirci una sicurezza. L'avrà in dono chi saprà superarsi, riuscendo a podi in armonia con le mutevoli vicende ed i vari individui, pur rimanendo fedele a se stesso.

"Il torto spesso è di richiedere dagli altri quello che noi non abbiamo raggiunto, magari una perfezione alla quale non tendiamo neppure perché, appesantiti dal desiderio di vivere egoisticamente, abbiamo come meta le gioie fugaci, che attutiscono la sensibilità, vietandoci di percepire la bellezza, che è nelle creature e nelle cose. A questo comportamento falso dobbiamo gli stanchi della vita, che non hanno mai saputo viverla bene. Affogati in una sensualità animale, soffrono per una sazietà che li condanna alla noia e all'ozio. Sono vissuti senza vivere, poiché vivere è divenire, superarsi, sublimarsi, raggiungere la saggezza del cuore, che dona gioia e non lascia amarezza.

"L'educazione alla vita rende l'individuo capace di cogliere l'esperienza da ogni fatto, da ogni ritmo positivo o negativo che s'irradia da noi e su noi. In questo atteggiamento, che non deve essere forzato ma realizzato con disciplina interiore, sta la vera saggezza.

"LA SAGGEZZA DEL VIVERE

"La saggezza ci dà l'intangibilità, perché, se anche gi avvenimenti sono più forti di noi e ci vincono, non riusciranno tuttavia a dominarci. Resistendo, attraverso un rinnovato equilibrio, potremo un giorno rimuovere quegli ostacoli che sono sul cammino d ognuno e che ci erano apparsi insormontabili.

"Questa saggezza, se veramente conquistata e fatta nostra, dà forza all'umana fragilità,  potenza alla natura insufficiente, nell'esistenza quotidiana come nelle grandi azioni.

"Chi non sa quanto le miserie di tutti i giorni amareggiano l'esistenza? Come una costante goccia esse possono forare la tenacia granitica della volontà.

www.nwo.it/comprensione_spirituale.html -

 

riflessioni

Viramo,

quanti spunti su cui riflettere!!!!!!!!!

Grazie ancora per il tuo incessante lavoro.

Alba

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