COMPAGNI DI VIAGGIO..30 .05..10


 Compagni di viaggio


Penso che quando si entra in contatto con un gruppo di ricercatori, sia fondamentale porsi la domanda: - Cosa mi aspetto da questi compagni di viaggio? Sebbene ci si dimentichi spesso: - Cosa ho intenzione di offrire di me stesso agli altri? Accade allora che siamo noi stessi ad idealizzare, a mettere in atto una forma di proiezione circa quel  mondo perfetto che, chiaramente, troverà  un impatto contro la realtà . Nessuno abbraccia la perfezione, in primis chi si attende che gli altri ci trascinino, addirittura ci possano portare in braccio per qualche tratto di strada. E’ importante il mettere in atto l’offerta e l’interscambio, senza arroccarsi, magari con la pretesa di prendere senza mai avere una briciola di gratitudine. Così come è importante ogni giorno chiedersi magari a fine giornata: - Cosa ho seminato oggi? Potrei fare di meglio? Molto bello il seguente pensiero:


Il dono prezioso

Ricorda sempre che tu sei un dono e tale devi essere per tutte le persone che ti circondano. Non entrare nella vita di qualcuno se non riesci ad essere un dono. Quando qualcuno entra inaspettatamente nella tua vita, cerca di capire quale dono è venuto a ricevere da te.


Neale Donald Walsch


In realtà  lo sforzo va compiuto singolarmente, il confronto non deve rappresentare qualcosa di frustrante ma uno stimolo, un’apertura che ci faccia sentire parte di un gruppo. Per il buddhismo il Shanga il gruppo di praticanti è tra i fondamenti del cammino stesso, infatti, insieme a Dharma e Buddha è considerato come uno dei tre gioielli. Fare parte di un Shanga non significa che si abbia accanto dei tutori che ci facciano da scudo durante le tempeste, piuttosto è naturale che si possa coltivare il seme dell’amorevolezza e della compassione nei confronti di chi in noi generi rabbia o incomprensione, questo perchè senza le opportunità  di confronto non si avrebbe modo di leggere nel profondo quali atteggiamenti vadano osservati, accolti e poi fatti andare. Essere da soli, percorrere - la via stretta - è qualcosa che resta indelebile in noi, siamo infatti artefici delle nostre personali scelte, delle conseguenze che ne possano derivare, però è fondamentale mettere in comune ed applicare quelle piccole conquiste nell’ambito sociale. In fondo anche Gesù aveva bisogno del sostegno di una comunità , era importante che si mettesse a frutto ogni insegnamento e non ci sarebbe confronto senza il lavoro comune.

Un sorriso

Poetyca

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