Di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza...Domanda a OSHO......23..10.. 08

Di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza


É inevitabile che il ricercatore spirituale debba soffrire lungo il sentiero?

Dipende:
di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza; soffrire nasce
dalla tua resistenza alla crescita. Crei sofferenza perché continui a
resistere, non ti permetti di crescere. Hai paura di vivere la crescita
totalmente, ti accompagni a lei senza passione.

Per questo
soffri, perché ti dividi, ti dissoci. Una parte di te coopera e una
parte di te oppone resistenza, è contraria. Questo conflitto interiore
crea in te la sofferenza.

Quindi, lascia perdere questa idea,
molte persone credono che si debba soffrire per crescere. é
un’assurdità bella e buona! Se cooperi totalmente, non c’è affatto
sofferenza. Se sei in uno stato di abbandono, invece di soffrire sarai
felice. Ogni istante sarà un istante di beatitudine e di benedizione.

Dunque,
non scaricare la responsabilità sulla crescita. La nostra mente è molto
astuta e ingannatrice: dà sempre la responsabilità a qualcuno, a
qualcosa, non si assume mai la responsabilità in prima persona. Tu sei
la causa della sofferenza.

Se ti è possibile, ricorda tre cose.

La
prima: se vuoi crescere lascia cadere il passato, perché ogni
resistenza deriva dal passato. Continui a giudicare riferendoti al
passato, ma il passato non è più, è del tutto irrilevante, eppure
continua a interferire.

Continui a giudicare in base a quello,
continui a dire: "Questo è giusto e quello è sbagliato", e tutte queste
idee di giusto e sbagliato, tutti questi giudizi, derivano da qualcosa
che è morto.

Il tuo passato cadaverico pesa su di te al punto
che ti impedisce di muoverti. Lascialo cadere completamente, e rimarrai
sorpreso: la maggior parte della sofferenza scompare.

La
seconda cosa da ricordare è: non crearti aspettative per il futuro. Se
ti aspetti qualcosa, di nuovo creerai dolore, perché le cose non
accadono conformandosi a te; le cose accadono in conformità col Tutto.

L’onda,
una piccola onda nell’oceano, non può essere il fattore decisivo:
l’oceano decide. L’onda deve restare in uno stato di abbandono. Se
l’onda vuole andare verso Oriente, inevitabilmente nasceranno dei
problemi, e in questo caso, la sofferenza sarà inevitabile.

Se
i venti non vanno verso Oriente, se l’oceano non lo vuole, cosa farà
l’onda? Soffrirà. Lo chiamerà destino, dirà che sono le circostanze, le
condizioni sociali, la struttura economica, la società capitalista, la
cultura borghese, l’inconscio freudiano... ora le chiami "le sofferenze
della crescita". Ma non stai facendo altro che spostare la
responsabilità.

In realtà soffri a causa delle tue
aspettative. Quando non sono appagate -- e non lo saranno mai! -- ne
deriva frustrazione, ne consegue il fallimento, e tu ti senti
rifiutato, come se l’esistenza non si curasse di te.

Lascia
cadere le aspettative per il futuro. Rimani aperto, rimani disponibile
a qualsiasi cosa accada, ma non programmare il futuro. Non fabbricare
nessuna idea psicologica, nessuna fissazione sul futuro, su come
dovrebbero andare le cose: allora vedrai scomparire un’altra porzione
rilevante di sofferenza. Queste sono le due cause fondamentali della
sofferenza.

E la terza cosa: al "Movimento per lo Sviluppo
delle Potenzialità dell’Uomo" manca una cosa essenziale. Esso cerca di
aiutarvi a crescere, ma ancora non è riuscito a creare in voi uno
spazio meditativo. Per cui rimane una lotta costante, uno sforzo di
volontà, ma non è rilassamento, non è riposo.

Quindi, resta da
ricordare una terza cosa, e tutta la sofferenza scomparirà: crea
energia meditativa, crea dentro di te uno spazio di meditazione. Ai
metodi occidentali questo manca, ed è una cosa essenziale.

BUONA GIORNATA CON ..OSHO... Namastè Viramo.

 

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NON CI CAPISCO NULLA....MA DIO MIO, GUARDATE QUANTO E' BELLO..
LA TUA SANIASY... MA BODHI, VIRAMO..
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