Il significato della malattia..:SPIRITUALITA' OLISTICA ..01..06..10
SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon
Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto.
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Il significato della malattia: ------- Devo qui sfatare un concetto profondamente ancorato nella nostra cultura. La sorgente della reale limitazione, del reale male, risulta essere nella convinzione che tutto ciò che viene a limitare la libertà: malattia, contrattempo, incidente, persona che non la pensa come noi, brutto tempo, ecc... sia negativo, avverso. La malattia-dolore-disagio non è un nemico. Ciò che ci impedisce di arrivare in tempo, ciò che ci obbliga a vivere una situazione piuttosto che un'altra, ciò che ci costringe al letto, tutto ciò che in genere sembra volerci far fare quello che non vogliamo, tutto ciò è una porta che si apre, non una che si chiude. Il ruolo di questo messaggero è di informarci, non sul fatto che qualcosa non funziona dentro o intorno a noi e dunque sul fatto che esistono delle storture, ma su quello che non stiamo dando la giusta attenzione a una parte: conscia, inconscia o animica, che si riferisca al nostro intimo essere o una situazione relazionale; cioè che non stiamo dando la giusta attenzione a una parte del nostro vissuto di Essere OLOSPIRITUALE e quindi allo "STATO di essere dell'ASSOLUTO "; che ci siamo incastrati in un "fuori programma" e che, precisamente, ciò che ci viene tolto è quello che non deve più essere vissuto perché inutile, superato e dannoso per la nostra evoluzione, Qualunque disagio, fisico o psicologico, personale o sociale, è segno che non è stata rispettata la LEGGE fondamentale dell'Universo materiale e Spirituale, cioè l'ASPETTO MATERNO dell'AMORE DIVINO. Ogni ESSERE, Ora sappiamo che tutto ciò dipende esclusivamente da una nostra personale e distorta interpretazione della Natura dell'ASSOLUTO e che a nulla serve aspettarci che gli altri mutino atteggiamento. Dobbiamo e soprattutto possiamo cambiare tutto ciò modificando questo nostro errato concetto. L'Umanità odierna, attraverso il puro ragionamento logico, dimostra che: DIO E' AMORE, Relativamente a ciascuno di noi, gli altri risultano ciò che vogliamo, che ci aspettiamo, nel nostro intimo, che siano.
Dobbiamo unire, non dividere, o per dire con più esattezza, dobbiamo evidenziare l'Unità da ristabilire piuttosto che mantenere l'illusione della divisione. Nessuna delle nostre funzioni può essere considerata separatamente dalle altre. Il principio di "interezza integra" lo conferma oltre qualunque ragionevole dubbio. Il corpo, le emozioni, la mente, l'intuito e il distacco da una parte, e il conscio, l'inconscio e l'Anima dall'altra, sono tutte imprescindibilmente parti di noi. L'impegno conoscitivo che porterà alla guarigione dei nostri mali li deve considerare tutti contemporaneamente. Nella visione della Spiritualità Olistica, la disattenzione evidenziata dalla malattia riguarda sempre la dimensione Olospirituale, perché la vita stessa non è nient'altro che "il campo d’espressione e di sperimentazione della nostra Olospiritualità". In ogni attimo della nostra esistenza, noi esprimiamo e sperimentiamo la nostra profonda natura. In ogni attimo della nostra esistenza, noi esprimiamo e sperimentiamo la NATURA STESSA dell'ASSOLUTO. Nulla di quello che facciamo o pensiamo può essere considerato come non facente parte dell'espressione del nostro Spirito Olistico, come esterno all'ASSOLUTO. Tutto E' in LUI, non dimentichiamolo mai. Niente è staccato da noi, nulla è fuori da quel che siamo realmente. La nostra mente razionale, le nostre emozioni, il nostro corpo stesso sono veicoli di espressione e di manifestazione, nel piano materiale, della nostra natura Olospirituale, e le limitazioni che questo piano impone è parte del piano Olospirituale stesso: le limitazioni servono a prendere consapevolezza di ciò che siamo: esse servono a costruire la coscienza di sé. Ma arriverà il giorno in cui non avremo più bisogno di "perdere" qualcosa per "diventare consapevoli" di ciò che avevamo, e in quel giorno non esisterà più la sofferenza perché non ci sarà più ignoranza.
Quando ci allontaniamo dalla traiettoria di minima resistenza del nostro Destino, le energie si bloccano o si consumano in modo disarmonico e i nostri organi, se non abbiamo avuto la capacità di ascoltare i primi avvertimenti sottili, rendono evidente lo squilibrio provocato nel nostro essere complessivo. Dobbiamo essere ben consapevoli che quello che succede oggi nel nostro corpo, e nel mondo, come disfunzioni patologiche e squilibri sociali, è la conseguenza di millenni di sordità volontaria o inconscia ai messaggi che tentavano di informarci sul non rispetto delle leggi Universali. Dobbiamo essere ben consapevoli che ciò che succede oggi nel mondo è la proiezione analogica nel macrocosmo di ciò che non vogliamo vedere nel nostro microcosmo corpo-mente. Ma in fondo, tutto questo è giusto! Tutto esiste per una profonda necessità e quello che può risultare sbagliato o superato per alcuni è ancora necessario per altri. Non camminiamo tutti alla stessa velocità, e di sicuro non abbiamo iniziato questo percorso evolutivo tutti nello stesso momento. Anche quando rimaniamo aggrappati al vecchio questo indica che non abbiamo ancora raggiunto la giusta consapevolezza e la giusta fiducia. Quindi "pazienza" e niente negativizzazioni, niente giudizi, diamo amore e comprensione a noi stessi come vorremo riceverli dagli altri e diamo amore e comprensione agli altri. E’ l'unico verro modo per aiutare noi stessi e gli altri. Bastano e avanzano le nostre reazioni spontanee e ciò che "siamo" senza voler intervenire con la nostra mente, con la nostra pseudo-sapienza. Ciascuno di noi ha l'imprescindibile responsabilità di curare se stesso per curare il mondo. Inutili sono le battaglie rivolte ad imporre la pace se ciascuno non comincia a fare pace tra sé e sé.
La malattia è quindi segno di una disarmonia, di una non sintonia con quello che stiamo vivendo e con quello che siamo. Alla sua origine si trovano due cause possibili, ricordiamo: -una risiede nel fatto che non stiamo vivendo una situazione adeguata al nostro cammino evolutivo. In questo caso, visto che nulla può essere sbagliato, questo può essere interpretato solo come il fatto che tratteniamo un tipo d’esperienza che apparteneva al nostro passato ma che oggi è superata, e questo lo facciamo perché non abbiamo fiducia nell'ASSOLUTO come dispensatore di AMORE. La nostra intima convinzione è ancora quella di un "male onnipotente" difficilmente tenuto sotto controllo da un DIO bisognoso di essere lusingato prima di degnarci un miserevole aiuto.; -la seconda causa è che stiamo vivendo l'esperienza giusta nel modo sbagliato. Sbagliato, nel relativo della nostra vita umana, ricordiamolo, solo in quanto è limitata la nostra consapevolezza, ma giusta nell'ASSOLUTO , perché è necessario perdere ciò che siamo per diventare consapevoli di essere stati perfetti e così ritrovare consapevolmente questa perfezione. Nel concetto del Destino, sappiamo che non esistono esperienze che non sono necessarie. La LEGGE DIVINA è così PERFETTA che raccogliamo sempre ciò che abbiamo seminato (in bene o in pseudo-male), nulla si perde e ogni cosa ha un suo prezzo in armonia o in sofferenza. Non ci sono errori nelle proposte del Destino, nulla è casuale. Quante persone, venute in terapia e ricevuto "il prana" hanno visto la loro vita cambiare radicalmente. Non sono certo stato io a dare un indirizzo alle loro scelte e spesso nemmeno loro hanno deciso consapevolmente di cambiare le cose, ma con l'aiuto dell'Energia Vitale (il prana) esse sono entrate più profondamente in contatto con le loro vere necessità e la loro maggior armonia ha permesso agli altri di cambiare atteggiamento nei loro confronti. Sappiamo che le terapie, meditazioni, esercizi di concentrazione o qualunque pseudo metodo di crescita possono servire solo e unicamente a riequilibrare le energie della persona in modo tale da permetterle di proseguire il proprio cammino evolutivo con un potenziale che sia "realmente suo". Tutto quello che ci propone la vita è quindi un'occasione di crescita, una spinta al risveglio in una dimensione più umana, meno egotica, meno egoistica. La proposta è quella di armonizzare le relazioni, tra noi e noi nel nostro intimo e con le altre persone, le situazioni, gli avvenimenti, perché ogni cosa, essendo una manifestazione dell'ASSOLUTO, è in realtà "una parte di noi". Se non c'è armonia, dentro e intorno a noi, questo significa che siamo ancora lontani dalla REALTA' e dalla VERITA'. La mancanza di armonia è sinonimo di ignoranza o piuttosto di limitata consapevolezza Olospirituale ma ancora una volta insistiamo sul fatto che in questo non si deve vedere una colpa. Forse potrebbe essere riconosciuta colpevole una persona che non usa una capacità già in suo possesso, ma non si può incriminare nessuno di non possedere una capacità che non ha. A questo serve la vita: ricordare, riprendere possesso di potenziali dei quali ignoriamo l'esistenza. Finché non ci ricordiamo di averli, non li possiamo usare.
Per quello che riguarda le malattie, ci siamo anche qui abituati ai ritmi di vita che questa ci impone e, molto spesso, al potere che ci dà sugli altri. Per mezzo della malattia li possiamo controllare, ottenere da loro cose che non osano negarci perché non hanno la forza di metterci di fronte al nostro Destino e d’aiutarci ad affrontarlo. Le persone sotto il potere del malato esprimono la loro mancanza di consapevolezza in quanto si sentono responsabili dello suo stato e della sua sopravvivenza. Se il malato dovesse peggiorare o morire, queste persone vivrebbero un enorme senso di colpa. Invece, come sappiamo adesso, le nostre malattie non sono mai provocata dagli altri. Essi sono i sacri strumenti-maestri del Destino e servono esclusivamente a ricreare le circostanze adeguate a evidenziare le nostre conflittualità che si manifestano, proprio perché non le vogliamo riconoscere come nostre, sotto forma di disfunzioni, di infiammazioni, di blocco o di degenerazione di un organo o di un apparato e della servilità o ripugnanza di chi ci deve curare. Sì, anche questi fanno parte della presa di coscienza e il loro atteggiamento è per lo più il riflesso di come il malato considera se stesso. Se non riusciamo a vedere le disarmonie che ci sono nella nostra psiche, il corpo le rende evidenti. E dimostreremo di essere veramente testardi e ottusi se continuiamo ad affermare che il corpo è nostro mentre neghiamo che ciò che si trova dentro lo sia. La coerenza sarà quindi l'inizio della via della salvezza.
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