LA QUERCIA E IL GIUNCO..

LA QUERCIA E IL GIUNCO

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la quercia 2

 

 


La quercia e il giunco

Forza e saggezza. La quercia è proprio il simbolo di tali virtù. Essa si erge maestosa e potente tra il verde dei prati, innalza le fronde verso il cielo con forza e determinazione e domina incontrastata su tutto il paesaggio che la circonda. Nemmeno l’inverno è in grado di sottometterla: la quercia a differenza degli altri alberi non si denuda, non cede mai il suo fogliame al signore del gelo, ma conserva sempre la sua dignità, soprattutto di fronte alle intemperie. Fiera e composta, essa è signora degli alberi e padrona di se medesima, ostello misericordioso per i piccoli roditori e gli uccelli, nido di sapienza e di esperienza, roccaforte inespugnabile e grandiosa, torre imperturbabile e quasi eterna,.

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Ma, nonostante questo, la quercia talvolta pecca di superbia e il suo orgoglio e la sua fierezza spesso possono rivelarsi fatali. E, così, nelle giornate in cui infuria la tempesta, la grande quercia si ostina a sfidare il vento violento e brutale. Non si abbassa, ma conserva il suo fiero comportamento anche di fronte al vento più crudele e impetuoso. Consapevole e orgogliosa della propria potenza, non si piega e ostenta un’incrollabile fermezza. Ma, nonostante questo, nonostante la sua esasperata ostinazione, non riesce a resistere alla furia del vento, il quale senza alcuna pietà la spezza.

Così la quercia cade a terra, spezzata in due, distrutta dalla sua stessa arroganza. In fin di vita si guarda intorno per osservare per l’ultima volta quella che è sempre stata la sua terra, il luogo dove essa stessa ha mostrato a tutti la sua incredibile forza. Ed è in tale momento che la bellissima quercia scorge un timido e insignificante giunco. Lo guarda attentamente stupendosi di trovarlo ancora lì, ancorato al suolo, nonostante la brutalità del vento. In un primo momento non riesce a spiegarsi un fatto tanto assurdo: il giunco ha ancora le sue radici, mentre lei, la signora degli alberi, si trova in fin di vita e, perdipiù, con una buona parte del suo corpo distesa al suolo, spezzata dalla bufera.

Ed è allora che la quercia comprende. Il giunco è salvo per il semplice, ma pur sempre straordinario fatto, che, a differenza di lei, ha saputo piegarsi alla follia del vento, torcendo l’esile corpicino e avvicinandolo al suolo. Umile e consapevole dei propri limiti, il giunco ha saputo saggiamente piegarsi e il vento l’ha risparmiato. Superba e altera, la quercia ha voluto dimostrare la sua forza e il vento l’ha punita. Fissando il giunco, la quercia prova dolore e il suo viso s’inumidisce.

Che siano lacrime o rugiada la quercia lo sa bene, ma preferisce non pensarci. Essa si spegne e abbandonando questo mondo comprende finalmente il significato della sua esistenza e il senso del suo patetico destino. Infine nella sua mente prende consistenza una domanda, di cui la quercia conosce bene la risposta: nei giorni di tempesta chi è il più forte tra la quercia e il giunco?

  Scritto da : moonlight-angel

NAMASTE' VIRAMO{#emotions_dlg.salut}

SI..........RICEVUTO

.........essa si spegne e abbandonando questo mondo comprende finalmente il significato della sua esistenza e il senso del suo patetico destino. Infine nella sua mente prende consistenza una domanda, di cui la quercia conosce bene la risposta: nei giorni di tempesta chi è più forte tra la quercia e il giunco ?

GRAZIE PER QUESTA MATTINA.

Si parlava di " Karma" e degli ostacoli che ne impediscono la RISOLUZIONE. Alla fine hanno detto: per Nori è il voler credere troppo al potere della mente, soprattutto della sua.

Sono ben consapevole di essere molto seguita e amata dai nostri AMICI del sottile che io considero fratelli maggiori.

In una delle lezioni online mi avevano detto che per quello che avevo desiderato, cioè essere discepola della vita, non bastava la laurea ma ci voleva un master.

Loro, già mi avevano scelta per essere "la levatrice" (nel senso di Socrate) per aiutare le anime che volevano risvegliarsi; MA CHE PER FAR QUESTO DOVEVO PRIMA ESSERE ISTRUITA IO.

Alla luce di quanto mi è stato detto questa mattina riguardo al mio Karma, ho ricordato e trascrivo un messaggio ricevuto il 21.09.1998 quando avevo detto: "che non era facile cambiare".

"Non dare Norina (tu ne sei cosciente) potere all'energia che dovrai abbattere.

Non angosciarti. Vedi, l'intelletto ha un doppio taglio: il tempo che hai messo ad alimentare e addobbare la tua mente è tanto; però può essere anche veloce l'abbattimento della suddetta struttura.

Abbi fede, già vedo e sorrido, la via è aperta. Non devi temere perchè non sarai sola nel lavoro ma avrai tanti aiuti che si alterneranno ad abbattere questa testona !"

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Bene, cosa desiderare di più ?  Ben venga il vento che sradica la quercia,

perché  LA  QUERCIA  E'  LA  MENTE ............MA IO NON SONO LA MENTE.

Namasté  NORI 

Si concordo appieno, non

 


L'UOMO NELLA SUA REALTA' DI LUCE

Si concordo appieno, non siamo solo mente. Con questa consapevolezza possiamo diventare ciò che, solo mente non E'..

CIAO{#emotions_dlg.palloncini}

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