LA RABBIA....09..10..09..........

 


 Smiling balls with different face expression of anger

Dizionario della Saggezza

La Rabbia

La rabbia è un'emozione tipica, considerata fondamentale
da tutte le teorie psicologiche, insieme alla gioia e al dolore, è una
tra le emozioni più precoci; il bambino che non è coccolato dalla mamma
ha come reazione il pianto che equivale allo sfogo della rabbia.
Moltissimi risultano essere i termini linguistici che si riferiscono a
questa reazione emotiva: collera, esasperazione, furore ed ira
rappresentano lo stato emotivo intenso della rabbia; altri invece
esprimono lo stesso sentimento ma d'intensità minore, come:
irritazione, fastidio, impazienza.
C'è chi dice di non arrabbiarsi mai, e chi è sempre pronto a scattare.
La rabbia è la reazione ad un limite, esprime il bisogno, molto vitale,
di affermare il proprio Io: i bambini si arrabbiano violentemente, con
le cose, con i divieti e le persone. Come tutte le emozioni, la rabbia
non è mai giusta, o sbagliata: c'è, e bisogna prenderne atto,
comprenderla, e gestirla al meglio. Chi riesce a mettere la sordina
alla rabbia, non sempre ne ricava benessere, perché si tratta di un
segnale molto importante: che qualcuno o qualcosa sta calpestando il
nostro Io.

Reprimere le manifestazioni d'ira è nocivo alla salute psicofisica:
depressione, problemi psicosomatici come l'ulcera e l'emicrania possono
colpire i troppo accomodanti. Chi invece esprime la rabbia, al di là
dello sfogo catartico entro poco tempo, si trova ad affrontare grossi
disagi relazionali. Soprattutto se a scatenare l'emozione sono
conflitti con genitori, partner, e colleghi; di solito, più è intensa
la relazione, più violenta è l'aggressività che si scatena nei
contrasti.
Inghiottire la rabbia fa male, gridarla anche. Esplodere non è poi
terribile, come alcuni temono, soprattutto fra le donne, ma comunque di
solito è inutile, non risolve, ma perpetua il problema e, infatti, si
tende poi ad arrabbiarsi di nuovo e ancora, per lo stesso motivo.
Molto spesso capita di avere a che fare con persone capaci e
intelligenti, ma che allo stesso tempo si possono mostrare arroganti e
incapaci nel relazionarsi in maniera cortese ed educata con gli altri.
Questi soggetti sono privi di quella che in psicologia è chiamata
intelligenza emotiva.

L'intelligenza emotiva può essere definita l'intelligenza del cuore. E'
responsabile della nostra autostima, della consapevolezza dei nostri
sentimenti, pensieri, emozioni; presiede alla nostra sensibilità,
all'adattabilità sociale, all'empatia, alla possibilità di
autocontrollo. Essere dotati d'intelligenza emotiva significa
riconoscere i sentimenti, così da esprimerli in modo appropriato ed
efficace.
Spesso alla rabbia apparentemente non si reagisce; ma non è detto che
questo sia realmente ciò che accade; la mancata reazione può essere
dovuta al negato contatto emotivo con il sentimento rabbia, quindi si
arriva all'alessitimia, ovvero l'incapacità di sentire sul piano
emotivo le emozioni, le quali vengono fatte scivolare direttamente sul
corpo fino a somatizzarle; capita così di avere mal di pancia o mal di
testa senza cause organiche, fino ad arrivare a vere e proprie
patologie.
Il sentimento rabbia viene negato a livello inconscio e la persona può,
ad esempio, mettere in atto atteggiamenti o comportamenti sostitutivi
e/o di copertura del sentimento negato, parliamo quindi di compulsioni
(pensieri o comportamenti) e rituali.

La maggior parte delle volte però può capitare il contrario;
l'eccessivo sfogo delle proprie emozioni e il mancato controllo della
rabbia può arrecare conseguenze negative a se stessi e agli altri.
Prendere tutto come un attacco personale, sentirsi messi in discussione
solo per la scortesia di una commessa o feriti per la disattenzione di
un collega è l'inizio dell'iter che percorriamo ogni qualvolta si
innesca il meccanismo "rabbia".

Dott. Luigi Mastronardi
www.luigimastronardi.it

*******************************************************************

Gesù afferma: “La verità libera”. Diventa la verità, ed essa ti libererà. Sii la verità, e ci sarà liberazione.

Come
fare per essere la verità? Tu sei già la verità. Solo che porti con te
falsi ideali, ed essi creano tutti i problemi. Lascia cadere gli
ideali: per qualche giorno sii un essere naturale. Proprio come fanno
gli alberi e gli animali, accetta il tuo essere, così com’è. Allora
nasce un grande silenzio. Non può accadere diversamente, perché ora non
c’è interpretazione: allora la tristezza è bella, ha profondità.

Allora anche la rabbia è bella: ha vita, è attiva. Allora anche il sesso è bello, perché ha creatività.


Quando non interpreti, è tutto bello.


E quando è tutto bello, sei rilassato.


In
questo rilassamento ritorni alla tua sorgente, e ciò porta
autoconoscenza.  Ritornare alla propria sorgente è il significato
dell’espressione: “Conosci te stesso”. Non è questione di acquisire
nozioni, è una questione di trasformazione interiore.

Di
che trasformazione sto parlando?Non ti sto dando qualche ideale a cui
tu devi corrispondere; non ti dico di trasformarti e non essere più ciò
che sei per diventare un altro. Devi solo rilassarti in ciò che sei, ed
essere in grado di vedere.

Hai
sentito cos’ho detto? Comprendi questo punto: ti libererà. Sentirai
grande armonia, ascolterai una grande musica. Questa musica è
autonoscenza. E la tua vita inizierà a cambiare.

Allora possiederai la chiave magica, quella che apre tutte le porte.

Osho: Unio Mystica

web.mac.com/...Osho..._/Osho.html -

NAMASTE'  VIRAMOCiao!

Login utente