
Non esistono altri metodi “naturali” più efficaci della Vita.
Ormai avete imparato a conoscerci: a parte il nostro ben noto humor, sappiamo di essere, a volte, anche molto sarcastici e dissacratori, insomma pruriginosi come un’orticaria. Per cui non vogliatecene, al limite prendete questa nota come una satira, una parodia, insomma, come una cosa che non esiste.
E’ nostra convinzione che tutti i “rimedi” che vi avranno proposto o vi proporranno per una veloce ed indolore iniziazione – ivi compresi quelli on line, e badate bene anche noi siamo nel web, quindi prendete tutto con le pinze – siano solo “baggianate”.
Ecco se volete, a questo punto, potete anche non leggerci più, perdonateci la franchezza, e noi comprenderemo voi e il vostro amor proprio; ma noi crediamo (senza presunzione d’aver la verità, ovviamente) che la vera iniziazione sia la Vita, che non è indolore, né – di certo – vi vuole veder correre tra una bacinella e l’altra colme d’acqua e sali bathroom, o attraverso la formula magica “TI APRO I CHAKRA”. Minuto di silenzio e segno di lutto per la morte dell’Intelletto.
Opperbacco!!! Diceva il nostro caro Totò.
Innazitutto, a proposito dei Chakra, è nostro avviso che essi sono SACRI e che nessuno, sia esso in buona o male fede, conoscendo questa aurea regola (di norma dicono tutti di conoscerla, quindi a maggior ragione non dovreste farvi toccate da un sol dito), quand’anche fosse Dio che vi si è rivelato, dovrebbe azzardarsi mai ad avvicinare i vostri Chakra, anche solo col pensiero.
Viandanti ed ignari (non in senso dispregiativo, ma secondo l’etimo) purtroppo ce ne sono a iosa, e noi in mezzo (o in balia?) a loro. Però noi abbiamo anche un intelletto, per quel che valga oggigiorno, ove ormai il più fortunato è quello che sbaglia meno.
Per chi ci sta leggendo e per il nostro pensiero, I CHAKRA SI APRONO DA SE’, quando è giusto che sia; quando il soggetto è pronto ad interpretare una nuova energia di sé che, inevitabilmente, l’apertura di uno o tutti i Chakra comporta.
E – rivelazione delle rivelazioni – i Chakra si aprono DA SOLI (non a caso nell’immaginario collettivo e nelle rappresentazioni tradizionali e ataviche essi sono immaginati come petali costituenti un fiore. E tu vuoi che la Natura potrebbe far fiorire un glicine a dicembre? Il glicine fiorisce a maggio, quando è giusto che sia. Certo l’uomo con le sue manipolazioni può far tutto, ma quanto è “secondo natura”?).
Se qualcuno, dunque, sostiene di averveli aperti, chiedete nello specifico cosa vi ha aperto. Chi ha i “super poteri” per aprire qualcosa ovviamente non deficerà del dono della spiegazione. E magari poi lo spiegate anche a noi che siamo aperti a conoscere cambiando di volta in volta prospettiva di osservazione. Ma che sia convincente, logico e razionale, perché quand’anche noi di Metafisica crediamo siano vere anche le cose che non vediamo, un fondamento di luce del logos la questione deve avere. Perché se una lux ci è stata data, non possiamo limitarci a demonizzarla per tutta la vita e dire che non serve a niente (la mente mente), ma dobbiamo metterla nelle condizioni di decodificare “sapientemente” i messaggi del cuore (non a caso il termine sapienza e il termine sapido hanno la stessa radice).
Nello specifico: i petali si schiudono quando il soggetto consapevolmente vorrà sperimentare la Visione dei propri Chakra. Il che di norma avviene dopo essersi accostato allo studio razionale del tema, mai prima, perché l’intelletto, la ragione è il primo strumento conoscitivo che più ci dà sicurezza di non fallire, a dispetto delle emozioni di cui sempre dubitiamo, avendo natura oscillante e mutabile (si attribuisca a questi due termini valenza tipicamente motoria e non degradante).
E’ la volontà consapevole, la propria non quella altrui, che favorisce l’apertura o la chiusura dei Chakra, oltre ovviamente le precise - e non improvvisate fai da tè - tecniche per la conoscenza e il mantenimento degli stessi. Tali tecniche di norma (ma purtroppo la normalità è molto soggettiva) vengono suggerite da un Maestro, di quelli veri intendiamo, e dietro suo consiglio e prudente osservazione. Crediamo giovi ricordare, anche ad appendice della nota in cui è stato trattato questo tema, che l’Iniziato, il Maestro, il Guru – come preferite chiamarlo - è prima di tutto, semplicemente, Colui che ne sa più di voi perché c’è passato prima; non Colui che, per qualche misteriosa volontà ha ricevuto la miracolosa infusione di Scienza, e soprattutto non è un santo.
Talchè se avete bisogno di un santo, state pur certi che non riceverete mai un Maestro perché, quand’anche vi passasse un attimo accanto, non lo riconoscerete. Il Maestro, infatti, non è Colui da cui pretendere, in termini di sante virtù e sacre doti, quel che nemmeno voi stessi siete capaci o disponibili ad acquisire. Ciò contrariamente a chi si è prefigurata l’immagine del Maestro (quello vero) come il “concentrato” – tipo ammorbidente – della perfezione e dell’onnipotenza umana. Detto in soldoni, è solo Colui che ha sperimentato prima di voi, ma ovviamente ha sperimentato all’ennesima potenza e qualità, quindi un Maestro, sul tipo degli insegnanti di cultura che si trovano in ogni ordine e grado delle scuole e degli atenei.
Dunque, spiacenti di deludervi, se al mantra – o inno - di “APRITI SEDANO” vi aspettavate fuochi d’artificio, effetti strabilianti e speciali (insomma quelli che sanno mettere in atto parecchi ciarlatani sul web). Non possiamo che offrirvi un drink con oliva bianca, perché non solo nessun chakra si aprirà, ma è anche verosimile che se vi mettiate a fare “(finte) pratiche” con <<ori, incensi e birra>>, pietre o balate, luci e liquidi, vi dare solo martellate sui piedi (per non dire altro) e l’unica strada che vi si aprirà sarà quelle delle “lucine colorate” (chiedete per favore ad Angelo de Mattia di parlarvi in una specifica nota delle “lucine colorate”, a me non dà ascolto ormai da tanto tempo, per il noto principio che Maestro è chi c’è passato prima di noi).
Insomma, non solo avrete perso il vostro preziosissimo tempo, ma avrete corso un rischio senza saperlo: quello di aver focalizzato la vostra “attenzione” su “baggianate”. E siccome, secondo il principio dell’attenzione di bruniana memoria, focalizzare significa creare, lascio a voi immaginare cosa avete potuto mettere in circolo, dentro voi stessi e dentro il vostro ambiente che magari non è abitato solo da voi (ricordate? Il giorno del Giudizio Universale ci stupiremo di leggere sulla nostra pagella tanti nominativi cui abbiamo fatto imprudentemente del male, senza nemmeno saperlo).
Orsù, vogliatevi bene e abbiate più stima di voi!!! C’è chi per il dono dell’Intelletto e del LIBERO PENSARE ha pagato col fuoco!!! Sì, sì, parlo di lui, dell’eretico nolano che pecche ne avrà avute a bizzeffe (caratteraccio facile all’ira, ma soprattutto aria di supponenza fino all’intima mortificazione dell’interlocutore), ma ci ha insegnato che focalizzare l’attenzione è una questione di profondo SPESSORE, ai fini della costruzione del proprio abbecedario conoscitivo-spirituale.
Che Dio lo benedica, ovunque sia! (Chiamasi captatio benevolentiae, ne siamo consapevoli, ma non sia mai gli venisse in mente di focalizzare la sua attenzione su noi che di lui scriviamo…).
Ma umorismo a parte, non vogliamo parlare del c.d. principio dell’attenzione di Filoteo (l’unico per noi valido), ma sappiate che esso può creare di tutto: dalle convinzioni più odiose, agli angeli o ai demoni. Se puntiamo su “baggianate” di rimando andremo a costruire strati sottili, di forme sottili, di “cose” sottili che disperderemo in noi e ovunque fin quando non diverranno “reali” (nella nostra mente soprattutto). E magari vi capiterà anche di vivere una esagerata produzioni di sogni durante la notte, di cui ovviamente sarete felici perché ci hanno inculcato che “sognare fa bene”. Invece, sia dal punto medico che spirituale, sognare eccessivamente e faticosamente è solo sintomo di disordine del subconscio.
Ecco, allora: fatta un po’ di pulizia tra i “sentito dire” di ciò che potrebbe essere l’avvio di una iniziazione, vorremmo dirvi la nostra in merito. Vi stupiremo, non abbiamo conigli che escono fuori dal cilindro per fortuna; vi diciamo soltanto che la prima e vera iniziazione è la VITA.
E lo sappiamo, è difficilissimo da credere perché è troppo semplice, nessun mistero orfico od esoterico all’origine, forse successivamente, ma l’iniziazione non è altro che la VITA che ci attraversa e si sostanzia in noi alla nascita.
Certo, nulla di eclatante, se non fosse che in pochi realmente sanno cosa accade alla nascita, all’atto del parto. Una madre, qualunque madre, potrebbe trovarsi nel mezzo dalla giungla attorniata da belve fameliche, farebbe salva la vita – in quell’istante – perché finanche la Natura, la possente Natura, s’inchinerebbe innanzi all’Energia della Vita che s’incarna e nasce.
E nascere avviene con estremo dolore (e non per il detto biblico secondo cui dal peccato originale si deve espiare con dolore), perché il dolore attiva tutto, attiva l’Iniziazione, sia per la madre che per colui che viene alla luce (non a caso il vagito, il pianto del neonato è fisicamente – e spiritualmente – DOLORE).
Non vorremmo che voi (donne) foste tentate di sperimentare un parto in mezzo a delle belve fameliche, nel bel mezzo di un safari andato storto, perché l’effetto “serra”, il fermarsi del tempo e dello spazio intorno a voi, dell’Energia sprigionata, non dura che solo alcuni attimi, forse minuti, il tempo necessario ad emettere il vagito. Laddove, infatti, scientificamente il dolore del vagito è attribuito allo schiudimento della cassa toracica del neonato, spiritualmente quell’”urlo” è rappresentativo di una affermazione: IO ACCETTO (cosa ben diversa del dire semplicemente “sì” alla vita; difatti, possiamo dire “sì” alla vita, ma non “accettarne” le prove come iniziazione alla vita, come, ad esempio, avviene a chi nasce senza vagito). Decorso quel termine la Natura (e le belve fameliche) torneranno alla propria normalità. Quindi non sperimentate, e se sperimentate, dopo il vagito FUGGITE.
Inimmaginabile ed incredibile tutto ciò, davvero! E siccome la Natura, come il Mistero di Dio in ciò è equanime, stessa cosa accade agli animali (per i vegetali la questione è un po’ diversa). Ma per il noto principio che “certe cose sono vere che tu ci creda o no”, a voi la scelta, noi vi abbiamo espresso il nostro “perché” essere donna, portare il principio femminile in sé, sia un privilegio, seppur rechi fardello, anche più che l’esser uomo su questa Terra.
Per inciso: crediamo che il femminismo, quello che si identifica nel movimento del ’68, abbia tradito numerosi ideali, tra cui quello della vera emancipazione spirituale della donna, per cui non tacciateci d’esser “femministi”, sol perché crediamo in un dato obiettivo, ossia che la donna è un essere meraviglioso (senza nemmeno saperlo il più delle volte). Semplicemente, forse, noi abbiamo un’altra visione.
Parafrasando l’asserzione (solo???) tecnica di Steve Jobs: non sperate di condurre i punti della vostra vita guardando davanti a voi (ovvero focalizzandovi su quello che voi vorreste vedere nell’altro), ma guardando dietro di voi (ossia focalizzandovi su quello che, preteso dagli altri, non avete ancora acquisito per voi stessi).
Se volete rivoluzionare la vostra vita, rivoluzionate la vostra coscienza e, se credete in qualcosa – per sperimentarne la validità – cambiate la prospettiva di osservazione, perché la pietrificazione delle convinzioni non giova all’elasticità dell’Anima.
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