AMARE AL DI LA DELLA PICCOLA FAMIGLIA......28..07..10
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"«Chi ama suo padre o sua madre più di me non è degno di me, e chi
ama suo figlio o sua figlia più di me non è degno di me». Queste
parole del Cristo sono state interpretate da alcuni, come un
invito a lasciare la propria famiglia, senza preoccuparsi delle
sofferenze che le avrebbero inflitto. Si sentivano giustificati:
seguivano il Cristo.
Ogni essere umano ha dei doveri verso i suoi genitori, e se crea
una famiglia, ha dei doveri verso la moglie, o il marito, e verso
i figli. Il Cristo non ha mai chiesto che, per amarlo e servirlo,
si trasgredissero le leggi della bontà e della generosità, e
neppure che si facesse soffrire i propri cari trascurandoli.
Allora, che cosa significa amare il Cristo più del proprio
padre, della madre, del figlio o della figlia? Significa essere
capaci di estendere il proprio amore al di là della famiglia,
smettendo di dare il primo posto alle condizioni materiali e
sociali di quella famiglia a scapito della vita spirituale.
Amare il Cristo più della propria famiglia per poter essere
degni di Lui, significa ricordarsi che le nostre radici non sono
sulla Terra, ma in Cielo."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
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"Quando qualcuno vuole farsi una famiglia, è obbligato a compiere
degli sforzi per uscire da se stesso, per aprirsi all'altro -
marito o moglie - e più tardi ai figli. Tuttavia, l'errore degli
esseri umani è quello di non aver capito che dovevano allargare
ancora il cerchio della famiglia, ed estendere il proprio amore
ad altre creature, all'Universo intero.
Ecco perché non sono ancora felici, pur con la loro famiglia e i loro amici.
La felicità consiste nel non fermarsi a un solo essere, o a due
o a dieci o a cento... bensì nell'amare all'infinito. Continuate
dunque ad amare coloro che già amate, ma allargate ancora il
cerchio del vostro amore per avere degli scambi con tutte le
creature superiori: gli angeli, gli arcangeli, le gerarchie
celesti, il Signore...
Allora, la vostra famiglia e i vostri
amici si troveranno arricchiti, rafforzati, abbelliti,
purificati, grazie a tutti gli stati sublimi che nutrite nel
vostro cuore e nella vostra anima."
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Omraam Mikhaël Aïvanhov : |
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RIFLETTERE BENE PRIMA DI AGIRE...
Al momento di lanciarvi in una qualsiasi impresa, riflettete bene
sulla natura delle forze che metterete in moto. È sempre facile
scatenare delle forze o degli avvenimenti, ma una volta che lo
si è fatto è difficilissimo dirigerli, orientarli, e ancor più
difficile contenerli quando ci si accorge di essersi sbagliati.
Se gli esseri umani fossero più coscienti di questa realtà,
rifletterebbero di più prima di decidere determinati
cambiamenti.
Quante persone piene delle migliori intenzioni
hanno voluto sconvolgere un certo ordine di cose! Ma le forze
che avevano così messo in moto sfuggivano a poco a poco al loro
controllo, e quelle persone finivano per essere completamente
stritolate! L’espressione “apprendista stregone” designa appunto
l’uomo che, per imprudenza, scatena delle correnti che in seguito
è incapace di dominare, di orientare, e che finiscono per
schiacciarlo."
"Perché bisogna riflettere bene prima di agire? Perché agire
significa mettere in moto delle forze e una volta messe in moto,
quelle forze non si fermano, vanno fino in fondo. Siete in
montagna e avete sopra di voi un’enorme pietra pronta a rotolare
giù per la discesa: dipende da voi lasciarla tranquilla o
affrettarne la caduta. Se le imprimete un’oscillazione, sarà poi
impossibile fermarla: schiaccerà voi e con voi molti altri. E se
aprite le porte di una chiusa, provate poi a fermare l’acqua!
Siete sempre padroni di agire o di non agire, ma a partire dal
momento in cui decidete di agire, le forze liberate vi sfuggono.
Quando alcuni agitatori scatenano una sommossa, ne perdono ben
presto il controllo. Ecco perché si dice: «Chi semina vento
raccoglie tempesta», e quella tempesta può travolgere anche
colui che l’ha suscitata. Prima di dire una parola, di gettare
uno sguardo, di scrivere una lettera, di dare un segnale di
guerra, si hanno tutti i poteri, ma dopo è finita: si è soltanto
lo spettatore, e spesso anche la vittima."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Tratto da: www.prosveta.it/
gliangeli.forumcommunity.net/?t=9841218 -
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:)
Mi piace e va a completamento di quanto discusso....
Miaooo