UN ANALISI PRATICA DI VIRAMO... PER VALUTARE CIO' CHE E' ANCORA CELATO......01. 06 09..( POSTA)

Nella nostra vita ci sono degli ostacoli che ci impediscono di raggiungere gli equilibri che vorremmo:  alcuni per me sono stati....

1) Genitori che ostacolano le nostre naturali aspirazioni e quindi gli ostacoli educativi sono ritenuti eccessivi e fuori luogo.

2) Partners che allargano a dismisura la loro personalità costringendoci al soffocamento ed alla repressione.

3) Figli da cui dipendiamo che vorrebbero imbalsamarci ed immobilizzarci in un ruolo senza libertà e senza individualità.

4) Parenti con cui vi è una relazione di dipendenza e che vorrebbero chiuderci in un rapporto coercitivo e soffocante.

5) amici con cui si è instaurato un rapporto strettissimo e quasi parentale, e che però ugualmente non ci aiutano a realizzarci come vorremmo .ecc..ecc...

Allora la strada migliore per ottenere compiacimento e profondo piacere nel creare un dispiacere, rimane quella di ammalarsi.

La nostra sofferenza infatti può essere causa di un grande sconforto in chi ci è vicino. Può ostacolare i suoi passi, inceppare meccanismi progettuali, far riflettere sulla nostra indispensabilità, inserire un sottile rimorso, far provare insomma, in modo indiretto e subdolo tutto ciò che può avvicinarsi ad una vera e propria punizione.

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In pratica è quello che insieme da tempo cerchiamo di chiarire in ognuno di noi.

Se noi siamo sani ...automaticamente facciamo vivere tranquilli chi ci è vicino...

In questo modo noi ci facciamo prossimo..Personalmente ritengo che se impariamo a scrutare nella nostra zona d'ombra con umiltà, volontà, determinazione e coerenza  non possiamo non trovare dolori dimenticati dal nostro io conscio..... ma vivi e vibranti nella nostra memoria inconscia..

Le nostre azioni odierne sono spesso causate da questi grumi di dolori ignorati..Oggi ne siamo consapevoli ed è per questo che.. " lavorando" insieme creiamo uno specchio riflettente che ci farà riconoscere nel dolore "dell'altro" il nostro stesso dolore.

RICERCARE, INDAGARE, TROVARE.... per liberarci da questa zavorra che ci rende limitati nel manifestare la nostra vera creatività individuale..

Personalmente seguo questa via senza accusarmi o sentirmi offesa nell'ego,anzi,ogni giorno che passa provo una profonda tenerezza per questa creatura (io) che ha creduto ad una certa visuale di vita che al momento presente...............non più le appartiene ...

Penso di comprendere solo ora perchè...quando mi accade di ammalarmi, mi  sento   UMILIATA.... Forse perchè sto generando attorno a me un alone di preoccupazione che mai... consapevolmente vorrei procurare, oltre che a me stessa, anche a chi amo?..Oppure c'è dell'altro?

Comunque resta il fatto ..CHE MI SENTO UMILIATA.....

Indagherò ancora più a fondo...Vedremo....

Se lo desiderate potremmo specchiarci anche nel forum..CHE NE PENSATE?

Oggi è domenica e avendo del tempo a disposizione, stranamente mi viene voglia di utilizzarlo per rendere... in un prossimo futuro.......la mia mente più leggera e soprattutto priva di quelle valigie pesanti che rallentano il mio cammino verso la LIBERTA'......

UN ABBRACCIO ...NAMASTE'  VIRAMO... Occhiolino

beh si vede che sono pronta

perchè anche questo post era passato inosservato. Non l'avevo visto ne sentito quando l'avevi postato.

mi sembra giusto fare sentire la mia voce in merito, sul punto "malattia", però oggi vorrei chiamarlo messaggio dell'anima.

per quanto mi riguarda, il mio atteggiamento è stato completamente opposto:

quando ho scoperto di avere con me un messaggio dell'anima, sentivo che già sapevo di averlo, a livello profondo, e, in ogni caso, ho cercato di farlo pesare il  meno possibile ai miei con cui ne ho parlato pochissimo, nn volevo parlarne per due motivi:

- loro nn mostravano interessamento,

- io non volevo renderli partecipi di una cosa molto molto  grande, al tempo , anche per me, troppo grande, non volevo vederli soffrire per me, perchè avrebbe significato dover valutare la realtà

in realtà, il  messaggiodell'anima, era grande era mio, lo condividevo con Valentina, non sono mai stata sola, e già solo il  fatto di poterlo celare dentro di me, mi faceva sentire grande.

è ovvio che comunque, si tratta di una cosa con cui convivere e se nn lo metti in discussione il soggetto lo sente come malattia che t comanda e non come messaggio dell'anima che può indicarti la via, quindi...

ho sempre testimoniato, ed è la verità, che nn ho mai sentito la necessità di recarmi dagli psicologi, non volevo per partito preso.

I "messaggidell'anima" possono essere curati solo dall'amore, passando dall'accettazione della realtà (del cio che è) a livello della psiche (cosa necessaria), ed io mi sono affidata all'unica guida che poteva aiutarmi, per dieci anni me lo sono tenuto dentro, poi l'ho potuto analizzare con l'ausilio dei messaggeridell'esistenza.

amcora nn ho compreso appieno il  messaggio ma credo sia questo:

- prima di dare la vita, sii in grado di sostenere la tua vita,

- sii fertile con il  cuore, crea con il  cuore;

- crea una comunicazione profonda con te stessa;

- sii creativa a tutti i livelli, crea empatia dentro e fuori di te;

- accettati esattamente cosi come sei perchè l'esistenza t sta TESTIMONIANDO che ti ama;

- il sesso è uno strumento dell'amore e non il fine il  fine è ben altro  e si trova proprio dentro di te.

Per un prototipo di donna come me, questa è stata la prova di vita più grande, oltrepassabile unicamente con un infinito amore.

ringrazierò sempre il grande amore che nutro per me stessa che è quello che mi ha permesso di ascoltare ascoltare ascoltare ascoltare le parole dei messageri,

senza l'amore nn si può guarire.

Grazie infinite a Mara, grazie infinite a Mari, grazie infinite all'esistenza,

Namaste

Marea

 

LAVORARE INSIEME

Ciao Viramo,

La domenica permette anche a me di avere più tempo per indagare, ricercare, trovare ciò che è celato; quindi accolgo volontieri l'invito a specchiarmi nel forum con te.

Ci conosciamo da tanti anni e già altre volte ho sentito questa frase sulle tue labbra: " mi sento umiliata"

Ecco, vorrei se è possibile, comprendere questa frase nel suo vero senso. E' pur vero che tu dici sempre che se non lo proviamo sulla nostra pelle, non lo possiamo comprendere.

Allora cercherò d'indagare dentro di me cos'è che non mi permette di sentire questa sensazione.

Ho letto attentamente gli "ostacoli" che c'impediscono di raggiungere l'equilibrio che tanto desideriamo.

Purtroppo ho trovato che tutti collimano perfettamente con la mia vita trascorsa.

Dunque, cercando onestamente nella mia zona d'ombra devo dire che la strada da me intrapresa era quella di cercare, se non l'amore, almeno l'attenzione degli altri.

La "malattia" fino a quando è arrivata Adriana mi è servita per esorcizzare la paura di rivivere gli abbandoni subiti in tenera età.

Poi, a 35 anni, ho rivoltato la frittata. Non mi ammalavo più ma l'equilibrio era ben lungi da essere raggiunto.

La non malattia fisica, mi serviva per rendermi indispensabile a chi malato lo era.  Di conseguenza nel mio inconscio c'era questa affermazione:

"Devo star bene altrimenti chi penserà a loro ?"

Ora l'età sta rimettendomi al "mio posto" e a questo punto ecco la nuova consapevolezza:

"tutti sono necessari  ma nessuno è indispensabile"

Farmi prossimo è ciò che desidero da sempre. Il tassello da riscoprire è quello di non dimenticare che il mio prossimo più prossimo, sono proprio io stessa.

E per ora mi fermo qui, ma non perchè ho finito, solo perchè mi rendo conto che i tasselli da sistemare sono ancora tanti; però anch'io credo che lavorando insieme sarà più facile ricomporre il puzzle.

Andiamo con passo spedito, ma non da sole, verso la libertà.......

Grazie d'avermi fatto riflettere. Namasté NORI 

mi avete fatto venire in mente che.......

Quando ero piccina, avervo circa 6 anni, mi ammalai e per quello che ricordo sotto mia specifica richiesta e cioè formulai queste specifiche parole "io voglio ammalarmi", era un mio desiderio causato dal fatto che odiavo la scuola, e i miei genitori non erano affatto presenti . 

Dopo poco tempo mi ammalai, con febbri altissime stando male per un mese e più, i miei genitori e non solo loro, sono stati obbligati quindi a occuparsi di me, a preoccuparsi, e in più non dovevo andare a scuola.

Mi sentivo si umiliata ma dal fatto che nessuno si interessava realmente  di me, e quindi mi sono ammalata.......

in questo caso riconosco che io volevo vedere gli altri che dovevano rivedere per forza i loro progetti e quindi ribaltare le loro vite per me. 

Adesso che ci penso può essere stata vendetta, ma volevo ciò che mi spettava come bambina, e poi cmq quando ci ammaliamo diventiamo bambini, diamo importanza anche se " forzata" a noi di cui non ci occupiamo spesso perchè noi siamo adulti (nella statura) e quindi siamo noi che dobbiamo occuparci degli altri.

Ammalarsi è sofferenza per noi e per gli altri è vero. 

 

grazie mi avete fatto riflettere

adelen

GRAZIE A TE....

IL SUO TORACE APERTO E' UN INVITO PER TUTTI.. NAMASTE'

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