LA RETTITUDINE MENTALE E IL FILO DI ARIANNA

 

“Se i tuoi principi morali ti rendono triste, puoi essere certo che sono sbagliati”
Robert Louis Stevenson

 

 

Quante volte nella tua vita ti capita di dubitare, di vacillare e di non essere più così sicuro delle tue decisioni per paura di non farcela o per timore che  non sia la scelta giusta?

Immagino miliardi di volte.

Se non fosse così non esisterebbe una professione come la mia, ossia quella dell’Allenatore Mentale.

Quando si parla di come dovrebbe essere un uomo, spesso si tira in ballo il concetto di rettitudine morale. Beh, io dico che si dovrebbe parlare anche e soprattutto di rettitudine mentale.

La morale è un’invenzione dell’essere umano e per quanto in alcuni casi sia necessaria a preservare un ordine apollineo delle cose (vatti a vedere chi era Apollo), a volte diventa una prigione stretta che ti impedisce di realizzare in pieno la tua vera natura.

La morale non è una sola.

Essa è sempre soggettiva ed arbitraria, e cambia con la maturità spirituale dell’individuo che la esprime. Ma non voglio inoltrarmi in un terreno ricco di insidie parlando di morale; troppe implicazioni. Meglio volare bassi, almeno un po’ più bassi.

Se il tuo scopo è quello di realizzarti come individuo e, di conseguenza, di essere felice (dovrebbe essere il tuo obiettivo primario), insieme alla rettitudine morale, dovresti occuparti anche della rettitudine mentale.

Rettitudine deriva dal latino tardo rectitudo che deriva a sua volta da rectus cioè “retto”.

Ora, se tu pensi ai tuoi ragionamenti mentali, ti sembra che essi siano dritti o che assomiglino piuttosto a delle circonvoluzioni senza capo né coda?

È una domanda retorica, ovviamente. So che i tuoi pensieri girano dentro la tua scatola cranica come dentro a un labirinto. Non preoccuparti, è così per tutti.

La tua mente, prima di essere un apparecchio trasmittente, è un’antenna ricevente. Devi imparare a sintonizzarla sui canali giusti, dando spazio a quei pensieri che ti nutrono e che ti sostengono.

Ecco perché la focalizzazione mentale è cosi importante (e così difficile da ottenere).

Quando decidi di raggiungere un traguardo (esteriore o interiore poco importa) devi imparare a tenere la mente retta, focalizzata e nello stesso tempo chiudere la porta a tutti gli altri pensieri “sabotatori” che cercano di entrare.

Lo so che ogni giorno si scatena l’inferno dentro la tua testa.

Succede anche dentro la mia. L’importante è saper chiudere le porte giuste e tener aperte le finestre da dove entrano intuizione e fiducia. Ecco a cosa serve l’allenamento mentale.

Ti ricordi la storia del labirinto di Cnosso?

Sì dai, quella in cui un essere mostruoso per metà uomo e per metà toro è rinchiuso in un labirinto per evitare che faccia danni a destra e a manca. E poi arriva Teseo che, aiutato dal filo di Arianna, riesce a uccidere il mostro e a ritrovare la via di uscita senza perdersi nel labirinto.

Il labirinto rappresenta la tua mente, il filo rappresenta lo stato di Presenza che ti aiuta a non perderti nei suoi meandri (ma ti racconterò questo mito in maniera approfondita in un articolo dedicato, promesso).

La tua mente è un labirinto (anche fisicamente del resto).

Se vuoi creare una vita soddisfacente devi innanzitutto saperci viaggiare dentro senza perderti.

Tutto parte da qui.

Finché non controlli la tua mente non potrai aver nessun controllo sulla tua vita perché, come diceva il buon vecchio Jung “l’inconscio guiderà la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

Hai capito ora perché la rettitudine mentale è più importante di quella morale? Quando il tuo pensiero è retto, lo sarà anche la tua morale. L’una precede l’altra e non viceversa.

Ma come si fa a sviluppare rettitudine mentale?

Eh, come in tutte le cose bisogna farsi il mazzo.

Alcune conoscenze di base, un allenamento mentale studiato ad hoc e tanta pratica ti potranno fornire il filo per non perderti nel tuo labirinto interiore.

Perché se è vero che è bello perdersi per poi ritrovarsi, è altresì vero che indugiare troppo nello smarrimento rischia di allontanarti per sempre dalla meta.

A patto che tu conosca la tua meta.

Buon viaggio

 

Semper ab Intra Age

 

P.S. Che tutto parte dalla mente lo sappiamo da un pezzo. Perché allora non agiamo di conseguenza? Questa è una domanda che, certe notti, non mi fa dormire.

Chiara Pierobon

Amo pensarmi come una scultrice mentale.
Con lo scalpello della consapevolezza, lavoro sugli strati di condizionamenti e di maschere per far affiorare la bellezza nascosta delle persone.
Formo e affianco Manager e Professionisti nella creazione dei talenti umani all’interno della loro squadra di lavoro.

chiara.pierobon@ilmetodor.it
www.ilmetodor.it

 

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