Le parabole di Gesù interpretate dalla scienza iniziatica ci propone ora un brano su demoni-entità e malattie-disturbi fisici… e

Le parabole di Gesù interpretate dalla scienza iniziatica ci propone ora un brano su demoni-entità e malattie-disturbi fisici… e non solo fisici.
“Quanti sono i disturbi che i medici non riescono a spiegare e che cercano di guarire con la chimica e la chirurgia, disturbi che in realtà sono opera di forze ostili che gli esseri umani hanno attirato da tempo senza rendersene conto. Col loro modo di vivere, di pensare, di sentire e di agire hanno aperto loro le porte. Ma qui si tratta di un argomento che, lo so benissimo, non sarà mai accettato né compreso. Nel ventesimo secolo, come potrebbero gli intellettuali e i medici accettare il concetto che entità del piano astrale si prendano la briga di tormentare gli esseri umani, di nutrirsi a loro spese e di distruggerli? A loro avviso, si tratta di elementi chimici che perturbano il buon funzionamento dello psichismo.
È vero, sono degli elementi chimici, ma quello che la scienza non sa è che tali elementi chimici sono la conseguenza della presenza di spiriti malefici attirati dall’uomo stesso. Quelle entità pullulano nel mondo astrale, e se gli esseri umani aprono loro la porta grazie alle loro debolezze e trasgressioni, esse entrano in loro e provocano turbamenti.
Certamente, un giorno la scienza riuscirà a mettere a punto degli strumenti che permetteranno di individuare la presenza di tali esseri indesiderabili. Tuttavia, nell’attesa è preferibile ammettere la loro esistenza e soprattutto imparare a proteggersi dalla loro influenza conducendo una vita intelligente e ragionevole.
Le migliori protezioni contro gli indesiderabili sono la purezza e la luce interiore. Di fronte a ciò, gli indesiderabili non hanno più nulla a cui aggrapparsi.”

Parliamo ora della comunione, con un brano piuttosto lungo: carne e sangue, pane e vino, fuoco e acqua, spirito e luce, amore e saggezza, con tali dualità che si corrispondono sui rispettivi piani.
“Il rito della comunione, così come viene osservato nelle chiese cristiane, si richiama all’ultima cena che Gesù consumò con i suoi apostoli: “Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: ‘Prendete e mangiate, questo è il mio corpo’. Poi prese un calice e, dopo aver reso grazie lo diede loro dicendo: ‘Bevete tutti, poiché questo è il mio sangue’”.
Il pane e il vino, presentati come carne e sangue del Cristo, sono simboli che ritroviamo in tutte le iniziazioni.
Il pane e il vino, vale a dire il grano e l’uva, quel nutrimento in forma generale, sono il simbolo del Cristo, del Verbo, perché è il Sole che li produce. È il Sole che fa maturare il grano e l’uva, come pure tutti i frutti e i semi della terra. Tutto ciò che ci nutre e ci disseta sono la carne e il sangue del Cristo, in quanto è quell’amore, quella luce, quella vita del Sole, del Cristo tramite il Sole, che si condensano per apparire sulla terra sotto forma di vegetazione e di frutti.
“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”: si può andare molto oltre nella comprensione di queste parole. Esse significano: “Se mangiate il fuoco che esce da me che è l’amore, se bevete la luce che è la saggezza, avrete la vita eterna”. Attraverso queste parole Gesù esprimeva le medesime verità di quando diceva a Nicodemo: “Se non nascete dall’acqua e dallo spirito (vale a dire il fuoco), non entrerete nel Regno di Dio”.
La carne e il sangue, il fuoco e l’acqua, sono gli stessi simboli, a livelli diversi, di quei due principi maschile e femminile che Melchisedek rivelò ad Abramo quando portò il pane e il vino. Il pane e il vino sono per se stessi poca cosa, tuttavia tramite loro il sacrificatore dell’Altissimo portò ad Abramo un sapere iniziatico prodigioso sui due principi maschile e femminile.”

Un altro concetto centrale dei Vangeli e della predicazione di Gesù: il perdono.
“Nella giustizia non si perdona: occhio per occhio, dente per dente. Ma Gesù era venuto per insegnare l’amore, la pietà e il perdono delle offese, ed è per questo che, al momento della morte, si è schierato a difesa dei suoi nemici: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. Se si comprende bene il segreto di queste parole, applicandole, si avranno risultati straordinari.
Colui che è povero e spiritualmente debole non riesce a perdonare, ma cerca di vendicarsi. Per perdonare chi ha fatto de male, si deve diventare grandi, ricchi, forti e luminosi; si deve dire a se stessi: “Quel poveretto lo posso perdonare; è talmente privo di saggezza, di conoscenza e di nobiltà d’animo! E, per di più, non sa nemmeno in che condizioni si pone agendo in questo modo, poiché le leggi della giustizia divina sono implacabili. Avrà certamente da soffrire per riparare il male che ha fatto, mentre io, pur essendo per il momento una vittima, sono comunque privilegiato, poiché lavoro per il bene e per il Regno di Dio e la sua luce”.
Pensando così, se paragonate tutto lo splendore nel quale vivete per aver scelto il cammino del bene alla miseria e all’oscurità degli ingiusti e dei cattivi, un sentimento di pietà si impadronirà di voi, e quello che non potreste ottenere con nessun altro mezzo lo otterrete facilmente in questo modo.”

Trattiamo ora un altro concetto portante dei testi cristiani: la presenza. Anche su questo punto Aivanhov è assai chiaro e didattico.
“Il segreto, il grande segreto, consiste nell’essere costantemente vigili e svegli, perfino quando dormite.
Sì, proprio svegli. Perché è detto “Vegliate e pregate”?
Perfino gli spiritualisti non hanno ancora compreso l’importanza di tale precetto.
Perché essere vigili? È faticoso! È così bello dormire, lasciarsi andare alla pigrizia fisica e mentale…
Ecco perché gli uomini non progrediscono malgrado l’universo che si presenta dinanzi ai loro occhi, malgrado il sole e le stelle, malgrado tutti i libri e tutti i grandi Maestri che esistono per istruirli: perché dormono, dormono tutto il tempo.”

Il penultimo brano si avvia a concludere in bellezza l’approfondimento, con una bellissima considerazione sulla preghiera.
“Fra tutto ciò che gli Iniziati hanno insegnato gli uomini non vi è nulla al di sopra della preghiera. Nel momento in cui vi mettete a pregare, una schiera di esseri invisibili si avvicina, e già si sente il vibrare delle loro ali angeliche, mentre le entità tenebrose che volevano nuocervi si accingono a scomparire, poiché sanno che verrebbero cacciate, bruciate e fulminate. Esse hanno paura di una sola cosa: la luce.
Ecco perché, quando si presenta un momento difficile, la prima reazione che dovete avere è di unirvi al Creatore, per aumentare in voi la luce: a quel punto, tutti gli esseri inferiori che vi minacciavano rimangono neutralizzati o vengono cacciati.”

L’ultima citazione proposta ribadisce l’importanza del percorso evolutivo-spirituale.
“L’unica attività degna di questo nome è il lavoro per assomigliare al nostro Padre Celeste.”

Bene.
Con Le parabole di Gesù interpretate dalla scienza iniziatica di Omraam Mikhael Aivanhov abbiamo terminato. Al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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