Il potere del diavolo........25....11.....15

Il potere del diavolo

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Se io credo che ci siano un Dio e un diavolo a litigarsi la mia anima, do al diavolo il potere di Dio e lo innalzo all’altezza di Dio. A quel punto però la mia religione non è più monoteista ma “biteista”.

 

Perché non vediamo ciò che è? In una data epoca, al tempo del pithecanthropus erectus, l’Informazione, creando corpi sempre più perfetti e complicati, ha determinato lo sviluppo di un cervello talmente sottile, talmente capace e dotato di un informazione, una banca dati così grande, che a un certo punto questo cervello ha potuto dire:”Io sono io”. “Io”, diviso da lui, da lei, dagli altri, “Sono indipendente”, “Sono io”. E’ stato il cervello che si è reso conto. E’ da quell’istante che si è verificata la cacciata dal Paradiso perché non è la stessa cosa dire “Io sono io” e “Io sono”. Da quel momento il  cervello ha detto: ”Io ho freddo” e “Mi rendo conto che non ho da mangiare”. Oppure: “Voglio bene a questa creatura nata da me, le voglio bene per istinto, poiché l’istinto mi è stato dato da chi mi ha creato. Soffro se il mio bebé sta male, devo faticare per procurarmi il cibo”. In questo modo è nato il dolore. E il dolore segnala. Come una luce d’allarme, ogni sbaglio commesso.

 

“Dimmi quanto soffri e ti dirò quanto ti sbagli”: la luce del dolore ci è stata data come un punto di riferimento. Attraverso il dolore l’essere umano acquista coscienza.

 

La sofferenza non scaturisce da una colpa, essa è solo un mezzo per smuoverci e farci acquistare coscienza. E non è certo uno sbaglio del Creatore.

Come possiamo pensare che ci sia un Tutto e al di fuori di quel Tutto il diavolo?

 

C’è un Tutto e fuori del Tutto non c’è nulla. Se ci fosse un diavolo, si troverebbe dentro quel Tutto. Noi non siamo perfetti perché non comprendiamo l’infinità bontà, l’infinita misericordia, l’infinito amore. Non ci siamo mai collegati completamente con questa corrente di Vita e perciò ci sentiamo in colpa. Ogni cosa che ci allontanerà da questa corrente ci darà un senso di colpa.

 

Ogni cosa che ci allontana dalla Bontà crea un dolore. Non dividerti da Dio: Dio è l’Unità, Dio è in te e tu sei in Lui. La prima cosa è l’Unità. L’Unità esiste attraverso la legge della Costruttività. E perché esista la costruttività, deve per forza esistere anche la distruttività. Ogni cosa deve avere il suo opposto per esistere: la vita e la morte, la costruttività e la distruttività. Noi ci rivolgiamo alla costruttività. Il terzo principio è l’Amore. L’Amore è ciò che unisce, che opera la coesione. E ’ la legge indispensabile affinché le altre due possano manifestarsi.

 

Quando noi vediamo queste leggi e non andiamo verso la distruttività, verso l’odio o la divisione, non possiamo avere nessuna colpa. Mai. Non c’è una cosa che si chiama colpa.

 

L’unica colpa è l’aver creato la colpa. Al di fuori di questo non c’è nessuna colpa, perché noi siamo contenuti in un corpo divino, e siamo penetrati da questo corpo divino che perciò si trova in noi. Dove sta la colpa? Non c’è: la persona purtroppo si sbaglia ed invece di rivolgersi al polo della vita, va a quello della morte, invece di vedere l’unità, vive nella divisione.

(da Il Volo infinito)

 

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Dare potere o non dare potere al nostro aspetto buio?

Da 2/3 giorni avevo lasciato il mio potere, la mia serenità e la mia Luce alla rabbia, al mio ego e alla mia voglia di rivalsa. Non era giusto, non potevo, io, gratificare il male. Il  mio corpo ne soffriva: non dormivo, bruciori di stomaco mi tormentavano, la mia mente si arrovellava, si arrotolava su se stessa come un'anaconda. E io mi torcevo sull'asta del bastone che mi teneva con forza a terra, mi facevo del male ma continuavo e tentavo di liberarmi dalla forza, più forte di me, che mi teneva nella prova.               La prova era nell'accettare quello che Gesù disse:" Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio." E quello che voleva Cesare era ingiusto, iniquo, ma Legge dello Stato era. Mio genero che tutto aveva rubato in casa mia ed a mia figlia " E' stato assolto". Perché genero. Dopo aver letto la sentenza, il giudice si è scusato per l'ingiustizia della legge ma Legge era e lei la doveva applicare. Gli avvocati presenti, meravigliati, mi hanno detto che era la prima volta che sentivano un giudice scusarsi per una sentenza da loro emessa e l'avvocato di parte mi ha detto:"Non se la prenda con me ma io dovevo fare il mio lavoro."Per chiarirmi le idee e per poter uscire da questo ginepraio, ieri sera avevo consultato le Rune e poi i Tarocchi di Osho. Subito una gran calma è scesa in me, questo era un momento e una prova di crescita: diminuendo il mio Io e il mio Ego, sarebbe cresciuta la mia Luce attraverso la mia accettazione delle Sue Leggi naturali(Causa ed Effetto). Serenamente ho capito che dovevo appianare uno squilibrio,antico,e ne ho pagato lo scotto. E' stato duro, mi sono ribellata ma ora in me c'è calma e serenità. Namastè.   

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