Legge del Karma e della Rinascita I^parte...............20......11....15

Legge del Karma e della Rinascita I^parte

-Comprendere che ogni azione è condizionata dalla precedente
-Responsabilità (nei confronti dei propri pensieri, sentimenti, emozioni, azioni)

Quando si parla della Legge della Rinascita, molti si chiedono come mai nell’Insegnamento del Cristo, attraverso i Vangeli, nulla viene detto a tal proposito. Una lettura più attenta ci mostrerà che Gesù, invece, accennò più volte alla reincarnazione. Per esempio quando disse riguardo a Giovanni Battista: “Se volete comprenderlo, questo è l’Elia che doveva venire”. E in un’altra occasione a Nicodemo: “Se un uomo non nasce a nuova vita, non può vedere il Regno di Dio”.
Quasi tutti i riferimenti sono però scomparsi perché, nel 553 d.C. durante il concilio di Costantinopoli, la regina Teodora, per motivi personali, spinse dei vescovi compiacenti a togliere dai Vangeli tutto quanto riguardava la reincarnazione. Da allora la Legge della Rinascita è stata bandita dal credo cristiano e considerata un’eresia.
Molte persone negano poi la reincarnazione perché affermano che l’uomo non ha il ricordo delle vite passate. Dobbiamo considerare a tal proposito che l’Anima, ad ogni rinascita, prende un nuovo corpo e di conseguenza un nuovo cervello. Solo il cervello ha la facoltà di ricordare e perciò non può ricordare cose non ancora registrate. Gli iniziati, invece, sbloccando il funzionamento di certi organi, hanno la possibilità di acquisire la facoltà di memoria delle vite passate in maniera indipendente dal cervello.
Se non si accetta che l’uomo ha molte vite alle sue spalle e tante ancora davanti a sé non si può neppure riuscire a comprendere la Legge del Karma perché queste due verità sono strettamente legate l’una all’altra.


La legge del Karma e della Rinascita non è una legge di punizione bensì una legge di giustizia. Ogni causa ha il suo effetto e tutti gli organismi le sottostanno: dall’atomo, all’uomo, al cosmo.

Esiste un karma individuale, familiare, nazionale, ecc… Il nostro karma é collegato, intrecciato, a volte annodato a determinate persone e situazioni. Finché non abbiamo esaurito le esperienze e sciolto ogni nodo, incarnazione dopo incarnazione, riallacciamo i nostri rapporti sempre con le stesse persone: genitori, figli, amici, compagni di lavoro. Sfuggire questi rapporti non serve; la VITA ce li riproporrà. La grande possibilità di cambiare il nostro karma ci è data dall’amore e dal perdono che ci permettono di liberarci dai legami difficoltosi.
Tutto è interconnesso, anche la più piccola azione ha la sua controparte, vale a dire l’effetto. Il problema di molti esseri umani è quello di non riuscire a collegare i fatti della propria vita con le azioni del passato e di trovare sempre un capro espiatorio per le proprie disavventure negli altri o nel destino, con il risultato di sentirsi, di conseguenza, delle vittime.

Se si riuscisse a capire che l’azione negativa del karma è in realtà il risultato dei propri errori, di pensiero, si eliminerebbe quel risentimento e amarezza verso la vita. La comprensione e l’accettazione della Legge di causa ed effetto ci aiuta, infatti, a farci sentire sempre più responsabili verso noi stessi e verso gli altri.
Ognuno di noi porta in incarnazione tutte le azioni buone e cattive del passato. Attraverso l’azione del karma veniamo, quindi, educati a compiere atti giusti verso noi stessi e l’umanità. Il libero arbitrio ci permette di collaborare o resistere; opponendo resistenza alla Legge si andrà incontro alla sofferenza e sarà solo attraverso di essa che riusciremo, cambiando, ad evolvere.


Il karma esiste sia sul piano fisico che a livello emotivo e mentale. Ogni nostro intenso pensiero o emozione si raggruppa con i suoi simili creando una forma pensiero che, nel tempo, se viene alimentata, diventa sempre più grande e potente. Tutto quanto creato a quei livelli precipita, prima o poi, sul piano fisico. La motivazione dei nostri pensieri determinerà se queste azioni creeranno un karma positivo o negativo. Per questo, a volte, noi siamo sconcertati dalle situazioni della vita e non riusciamo a cogliere il nesso tra il pensiero e il fatto.
Dobbiamo renderci conto che siamo responsabili di tutto ciò che immettiamo sui vari livelli. Si comprenderà così l’assioma: L’energia segue il pensiero”.

TUTTOENIENTE

 Fonte: Associazione Pax Cultura

Questo articolo è stato pubblicato in Spiritualità da mary_joy . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

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