Mi sembri TRISTE..Spesso è un amico che ce lo dice, anche se la cosa può non farci piacere.. OSHO

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Qui OSHO mi sembra più alto... Per me ha messo i trampoli..hahahaRisatona

Mi sembri TRISTE

Spesso è un amico che ce lo dice, anche se la cosa può non farci piacere.

Osho, c’è questa tristezza dentro me con la quale non riesco a connettermi. Lo so che è il mio ego, ma mi stanco che la gente mi dica sempre che sembro triste. Anche quando sono contento, continuano a dirmi che c’è tristezza pure in quei momenti. Non so proprio che fare.

Fai una cosa: quando qualcuno te lo dice, accettalo con profonda gratitudine e rispondo che hanno ragione, che sì , sei triste. Tu stai evitando questa situazione. Ecco perché ti senti ferito, altrimenti non lo saresti.

Se qualcuno ti dice che sei bello, non ti senti ferito. Gli sei grato, è un complimento.

Perché ti senti ferito quando qualcuno dice che sembri triste? Perché non vuoi essere triste, ma lo sei; e vuoi che nessuno si accorga di quanto sei triste, anche se lo sei.

Accettalo. Mettiti un cartello legato al collo: sono triste. Continuate a ricordarmelo, per favore.

Farà meraviglie. Scrivi un cartello e portalo per tre giorni.

Accettalo. Nessuno ti sta facendo del male, nessuno vuole ferire gli altri. Quelle persone sono molto gentili: se ti dicono che sembri triste, ti vogliono semplicemente comunicare che a loro piacerebbe che tu non lo fossi... ti vorrebbero contento perché la tua tristezza rende tristi anche loro.

Chiunque ti si avvicini – un amico, il tuo amore... se sei triste rendi triste anche lui. Crei un contesto di tristezza e chiunque entri nella tua sfera si ritrova irrimediabilmente triste. Se continua a ridere, nonostante la tua tristezza, diventerebbe offensivo. Anche se ha voglia di ridere, anche se è venuto per ridere un po’ insieme a te, non può... per essere educato, è una questione di buone maniere. E se tu sei molto triste, e quella persona nutre dei sentimenti verso di te, gli dispiacerà davvero. Quando ti dice che sembri triste, sta semplicemente affermando che non va bene che tu ti senta così.

Tu ti senti ferito perché mentre stai tentando di evitare questa cosa, lui arriva e te la mette proprio davanti agli occhi. Ringrazialo! Sentiti grato che te l’abbia fatto notare, e non tentare di nasconderlo. Che ci puoi fare? Se sei triste, sei triste. Non cercare di nasconderti dietro a un sorriso; non creare maschere, protezioni – nessuna facciata.

Una volta che l’accetti, scoprirai che a poco a poco arrivano momenti in cui ti dimentichi che devi continuare a essere triste... e sei diventato allegro. Proprio un attimo fa te ne sei dimenticato. Quando ti ho detto di metterti un cartello al collo, te ne sei dimenticato completamente: non eri per niente triste in quel momento.

La tristezza non è naturale per nessuno: è solo una disposizione d’animo passeggera, un’inclinazione, un’abitudine. Ce ne si può liberare. Esiste per tua scelta. Ma il modo di liberarsene non è combatterla. È necessario trascenderla. Quindi bisogna accettarla. Prova a essere davvero triste per tre giorni. Se scopri che sei felice, diventa subito triste: devi seguire quello che c’è scritto sul cartello, altrimenti gli altri ti chiederanno che cosa stai combinando. Se ti scopri a sorridere anche solo un po’, o qualcosa di simile... sentiti in colpa!

Si tratta solo di una vecchia abitudine nella quale continui a cadere. Un’abitudine ha bisogno che tu sia inconsapevole, vive della tua inconsapevolezza. Se tu ne diventi consapevole, l’abitudine scompare.

Quindi per tre giorni sii consapevolmente triste, continuamente triste, triste con totale perseveranza. Non permettere che il tuo umore cambi... riprendi immediatamente il controllo e torna alla tua tristezza.

Non ci riuscirai!

tratto da: Osho, Above All, Don’t Wobble # 27

www.gianobifronte.it/3_RIVISTE/3c_osho_times/2003/osho_10_ottobre_2003_completo.htm - 346k -

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