la nuova me stessa.....................( C'E' POSTA PER MARTINA )

 

Cara Marinella,

oggi mi e' accaduta una cosa che ha avuto il potere di risvegliare in me stessa il vulcano che ho dentro:

Chiamo una persona con cui collaboro in tema di lavoro/conf e gli chiedo un favore in merito ad un lavoro che gli competeva.

Premetto che doveva impostare la modalita di fare una fattura come modello, che io uso per creare delle fatture e premetto anche che erano tre volte che chiedevo modifiche del modello (una volta perche' mancava il simbolo dell'Euro una volta perche' le righe erano troppo corte) tempo materiale impiegato: 3 ore in totale.

Questa volta chiedo una ulteriore modifica e la chideo a lui perche' gli compete essendo programmatore e tecnico di lavoro. risposta sua scocciata sgarbata fuori luogo e da uomo della pietra con clava in mano che tira la donna dalla chioma dei capelli ( insomma primitivo e con le sue cose):

"Eh Martina impara a farle tu ste cose, io non ho tempo, non ti posso stare dietro impara a farlo tu, sono 4 volte cn questa che ti aiuto"

con tono che solo a sentirlo mi fa attorcigliare i capelli e non solo quelli e mi fa crescere le unghie ad uncino..... bene conto fino a due e con il tono che tantop ho imparato nel mio lavoro mantengo la calma e rispondo:

" se tu avessi controllato bene la scorsa volta nn sarebbe accaduto, comunque ho in mente anche di fare un corso di pc cosi lo faccio io"

lui zitto, finisco la telefonata ringraziando perche fara il lavoro che gli ho chiesto.

Chiudo la telefonata e faccio una mail  di fuoco per sfogarmi e per farmi una bella katarsi e per informare del comportamente da uomo della pietra chi di dovere.

cosa sento? Sento che sono incavolata come un grillo quando non puo cantare perche' piove, perche' quello che mi ha dato fastidio e' stato il suo tono da feci nn defecate, non ho tanta confidenza cn questo essere ma ti posso dire che mi sono sentita come una bambina di 12 anni con davanti un padre idiota che gli rompe le palle.

NO BASTA, ERA DA MOLTISSIMO TEMPO CHE NN SENTIVO SU DI ME UN TONO COSI DI CACCA E NN LO SOPPORTO.

DA ZERO A DIECI ; FASTIDIO DIECI MILA.

INOLTRE TI CHIEDO:

MA PERCHE' NONOSTANTE QUEL SUO MODO E TONO DA UOMO DELLA PIETRA (POTEVA ANCHE ESSERE DA DONNA DELLA PIETRA) IO NON MANDO MAI A QUEL PAESE LA GENTE??????

PERCHE' GLI HO DETTO LE GIUSTE COSE MA CN UN TONO EQUILIBRATO?

QUESTO IDIOTA DI 50 E PASSA ANNI CREDE CON IL SUO SCHIFO DI TONO DI DARE UNO PSEUDO INSEGNAMENTO A ME CHE NE HO MOLTI MENO,

QUANDO IN REALTA' SONO IO CHE CN IL  MIO TONO E MODO EQUILIBRATO GLI HO DATO L'INSEGNAMENTO.

COME PUO' UN ESSERE UMANO USARE UN TONO COSI DA SCHIFO CON UN ALTRO?

MA CHI E'?

MA PERCHE?

NON LO SOPPORTO PROPRIO PIU'.

NON INTENDO SOPPORTARE QUESTO  PIU'-.

DIMMI QUALCOSA PLEASE, PERCHE' IO SONO PURE CARINA E GENTILE MA QUESTO NN VUOLE DIRE CHE LE PERSONE POSSONO PARLARE COME VOGLIONO.

NO NO E NO. NON LO ACCETTO.PIU'.

BASTA,

mi date una mano, please?

 

,MARTINA

Perchè nel mondo esiste una

Perchè nel mondo esiste una gamma infinita di uomini e dal loro atteggiamento si può individuare il loro livello di coscienza raggiunto..

Per quanto riguarda il fatto che non sai rispondere come gli è dovuto al momento, i motivi possono essere parecchi.

Uno che penso sia percettibile è che hai ancora bisogno del suo aiuto. Questa pseudo dipendenza rende automaticamente deboli... Ci sono vari tipi di debolezze che vanno ricercate nel nostro inconscio= vissuto...

Certamente.. umanamente hai tutte le ragioni a pretendere rispetto, ma chi è villano, incattivito, è perchè non vive certamente bene con se stesso.

Ecco perchè dobbiamo imparare a diventare dei sassi e non più spugne. In questo modo il nostro ego non rimane tanto ferito perchè la consapevolezza che, vede con chi stiamo interaggendo, comprende e soppesa dando il giusto valore.

Comunque fino a che non si è raggiunto questo stadio è giusto e doveroso incazzarsi e fare, come stai facendo tu, una doverosa katarsi..

Che pazienza ci vuole vero Martina? hahahhaah..

Un caldo e rilassante abbraccio ..{#emotions_dlg.big-hug}

Benvenuta in Fiumesilente..{#emotions_dlg.salut}

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TI ALLEGO QUESTO INTERESSANTE ARTICOLO.. VALE IN GENERALE..

EMPATIA.....LA SPUGNA E IL SASSO..

Spiaggia di sassi e fiori<br />
 Archivio Fotografico - 1728497

Una metafora può rappresentare l’empatia: “Immaginiamo di trovarci in un bosco verde rigoglioso, riscaldato da un sole tiepido e luminoso, nel bosco scorre un ruscello di acqua limpida, nel ruscello vediamo un sasso e più in là una spugna. Il sasso è bagnato totalmente dall’acqua del ruscello, ma mantiene integra la sua struttura, la spugna, bagnata dall’acqua del ruscello si impregna e via via si deteriora”.
 
 
L’operatore empatico può essere paragonato al “sasso”, non per la sua durezza, ma per la possibilità di rimanere integro, consapevole e ben saldo nel proprio “mondo”, che conosce bene e accetta, pur facendosi totalmente bagnare dal mondo dell’altro, delle persone con le quali interagisce, con le quali comunica.
L’operatore “spugna” confonde le sue mappe concettuali, i suoi vissuti, le sue emozioni con quelli degli altri e in tal modo, non solo non è più in grado di rimanere ben saldo nel suo ruolo professionale, ma rischia di deteriorarsi e di doversi ad un certo punto strizzare proprio come una spugna.

 www.epicentro.iss.it/focus/flu_aviaria/DeMei6.pdf -

 

Essere empatici significa anche essere congruenti tra ciò che si pensa e si prova e ciò che si esprime con la comunicazione verbale e non verbale. Significa essere capaci di non emettere giudizi, separandosi temporaneamente dal proprio mondo percettivo per immergersi in quello dell’altro, “come se” fosse il proprio. Significa evitare il consiglio e l’interpretazione.

Il termine empatia deriva dal greco empatheia e significa “sentirsi dentro l’altro”.
L’empatia è l’abilità di saper entrare nello schema di riferimento dell’altro, la capacità di vedere il “mondo” con gli occhi dell’altro e avere informazioni dal suo punto di vista sia razionale che emotivo (pensieri, vissuti, emozioni, significati) per poter capire le sue richieste e i suoi bisogni.

E’ l’abilità di aprirsi all’esperienza di un’altra persona, di seguire, afferrare, comprendere il più pienamente possibile l’esperienza soggettiva della “persona”, ponendosi dal suo stesso punto di vista, senza assumerlo come proprio. E’ la capacità di percepire lo schema di riferimento interno di un altro con accuratezza,e le componenti emozionali di significato ad esso pertinente come se fossi l’altro senza mai perdere di vista questa condizione di "come se "

Significa perciò sentire la preoccupazione, l’emozione di un altro come lui la sente e di percepire le situazioni come lui le percepisce, ma senza mai dimenticare che è “come se”.......
Se questa condizione di "come se" manca, allora non parliamo più di empatia, ma di identificazione.

MARINELLA.....{#emotions_dlg.big-hug}

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