Ricevuto da Nene, ispirato da Nene dal Campo del Sottile

IL TOCCO DI UN ANGELO CHE CONOSCEVA IL VALORE -TEMPO......

ISPIRATA

DEDICATO A NENE CHE HA VISSUTO POCO, MA HA AMATO MOLTO....

Ciao piccola donna, come una meteora hai sfiorato questo pianeta, ti sei soffermata un attimo, quel tanto per comprendere che la tua sensibilità non ti avrebbe permesso di dimorarvi a lungo.
Hai vissuto in punta di piedi e come una moderna cenerentola sei stata al servizio di un umanità che ti ha dimostrato solo limiti grossolani privi di quella leggerezza di cui il tuo cuore quotidianamente si nutriva.
Dalle parole del diario traspare l'attesa costante di un amore che solo colei che già lo possiede, conosce.
Piccola donna di vetro vestita, quanta dolcezza hai saputo trasmettere, quanta nostalgia dell'infinito è racchiusa tra le sofferte righe; hai saputo farmi sentire quanto il tempo può influenzare i nostri stati d'animo .

Tre parole vengono ripetute quasi ossessivamente; nervosa, stufa, attesa, tutto ciò l'hai ben celato, racchiuso in una silente gabbia, in modo che coloro che tanto amavi non potessero vedere il tuo mondo interiore colmo di una rabbia che non conosceva confini.
Come vorrei tanto averti incontrata in quel paesino immerso nel verde, che seppur inconsapevole ma distante contribuiva a lenire ferite che chi, non potendo sentire il tuo urlo privo di voce, proseguiva incurante nel suo miope mondo, ignorando che una delicata farfalla dal nome Nene, si stava preparando a lasciare questo pianeta per ritornare dove il non tempo l'avrebbe accolta come si accoglie un angelo sceso in missione sulla terra dopo aver seminato dolcezza nel cuore di coloro che hanno saputo riconoscere la fragranza del suo tocco d'angelo.
Ti voglio bene Nene, penso che anche quel ragazzino alto dagli occhi verdi che ha saputo conquistare il tuo cuore, ti abbia amato.

Non sei riuscita a scacciarlo dai tuoi pensieri, eppure ci hai tanto provato, pensavi che non era il caso di perdere del tempo in queste cose, la tua vita si svolgeva nelle praticità, credevi di non avere il diritto di prenderti del tempo per i tuoi sogni di bimba, per te la felicità era un lusso, anche se sapevi esattamente che era contemporaneamente un sacrosanto diritto.
Ora sai, che forse i momenti vissuti sulla terra che ti hanno dato più gioia erano quei piccoli spazi che riuscivi a rubare tra un impegno e l'altro.
Sei nata per inebriarti di cose belle ,ma per vari motivi, da te compresi e condivisi, descrivevi come umido e brutto il luogo dove eri costretta a vivere. Solo la speranza di allargare i tuoi confini non ti ha mai abbandonato.
Tenera e commovente è la tua spasmodica attesa di poter entrare nella nuova casa, ma quelle anelate mura poco hanno potuto ricevere il tuo amore, il tempo, o meglio la mancanza dello stesso, ti ha privata anche di questo sogno che ti avrebbe fatto sentire alla pari delle tue amiche che vivevano in case luminose, come tu stessa usavi definire..
Qualcosa che ritenevi tuo era quel Lessie che hai trovato abbandonato,
l'hai curato, nutrito con tutto il tuo amore e lui ricambiava questa dedizione, ma purtroppo anche di questa gioia sei stata privata e loro incuranti della sofferenza che avresti provato allontanando il cane, che non ha avuto neppure la dignità di un nome, il tuo paparino come tu l'hai chiamato ( da questo nomignolo traspare tutto il tuo dolore) l'ha regalato ai tuoi cugini di Vigevano promettendoti presto un altro Lessie.
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Ma così non è stato, dopo parecchi mesi è arrivato al suo posto un cane da caccia, tu dici che avevi già pensato che lui non avrebbe mai acquistato un cane tutto per te, infatti non hai sbagliato, l'ha fatto per lui.
Nonostante questo, tu hai cercato di affezionarti anche a lui, l'hai curato con tanto amore anche se il tuo cuore piangeva ancora per il senza nome e
poi finalmente ti sei permessa di ribellarti quando hanno legato il cane alla catena nella stalla.
Così la rabbia è esplosa, e come potevi anima bella sopportare anche questa ennesima “crudeltà” ?
In questo caso la divina provvidenza ti è venuta incontro, a causa delle lamentele dei vicini per il continuo abbaiare del cane (chissà perchè non hai riportato i nomi dei cani, forse ne erano privi?) tuo padre l'ha riportato agli zii che glielo avevano regalato.

Cosi si è riaccesa la speranza di ottenere un bel Lessie, e l'attesa si è di nuovo impadronita di te, Nene è forte! deve avere pazienza dicevi;
Poi aggiungevi...ma ne è proprio sicura ?
Spesso alla fine del pensiero che così generosamente offrivi alle pagine del diario dicevi: Oggi volevo dire tante altre cose, compresa quella che mi sta a cuore, poi aggiungevi! ma non ho più tempo, in qualche modo sentivi che se avessi continuato toglievi qualcosa a quello che tu definivi; doveri prioritari.
Forse pensavi che riuscire a dimenticare era il miglior modo per non sprecare del tempo che per te, in modo quasi ossessivo acquistava un immenso valore.
Praticamente è come se giocassi al risparmio, ma ciò che andava sacrificato era ciò che ti rendeva felice, come ritagliare dei piccoli momenti per poter dare sfogo a quello che tanto amavi fare.. scrivere.
Quante parole trattenute, quanti pensieri inespressi, hai dovuto imparare l'arte di trattenere le emozioni per non fare del male a coloro che nonostante tutto, tanto amavi.
Sei giunta a rimpiangere quei pomeriggi trascorsi in compagnia della mamma e della signora Genoveffa mentre spettegolavano del più e del meno, piuttosto che restare sola.
Quanto devi aver sofferto nel ricevere quei rimproveri che tu non ritenevi giusti, una nonna brontolona, un papà assente per troppo lavoro, una mamma che difendeva il figlio maschio anche se si comportava con te in modo scortese, ma tu dovevi comprendere, essere buona, brava, altrimenti ti veniva rimproverato di essere bisbetica, cattiva.

A questo punto ti sei chiesta cosa dovevi fare, ribellarti, fare sentire le tue ragioni non ti aveva dato l'esito desiderato anzi, in cambio ciò che ricevevi erano sempre le solide acide parole, e cosi hai pensato che l'unico modo per poter continuare era quello di sopportare, rinunciare all'aspettativa di ricevere parole d' incoraggiamento.
Molto meglio sarebbe stato convincere te stessa che a causa dei vostri continui fraterni litigi, i tuoi cari si erano stancati così tanto da non essere più disposti ad ascoltare, e di conseguenza prendere in considerazione le tue personali ragioni.
E' una gioia sentirti descrivere la gita a Firenze con l'entusiasmo di una bimba che ha incontrato grazie alle bellezze della città, parti di se stessa che mai avrebbe immaginato possedere.
Forse è per questo motivo che la magia del passato ha potuto avvolgerti nell'antica malia, facendo cosi riaffiorare dall'inconscio profondo, sedate emozioni che hanno avuto il potere di inebriare la tua essenza di quella felicità ancora sconosciuta all'essere comune.
Mi piace pensare che durante le tue passeggiate di ristoro attraverso i vasti prati e boschi del tuo paesino, il tuo pensiero sia salito là, dove volano le aquile e abbia così potuto raggiungere la bianca lattea città sulle nuvole, dove tutti i desideri possono essere realizzati.

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Nel tuo ultimo scritto all'ospedale di Lecco, ( 4 maggio 1975) esprimi queste parole. ( scritto in inglese )

Mi chiamo Lorena. Ho 14 anni. Sono qui dalle quattro.
Questo è un ospedale moderno. Le infermiere di questo ospedale sono molto buone. Ora sono molto sola e non sono felice.

Mi chiedo come mai Nene hai preferito scrivere in inglese il tuo ultimo messaggio, ma questa è una curiosità irrilevante.
Alla pagina 53 del diario ti lamenti perchè senti parlare in continuazioni di cose per te così futili al punto da stordirti, sei in balia dei vari doveri che lentamente ti stanno soffocando, compiti, scuola, ricerche, le costanti ossessive faccende di casa, la calata domenicale dei parenti che tu definisci barbari, a cui Lorena deve preparare il caffè, le sedie e chissà quant'altro.
Ti sei accorta che nella nuova casa pur grande che sia, tu non riesca comunque a trovare un posto dove poter nasconderti, dove sentirti protetta. Mio dolce angelo quanto deve essere stata grande la tua impossibilità a trasmettere il tuo grande bisogno di essere ascoltata, coccolata ma sopra tutto compresa.
Non conosco gli ultimi episodi precedenti alla tua dipartita da questo mondo,
però posso intuire che quella costante stanchezza compagna fedele di ogni tua giornata era probabilmente il segnale che la malattia già aveva intaccato la tiroide.

Chi ha una pur piccola infarinatura medica sa che la stanchezza e il nervosismo, che può avere anche punte di isterismo, è un chiaro sintomo che la ghiandola tiroide ha dei problemi.
Nonostante questo triste quadro che riguarda la tua salute, tu non conoscevi sosta, la tua preoccupazione era rivolta al nonno, alla mamma che soffriva di artrosi, alla nonna, alle pulizie, alla scuola, insomma per te solo avanzi di tempo, eppure eri tu colei che stava lentamente morendo.
Mia amata farfalla mentre sto scrivendo sono invasa da una tristezza infinita, sento un nodo alla gola che mi da un senso di soffocamento, improvvisamente la testa è confusa e una stanchezza incredibile è scesa dentro di me, sento scontentezza, insoddisfazione, paura, è terribile.
Non sono più in grado di continuare a scrivere, riprenderò più tardi.

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Riporto alcune frasi della pagina 52 dove tu dici che sei stata parecchi mesi senza scrivere sul tuo amato quadernetto.

“Devo dire che adesso mi trovo in uno stato che non è certamente tra i più rosei."
E' questo un periodo in cui avrei tanto bisogno di riflettere, di fare lunghe passeggiate, di pensare, magari di piangere, ma tutto ciò è impossibile.
La mamma sta ancora tanto male e in casa penso a quasi tutto io.
Sono qui racchiusa in questa casa troppo grande da ripulire.
Fisicamente sono sciupata, magra, pallida.
Con questo non voglio dire di essere una povera cenerentola.
(per me lo sei dolce Nene) Ho sempre studiato e accudito alla casa con grande gioia, contenta di essere utile.
Ma questa fatica, veramente grande per me, non è capita .
Mi si sgrida quando urlo perchè si sporcano i pavimenti, sono costretta ad accettare critiche continue.
Per me è davvero difficile studiare e riuscire a prendere buoni voti, ma nonostante tutto ce la faccio.
Questo mio sforzo però non è, almeno secondo le apparenze, valutato.
A volte mi sento davvero giù e la mamma teme che possa prendere un esaurimento; chissà, forse si preoccupa solo perchè poi dovrà curarmi.
Gesù, ma come faccio a dire certe cose?
Riposa un poco Nene.”

Avevi un grande desiderio, imparare a suonare il pianoforte, ah, la musica! Che meraviglia, che estesi, che gioia ascoltarla, dicevi..........
Quando sento un brano musicale che riesce a toccare il mio cuore di pietra dimentico tutto ciò che mi fa infelice:persino i miei difetti.
E' come se la musica mi invitasse a migliorare, ma con dolcezza.
Mi vergogno ad ammetterlo perchè so che questo è uno dei miei sogni più folli, più irraggiungibili. Peccato.

Ma in realtà chi è Nene ? Cosa c'è dietro questo muro di capriccioso orgoglio ti domandavi! Poi aggiungevi, lo so io cosa c'è.
C'e' soprattutto molta timidezza, questa mi rende chiusa, incapace di comunicare apertamente con gli altri, devo ammetterlo dicevi, il mio modo di nascondere la timidezza non è certo il migliore.

Dio mio Nene, avevi solo tredici anni, cosa volevi fare di più!
Chi ha avuto l'ardire di farti credere di avere un cuore di pietra?
Siamo sulla terra per imparare,per sperimentare, per commettere errori.
Non dobbiamo giudicare noi stessi severamente; dobbiamo affrontare la vita un gradino alla volta, senza misurarci con gli altri.
Dobbiamo perdonare noi stessi ed essere grati per le cose che ci aiutano a crescere.
Le sfide più dure un giorno si riveleranno essere le nostre migliori insegnanti.
Siamo come bambini che muovono i primi passi cercando di capire come utilizzare le proprie forze.
Sono forze potenti e sono governate da leggi che ci proteggono da noi stessi.
Ma se cresciamo e cerchiamo il positivo intorno a noi, queste leggi ci saranno rivelate.
Ci verrà dato tutto ciò che siamo pronti a ricevere.
Ma tu tutto questo ora lo sai vero Nene?
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Ora sai che la vita può essere paragonata al fiume( il fiume è una metafora per indicare la vita) dall'eternità il tuo fiume scorre, scorre, e continua a scorrere, così, la tua vita, la mia vita, e la vita di ognuno.
Io sono grata al tuo fiume, tu hai testimoniato a coloro che ti hanno incontrato”anche attraverso il tuo diario”che il combustibile che ha alimentato la tua luce generata dall'amore e dalla compassione è l'altruismo.
Nessuno è insignificante nel mondo, ogni anima ha un infinito valore, e per quanto mi riguarda posso dire che i tuoi pensieri così sentiti, semplici, vissuti,
sottratti con tanta tenacia al tempo, per te così prezioso, hanno avuto la funzione di farmi pensare, è come se una forza misteriosa mi “obbligasse

a comunicarti il mio pensiero, sinceramente ancora mi sto chiedendo se tutto questo ha un senso.
Da due giorni un'energia alquanto bizzarra pervade il mio essere, penso a te con tenerezza infinita, tu, sconosciuta fino a pochi giorni fa, sei diventata improvvisamente fonte di ispirazione, di calma, ma anche di un inspiegabile sconcerto.
Hai lasciato questa terra più di trenta anni or sono, eppure ti sento qui presente, quale è lo scopo, se c'è uno scopo !
Vuoi forse rivelarmi che esiste una vita nascosta e formativa che lavora dentro e attraverso tutte le cose, una vita non separata dalla nostra stessa esistenza?
Ma già io credo, credo che snudare il mistero delle nostre origini, del nostro destino in comunione con entità angeliche, ha lo scopo di farci assumere la responsabilità e il rigore di una vita creativa ed ispirata.
Confido che, ricercare attraverso noi stessi contribuisca a renderci consapevoli, e con più ci addentriamo in questa materia, con più diventiamo sensibili e ricettivi al campo delle energie.
Sai Nene, in questo istante sto percependo ( che sia ispirato?) che il tuo grande cuore, ancora si sta preoccupando per coloro che un tempo ha lasciato, forse vuoi essere a loro vicino per sostenerli come hai fatto nella vita; questa vita !
E se così fosse, è perchè ritieni che siano tempi di cambiamento, e tu vuoi comunicare la tua vicinanza sotto forma di conforto e sostegno?
Non importa Nene, qualunque evento sia in atto, ritengo che sia corretto che io segua semplicemente il mio fiume = sentire.

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Le ultime parole del quadernetto sono:

“Mi aspettano giorni faticosi, la mamma dovrà recarsi in ospedale per una cura ed io dovrò lavorare molto, anche perchè fra pochi giorni si riaprono le scuole.
Spero di farcela ad accudire alle faccende di casa e agli impegni scolastici.
Naturalmente dovrò metterci tanta buona volontà e questa, per fortuna non mi manca.”

Bene consapevole cenerentola, dai tuoi scritti emergono tre punti di forza. Essi sono, volontà, determinazione e coerenza.
Volontà, di lavorare per contribuire al bene della tua famiglia.
Determinazione, nell'essere sempre presente, attenta alle necessità altrui.
Coerente, perchè nonostante la stanchezza e il nervosismo che la malattia (allora ignorata) certamente ti provocava, tu, meravigliosa creatura continuavi a svolgere le infinite mansioni, mansioni pressanti già per un adulto, figuriamoci per una ragazzina di tredici anni, ammalata di una malattia infima, e difficile da diagnosticare in tempi recenti.
Posso testimoniare questo pensiero, perchè all'età di vent'anni ho sofferto di ipertiroidismo, ma prima di scoprire la causa del mio nervosismo, per non dire isterismo, ci sono voluti anni di sofferenza e ......non era cancro.
Chissà cosa devi aver pensato Nene quando sentivi le forze mancare, o quando venivi rimproverata per i costanti balzi d'umore, sintomi indicatori di un alterazione alla ghiandola tiroidea.!

Alla pagina centodieci intitolata “ pagina di diario non scritta” tratte da (Sap. 4, 13) si trova questa breve frase.

Non perchè il diario si interrompe,diventa la pagina più importante perchè è quella che mi spinge nel mio mondo interiore, mettendomi a confronto con me stessa sollecitata da chi, vivendo giustamente “ ha raggiunto in breve tempo la pienezza di tutta un vita”

Si dolce Lorena
tu giglio, fra pochi gigli
tu farfalla fra elefanti ignari ed esosi
tu loto, bianco fiore che emerge dal fango in tutto il suo splendore
tu che tanto risplendevi di pura Luce, da essere colta da questo mondo
come puro atto d'amore.

E' un grande onore per me aver conosciuto un angelo dal nome Lorena, che con la sua discesa nella densa materia ha testimoniato al mondo che nulla può essere trattenuto per se, perchè ciò che si possiede o ci si illude di possedere è solo ciò che in realtà non esiste veramente.
Nene, l'amore che hai saputo trasmettere al mio cuore è un amore fatto di dedizione, un Cuore che riesce ad assaporare la felicità solo se sa rendere felici coloro che tanto ama.
Non agisce così anche lo Spirito, scintilla Divina che vibra in ogni creatura? Esso gioisce ogni volta che amiamo, perchè così facendo permettiamo alla Divinità di trasmettere il Suo Amore attraverso noi, ed aggiungo: del mio io non so che farmene, infatti è fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, avete mai provato ad accalappiare un sogno?
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Grazie Coscienza che hai permesso il contatto.... Grazie Nene. Grazie Marinella.

GRAZIE NENE

Io stessa avevo trascritto “in bella” questo messaggio, ma come mi è già successo recentemente con altri messaggi, l’ho riletto con altri occhi.

Questo paragrafo, uno tra tanti, ha attratto la mia attenzione:

“Ora sai che la vita può essere paragonata al fiume ( il fiume è una metafora per indicare la vita) dall'eternità il tuo fiume scorre, scorre, e continua a scorrere, così, la tua vita, la mia vita, e la vita di ognuno.
Io sono grata al tuo fiume, tu hai testimoniato a coloro che ti hanno incontrato, anche attraverso il tuo diario, che il combustibile che ha alimentato la tua luce generata dall'amore e dalla compassione è l'altruismo”.

Nessuno è insignificante nel mondo, ogni anima ha un infinito valore.

Ecco, mi piace l’idea di questa metafora del fiume e del valore di ogni singola vita; si riallaccia a ciò che stiamo facendo e sperimentando anche grazie alla scuola.

Potrei scrivere un romanzo su questo dono che ci è stato trasmesso, ma mi fermo a questa considerazione e mi piacerebbe sentire le sensazioni dei miei compagni di banco.

Un abbraccio da NORINELLA

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