Noi siamo scienza e non fantascienza ... Chakra

Il termine Cakra solitamente
translitterato
in Chakra, proviene dal sanscrito
e significa "ruota", ma ha molte accezioni tra le quali quella di
"plesso" o vortice. È
un termine utilizzato nella filosofia
e nella fisiologia
tradizionali indiane. Nella
tradizione occidentale moderna tali chakra vengono talvolta identificati con il
nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali.

 

I chakra sono centri
simbolici del corpo umano, a volte associati a gangli (granthi) o organi fisici, tra i quali si muoverebbe un'energia variamente
definita (prana, o in casi particolari kundalini o avadhuti) e la loro conoscenza è
trasmessa da molti sistemi di yoga,
nelle diverse tradizioni induiste,
buddhiste e jainiste con
mappature diverse. Molte tradizioni concordano sul fatto che i chakra agiscano
come valvole energetiche.

Uno squilibrio a livello
di un chakra determinerebbe uno squilibrio d'energia nei determinati organi
associati. Molte moderne terapie naturali, soprattutto la Cristalloterapia ed
il Reiki, si basano
sull'analisi dei chakra; la Riflessologia
e l'Aromaterapia
lavorano sugli stessi meridiani e la meditazione e
visualizzazione basate sui colori,
sarebbero strumenti importanti per bilanciare i chakra.

Ciascuno dei chakra ha
il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino
corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola.

Secondo il Vedānta, il corpo
fisico e il corpo
sottile
(Sukṣma Śarira: le emozioni, pensieri, percezioni, stati di coscienza)
formano un insieme. Questi due corpi sono collegati a livello dei chakra,
quindi agendo sul corpo fisico si produrrà un effetto su quello sottile e
viceversa.

I chakra vengono
assimilati al Loto, questo
perché benché esso nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad un
fiore bellissimo e candido. Proprio per tale peculiarità è considerato un simbolo
di purezza: nato dal fango ma non macchiato da esso. Nella simbologia indiana
le acque stagnanti rappresentano l'indistinzione primordiale del caos e il loto che da esse sorge
rappresenta l'elevazione spirituale. Ogni "loto", ha un numero
particolare di petali, un particolare Yantra (mandala o forma
geometrica), un mantra ed è
associato ad un elemento (tattva), ad un senso e ad un colore.

Gli esseri umani, la
maggior parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali
o primari. Secondo alcune tradizioni, ogni chakra assomiglierebbe ad un piccolo
vortice con la parte più stretta dell'imbuto orientata verso il corpo ed ogni
chakra (con l'eccezione di due) avrebbe due metà o poli, una rivolta verso la
parte anteriore e l'altra verso la parte posteriore del corpo.

Il secondo gruppo per
importanza è composto da chakra minori che si troverebbero nei polpastrelli, al
centro del palmo delle mani, in alcune aree dei piedi, nella lingua o altrove.
Il terzo gruppo è composto da un numero praticamente incalcolabile di chakra di
dimensioni piccole e minuscole; infatti, in ogni punto in cui si incontrano
almeno due linee energetiche, anche infinitesimali, si troverebbe un chakra.

I sette chakra principali
Muladhara Chakra o Centro Basale o
Centro della Radice

Il Muladhara o Chakra
della Radice
.

Questo centro sottile
dai 4 petali si chiama Mooladhara e si situa sotto l’osso triangolare chiamato
Sacro. Questo centro è il solo ad essere posto fuori dalla colonna vertebrale e
corrisponde, a livello fisico, al plesso pelvico. Questo centro si occupa degli
organi genitali e delle attività sessuali. Le sue funzioni fisiologiche sono
tutte le forme di escrezione. Il senso della castità è essenziale per la
crescita in questo chakra. L’adulterio, la pornografia, l’attenzione lussuriosa
danneggiano questo chakra. Se l’individuo perde il suo equilibrio, la sua
memoria e la sua saggezza cominciano a mostrare segni di deterioramento, o
persino disturbi mentali. La sessualità non dovrebbe essere repressa. È un
desiderio normale. La saggezza risiede nel matrimonio perché questo vincolo è
un impegno collettivo nella società e ci da un sistema di sicurezza per la
corretta crescita dei nostri bambini. Il Mooladhara è una fonte di saggezza
assoluta e d’innocenza. Malgrado le leggi naturali, anche se danneggiato,
indebolito o malato, il potere del Mooladhara resta intatto e può essere ristabilito
attraverso il risveglio della Kundalini. Al momento di questo risveglio, il
Mooladhara protegge la purezza e la castità della Kundalini, permettendole di
passare attraverso i 6 centri. Il Mooladhara chakra una volta risvegliato
distrugge le paure, ci dona la potenza del Dharma (il codice del giusto
comportamento), la padronanza delle tentazioni e delle eccitazioni, la vittoria
sugli spiriti che possiedono gli altri, l’equilibrio, la saggezza, l’armonia,
il senso interiore della giusta direzione, l’innocenza, la fiducia e la
purezza.

Ha come simbolo
geometrico il triangolo con un vertice in basso racchiuso in un quadrato,
emblemi il primo dell'organo sessuale femminile e il secondo dell'elemento
Terra; in esso dorme Kundalini.
Il loto presenta quattro petali. Il suo Mantra-seme è Lam, La divinità preposta a questa ruota è
Brahma, la sua
energia vitale prende il nome di Savitri o sposa del creatore. La Terra è la Grande Madre da cui
scaturisce ogni essere. Il significato stesso del nome di questo chakra,
d’altronde, conferma il senso di «origine» che contraddistingue questo primo
livello energetico: Muladhara significa infatti «radice» ovvero
principio-energia capace di assicurare sviluppo e nutrimento a ogni cosa. Il
chakra della radice corrisponde agli organi genitali (gonadi), simbologia che rappresenta per
eccellenza la fertilità e la nascita della vita. È di colore rosso ed ha
soltanto una metà o polo. È orientato verticalmente con l'apertura dell'imbuto
che indica verso la Terra. È il chakra
da cui la coscienza entra nel
corpo fisico al momento della nascita. La sua funzione principale è legata al
corpo materiale, all'istinto di sopravvivenza. Produce un senso di armonia
fisica e mentale in rapporto alla natura; è legato alla vitalità sessuale, la
capacità di adattamento al mondo e di sopravvivenza, soddisfa i bisogni
primordiali quali il cibo, l'acqua, l'aria, il riparo. Poiché ha solo un polo,
tende ad essere un po' più grande degli altri chakra. È il chakra con cui
vengono assorbite le energie
della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l'atto sessuale.

Svadhisthana Chakra o Centro Sacrale

Il Svadhishthana.

Questo centro sottile
dai 6 petali si chiama lo Swadisthan. Il chakra dello Swadisthan gravita attorno
al Nabhi, come un satellite, delimitando così la regione del Void. È il solo
chakra ad essere moblie. È situato sotto il ventre al livello del plesso
aortico, alla base del canale destro, Pingala Nadi, che governa le nostre
azioni fisiche e mentali. È questo chakra che da all’individuo il suo potere di
creatività, di pensiero astratto e il suo senso dell’estetica. Grazie alle sue
qualità, gli esseri umani possono sviluppare il proprio stile di vita. La parte
sinistra di questo chakra è particolarmente sviluppata. È responsabile della
conoscenza pura, la conoscenza del Sé. La principale funzione di questo centro
è di metabolizzare le particelle di grasso dell’addome per procurare
dell’energia ai neuroni del cervello che si affaticano a causa di eccessi di pianificazioni.
Pianificare troppo, troppi pensieri, il consumo di alcool, di droghe, la
dominazione, una vita orientata verso l’ego esauriscono lo Swadisthan chakra,
dove si trova il fegato, che è la sede della nostra attenzione. Nel corpo
fisico, lo Swadisthan chakra controlla le funzioni dei reni, dei surrenali,
della parte inferiore del fegato, del pancreas, dell’utero e degli intestini.
Con il risveglio della Kundalini che apre questo centro, si diviene realmente
creativi, dinamici e spontanei.

Ha come simbolo
geometrico la falce di luna racchiusa in
un cerchio, emblema dell'elemento Acqua; i petali del loto sono sei. La
divinità preposta è Varuna, la sua
energia vitale o Shakti è Sarasvati.
Le ghiandole endocrine associate a questo chakra sono le ghiandole surrenali, adibite alla produzione di steroidei e
adrenalina. È di colore giallo, è bipolare ed è orientato orizzontalmente. È
fondamentalmente associato alla creatività in tutte le sue forme e al
raggiungimento dell'espressione di sè tramite la creazione. È collegato al
piacere fisico, alla gioia di vivere, al desiderio, all'aggressività naturale.
Come il chakra della Radice, Svadhisthana è legato al mondo materiale. Un suo
cattivo funzionamento è causa di mancanza di voglia di fare e continuo bisogno
di ricorrere ad eccitanti e stimolanti.

Manipura Chakra o del Plesso Solare

Il Nabhi Chakra ( o
Manipura Chakra)
.

Questo centro sottile
dai 10 petali si chiama il Nabhi (ombelico) e si trova nella regione del plesso
solare . Il Nabhi è il centro del benessere individuale e collettivo. Grazie
alla forza creativa del suo Swadisthan, l’uomo sviluppa i mezzi per controllare
le risorse naturali a proprio vantaggio e grazie a ciò diventa prospero e
ricco. Il denaro è importante per soddisfare i desideri e bisogni essenziali,
purché non diventi una priorità. Non c’è niente di male ad essere ricchi ma il
problema è di essere ossessionati dal denaro. L’avarizia e l’accumulo di beni
impediscono la circolazione dei soldi; l’avarizia è l’espressione di un
cervello egoista e primitivo, che non conosce la verità sui fondamenti della
vita. La generosità è la principale corrente di questo centro. Da un punto di
vista fisico, questo centro si occupa degli organi innervati dal plesso solare:
lo stomaco, gli intestini, il fegato e la vescicola biliare. La nostra
attitudine verso il cibo e il modo in cui mangiamo, colpiscono le secrezioni
digestive. Esso è bloccato o colpito da una cattiva alimentazione come l’alcool
o i cibi troppo grassi. Pensare troppo all’alimentazione colpisce pure il Nabhi
chakra. Il ritmo biologico del corpo che è gestito dalla milza, fa anche parte
delle funzioni del Nabhi. Il Nabhi chakra è ugualmente colpito dalla mancanza
di rispetto per la propria moglie, dalle noie domestiche o da uno stato si
stress a casa. L’individuo diventa vulnerabile alle malattie allergiche. Questo
centro è responsabile del benessere e dell’evoluzione della razza umana.
L’adesione cosciente alle leggi universali di condotta (Dharma) è fondamentale
per la sopravvivenza e la crescita dell’uomo. Quando la Kundalini attraversa
questo centro risvegliandolo, il ricercatore diventa soddisfatto interiormente
e generoso.

Ha come simbolo
geometrico il triangolo equilatero, emblema dell'elemento Fuoco.I petali del
loto sono dieci. Il Mantra-seme è Rang, la sua energia vitale è Bhadrakali. Il chakra del Plesso Solare è situato nel pancreas. È di
colore giallo, è bipolare ed orientato orizzontalmente. Questo è
il chakra della forza di volontà individuale, del carisma e dell'efficenza. Un
suo funzionamento eccessivo provoca incapacità di rimanere calmi, scoppi d'ira,
iperattività, disturbi di origine nervosa. Presiede le emozioni,
corrisponde al potere ed al controllo. Attraverso questo punto si gestisce
l'emotività, il desiderio di autoaffermarsi; è legato al potere e alla capacità
decisionale. La sua energia facilita l’assimilazione delle esperienze, rivela
gli obiettivi, permette l'uso positivo dell'energia personale, infonde capacità
decisionale, sicurezza e autostima. Il funzionamento carente invece causa
scarsa energia, timidezza,
bassa stima di sè, senso di inutilità.

Anahata Chakra o del Centro del Petto

Questo centro dai 12
petali si chiama Anahata e si situa al livello del plesso cardiaco, dietro lo
sterno, nell’asse del midollo spinale. È lì che, fino all’età di 12 anni, sono
prodotti gli anticorpi e inviati nel nostro sistema sottile, aiutandoci a
lottare contro gli attacchi esterni al nostro corpo e psiche, e proteggendoci
da malattie e intrusioni nocive durante la nostra vita. Quando il chakra del
cuore non è sviluppato correttamente o è bloccato, si soffre d’un importante
sentimento d’insicurezza. Il cuore è il punto centrale della creazione e dunque
tutti i chakras dipendono da lui. Potrebbe essere paragonato a una stazione
centrale dalla quale parte un’energia verso le parti del corpo. Il cuore è la
sede dello Spirito, la fonte della forza onnipotente, manifestata in Shiva.
Dunque un chakra del cuore forte è la base di una personalità sana e dinamica,
piena di amore e compassione. Questo centro sottile controlla la respirazione e
il funzionamento del cuore e dei polmoni. Con il risveglio della kundalini che
apre questo centro, si diventa una persona sicura di sé e in Dio, responsabile
e coraggiosa. Una persona così è capace di amare l’intera umanità senza alcun
interesse personale ed è amata da tutti.

Il Anahata Cakra.
Ha come simbolo geometrico il doppio triangolo incrociato. I petali del loto
sono dodici. Il Bija-Mantra
è Vam, la divinità è Isana e la sua energia vitale è Bhuvanesvari. Si trova al centro del petto,
allo stesso livello del cuore fisico e la ghiandola endocrina a cui è associato è il timo. È di colore
verde, è bipolare, è orientato orizzontalmente e il suo
elemento è l'Aria. Produce emozioni, come amore incondizionato, empatia e
comprensione verso gli altri, sensibilità verso l'ambiente esterno,
accettazione, pietà, bontà, il dare ed il ricevere ed in generale il prendersi
cura della vita (umana, animale, vegetale). Un suo cattivo funzionamento è
causa di sentimenti quali timore,
odio, avversione verso il prossimo, tristezza, disprezzo.

Vishudda Chakra o Centro della Gola

Questo centro dai 16 petali
si chiama il Vishuddi; si situa al livello della nuca, del plesso cervicale.
Questo centro sottile è responsabile del funzionamento del collo, della lingua,
della nuca, della bocca, delle orecchie, del naso, dei denti, del viso, della
pelle e delle braccia. Questi sono gli organi per mezzo dei quali comunichiamo
con gli altri. È attraverso il Vishuddi che possiamo comunicare con tutte le
Deità, poiché è la fonte dei mantras che si cantano. Le qualità del Vishuddi
sono il rispetto di sé, la visione distaccata del mondo esteriore, l’amore
verso l’umanità, una relazione non possessiva nei confronti della famiglia,
delle relazioni e degli amici. Questo chakra è stato creato per esprimere la
gioia dello Spirito. Così, l’umanità ha composto della musica e della poesia
alla gloria del Divino. Al livello fisiologico, controlla il funzionamento
della ghiandola tiroide. Il sentimento di colpevolezza, il tabacco e dei
comportamenti artificiali ed egoisti bloccano questo centro sottile. Il miglior
modo di mantenere il Vishuddi in buono stato è di adottare un comportamento
umile e di integrare questo comportamento all’insieme della personalità. Quando
la kundalini attraversa questo centro risvegliandolo, il ricercatore diventa
autentico, pieno di dolcezza e di rispetto comunicando con gli altri. Egli non
partecipa a discussioni e arguzie futili. Diviene estremamente diplomatico
nelle situazioni difficili, senza pomparsi l’ego. Gli ingredienti della
diplomazia divina sono una voce dolce, del tatto per avvicinarsi alla gente con
considerazione, discernimento, compassione, generosità e amore. Questo modo di
fare da un carisma personale e rende l’individuo magnetico. Tutto ciò che dice
la persona va dritto al cuore dell’individuo e anche delle masse.

Il Vishuddha Chakra
o della "purificazione". Ha come simbolo geometrico il triangolo equilatero nel quale è inscritto un cerchio, emblema
dell'elemento Etere (Akasa). Il Mantra-seme è Ham. La divinità preposta è Sadasiva e la sua energia vitale è Sakini. Il chakra della gola è situato
nella tiroide. È di
colore azzurro, è bipolare ed è orientato orizzontalmente. È il
chakra della Creatività inteso come manifestazione verso l'esterno. Questo
chakra sovrintende la comunicazione, la capacità d'ascolto e di parola, la sincerità. Produce
capacità espressive e chiare dell'intelletto, logiche
ed espressioni personali. Il suo potere è particolarmente evidente per quello
che riguarda la comunicazione,
verbale e non, l'eloquenza e la capacità di trasmettere le proprie idee in modo
chiaro, preciso e cristallino. Attivato, conferisce infatti il potere di
esprimersi e parlare in modo estremamente persuasivo e convincente. Gli
squilibri in questo chakra si manifesteranno come problemi quali
incomunicabilità, incapacità di trasmettere chiaramente agli altri le proprie
idee e sentimenti, incapacità di sfogare le proprie tensioni psicologiche,
stress e introversione. È responsabile della comunicazione con il mondo Etereo
(delle creature extracorporee).

Ajna Chakra o Centro Frontale

Il Ajna Chakra.

Questo centro sottile
dai 2 petali è l’Agnya chakra che si situa al centro della fronte. Questo punto
è conosciuto anche come il terzo occhio di Shiva. Nel corpo fisico è
rappresentato dall’incrocio dei 2 nervi ottici nel nostro cervello (il chiasmo
ottico). Questo centro controlla il funzionamento delle 2 ghiandole pituitaria
e pineale, che si manifestano all’interno di noi come il nostro ego e superego.
Poiché questo centro sottile controlla i nostri occhi, un impegno visuale
eccessivo (come il cinema, la televisione, il computer o la lettura) può
rovinare questo chakra, così come tutti i cattivi pensieri. Per pulire l’Agnya
chakra bisogna purificare il nostro sguardo. La collera repressa e il rifiuto a
perdonare, delle false nozioni su Dio, un ego gonfiato, frequentare persone
dall’influenza nefasta, bloccano questo chakra. Pensare e pianificare troppo
gonfiano troppo il nostro ego; fare delle proiezioni eccessive verso il futuro
blocca questo chakra. L’Agnya chakra dà la possibilità agli esseri umani di
perdonare e essere perdonati, affinché possano pulirsi da sé dai loro peccati e
dai loro karmas passati. Perdonando a sè stessi e agli altri si permette
l’apertura di questo chakra attraverso il risveglio della kundalini.

Ajna è gerarchicamente uno fra i più elevati dei chakra; in
questa ruota è anche contenuto il Manas; sui petali del loto vi sono le lettere Ham e Ksam; esso contiene la rappresentazione della sacra sillaba Om, sintesi di
tutti i Mantra. La divinità
preposta è Shambhu e la sua Shakti è Siddha-Kali. È anche conosciuto in occidente
come "Terzo Occhio" ed è
situato nello spazio tra le sopracciglia: la sua ghiandola a cui è
associato è l'ipofisi. È di
colore indaco, è bipolare ed è orientato orizzontalmente.
Influenza il mesencefalo,
dove vengono assorbiti tutti gli stimoli nervosi per potere essere inviati a
tutte le altre parti del cervello
(per cui il mesencefalo dà energia a tutta la regione del capo). È il chakra
che presiede la visione interiore o extrasensoriale. Esercita lo sviluppo della
capacità di concentrazione; la sua attivazione mediante meditazione permette
l'utilizzo del sesto senso e la capacità di manifestare le percezioni extrasensoriali, stati mistici,
proiezione mentale, e di viaggiare nel Piano astrale.
Produce il controllo della coscienza
e delle reazioni fisiche, purificazione e trasformazione dei pensieri in forme
di giudizio più raccolto, con la graduale diminuzione delle percezioni
sensoriali. Gli squilibri qui si manifesteranno attraverso incubi, fenomeni
psichici incontrollati o sgradevoli, mancanza completa di sogni, allucinazioni,
confusione mentale. È responsabile della percezione "visiva" dell'aura.

Sahashrara Chakra o Centro Coronale

Il Sahashrara Chakra
o "dei Mille Petali".

Questo centro sottile
dai 1000 petali, conosciuto con il nome di Sahasrara, è il chakra più
importante di tutti. È situato nell’aerea libica del nostro cervello. Il chakra
del Sahasrara è costituito dalla riunione dei 6 chakras: si tratta di uno
spazio incavo, sui bordi del quale si trovano i 1000 nervi. Si possono vedere
tutti questi nervi lungo il lobo limbico: se si seziona il cervello
trasversalmente, assomigliano a dei petali. Prima della realizzazione del Sé
questo centro è chiuso dai 2 palloni del nostro ego e superego. Assomiglia ad
un fiore di loto chiuso. Quando è illuminato dal risveglio della kundalini che
lo raggiunge, si vede il Sahasrara che assomiglia a un fascio di fiamme dai 7
colori. Un loto aperto dai 1000 petali. Ma questi colori si integrano creando
infine una fiamma di colore cristallo chiaro. Questa è l’attualizzazione
dell’Unione (realizzazione del Sé) con il Potere Divino onnipervadente, che ci
permette di sentire le vibrazioni fresche. È l’integrazione, la libertà
assoluta, la gioia dello Spirito e la serenità.

È anche chiamato Chakra
della Corona
, ha nel suo cuore un loto più piccolo a dodici petali in cui è inscritto il triangolo chiamato Kamakala, che simbolicamente raffigura la sede
della Shakti Suprema,
cioè la Forza Cosmica non
individualizzata. Nei mille petali del loto sono contenute tutte le lettere
dell'alfabeto sanscrito. Il
chakra della corona trova posto nella ghiandola pineale,
ed ha un solo polo. È di colore bianco ed è orientato verticalmente con il
relativo imbuto che indica verso il cielo. E’ il chakra che presiede il
contatto con la
Conoscenza Divina, governa la corteccia cerebrale e la presa
di coscienza. Esso determina l'apertura e la dilatazione della coscienza con lo
sviluppo dell'intelletto. Le sue funzioni principali sono relative alla
conoscenza superiore, alla medianità, al contatto con il Divino. Al Sahasrara
Chakra appartengono tutte le questioni relative alla "Illuminazione",
vale a dire la relazione tra la coscienza dell'individuo e quella
dell'universo. L'apertura o la creazione del Settimo Chakra porta a uno stato
di contatto e comunione con la forza creatrice dell'universo, uno stato di
purificazione, appagamento spirituale, totale libertà dalle limitazioni dei
nostri istinti bassi e grossolani: si tratta, è evidente, di stati dell'essere
che sfuggono alle possibilità descrittive della razionalità e che possono
essere compresi (nel senso di "presi all'interno di noi", vale a dire
assimilati e non semplicemente capiti) soltanto attraverso l'esperienza
diretta. L'apertura di questo chakra coincide con il Bodhi

Chakra e ghiandole endocrine

Chakra e ghiandole endocrine

Muladhara

Gonadi
(Testicoli nell'uomo e Ovaie nella donna)

Svadhisthana

Ghiandole
Surrenali

Manipura

Pancreas

Anahata

Timo

Visuddha

Tiroide

Ajna

Ghiandola
Pituitaria (Ipofisi)

Sahasrara

Ghiandola
Pineale (Epifisi)

Chakra e colori [modifica]

Chakra e colori

Muladhara

Rosso
Corallo

Rosso

Svadhisthana

Verde

Arancione

Manipura

Giallo

Giallo

Anahata

Rosso
Rubino

Verde

Visuddha

Azzurro

Blu

Ajna

Bianco

Indaco

Sahasrara

Arcobaleno

Viola

(N.B:
si possono trovare anche associazioni diverse da quella indicata)

Chakra
ed elementi [modifica]

Chakra ed elementi

Muladhara

Terra

Svadhisthana

Acqua

Manipura

Fuoco

Anahata

Aria

Visuddha

Etere

Ajna

Luce

Sahasrara

Vibrazioni

Non vi è alcun elemento
associato con i chakra Frontale e della Corona; come tali, essi rappresentano
degli stati di energia oltre la gravità della materia, la quale è composta da
cinque elementi.

Chakra o Centri di Forza nelle
dottrine occidentali

Uno fra i primi scritti
occidentali che sembrano alludere alla dottrina dei "Centri di Forza"
o chakra è il testo Eine kurze
Eroffnung und Anweisung der dreyen Principien und Welten im Menschen (Una breve rivelazione e istruzione sui tre
principi e mondi nell'uomo) di Johann Georg Gichtel (1638-1710), opera
meglio conosciuta sotto il titolo (erroneo) di Theosophia Practica (1723). Gichtel fu discepolo di Jakob Bohme,
teosofo e mistico cristiano (1575-1624). Tale scritto fa supporre una certa
conoscenza della dottrina relativa ai chakra, perlomeno in certi ambienti
alchemico-cristiani dell'Europa. La dottrina in questione - nota forse anche ai
monaci orientali nel contesto dell'esicasmo - rimane
tuttavia poco diffusa in Occidente almeno fino agli inizi del XX secolo.

In Occidente la dottrina
dei chakra deve la sua diffusione principalmente alla traduzione di due testi
indiani: il Sat-Cakra-Nirupana
e il Padaka-Pancaka operata da
Sir John Woodroffe,
alias Arthur Avalon, nel libro Il
Potere del Serpente (1917). Tale libro è estremamente dettagliato e
complesso e rappresentò un notevole supporto per lo studio e la diffusione in
occidente della dottrina relativa ai chakra. Un contributo successivo fu
operato da C. W. Leadbeater il quale pubblicò un libro
contenente i propri studi e le proprie osservazioni chiaroveggenti relative ai
centri di forza nel libro Chakras
(1927).

Rudolf Steiner
fondatore dell'Antroposofia,
parla dello sviluppo dei chakra nel libro Come conoscere i mondi superiori (1a ed. 1909), fornendo
istruzioni progressive per lo sviluppo di tali centri di forza. Si tratta di
esercizi quotidiani che richiedono un tempo e una applicazione considerevole.
Egli segnala che per il risveglio e lo sviluppo di tali centri di forza
esistono anche altri metodi più rapidi, che potrebbero però risultare dannosi
se non operati da persone spiritualmente mature.

Nel panorama moderno Tommaso Palamidessi, fondatore dell'Archeosofia,
rielabora la dottrina dei centri di forza alla luce dell'esoterismo
giudaico-cristiano. Nel libro Tecniche
di Risveglio Iniziatico (1975), Tommaso Palamidessi illustra alcune
tecniche ascetiche tese al risveglio e allo sviluppo di tali Centri di Forza
che coinvolgono la realizzazione di icone o supporti meditativi, tecniche
respiratorie e meditazioni su nomi divini ebraici (invece che su mantra
tibetani), in linea con la tradizione occidentale.

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