LA FAVOLA DEL RICCIO.. ( FANTASTICA.)

LA FAVOLA DEL RICCIO...
  Durante l'era glaciale molti animali morirono per il freddo.I ricci se ne accorsero e decisero di unirsi in gruppo e aiutarsi. In questo modo si proteggevano, ma le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini che davano calore. Perciò decisero di allontanarsi e iniziarono a congelare e a morire.
Così capirono che o accettavano le spine del compagno vicino oppure sparivano dalla terra e morivano in massa. Con saggezza decisero di tornare tutti insieme. In questo modo impararono a convivere con le piccole ferite che un compagno vicino può causare, dato che la cosa più importante era il calore dell'altro.

In questo modo sopravvissero...

Le relazioni migliori non sono quelle con delle persone perfette, ma quelle nelle quali ogni individuo impara a vivere con i difetti degli altri e ad ammirarne le qualità.








Scelgo i miei amici non per la pelle o altro archetipo qualsiasi, ma per lo sguardo.
Voglio avere un eccellente interlocutore e un tono inquietante.
A me non interessano i buoni di spirito ne’ i malvestiti.

Sto con quelli che fanno di me un matto e un santo.
Da loro non voglio risposta, voglio il mio contrario.

Che mi portino dubbi e angustia e tollerino quello che c’è di peggio in me.   Per questo, sono solo pazzo.

Amo i santi, Perchè non dubitano delle differenze e chiedono perdono per le ingiustizie.
Scelgo i miei amici per l’anima pura e per la faccia aperta.

Non amo solo le spalle e il seno, amo anche la loro allegria.

I miei amici sono tutti così: Metà sciocchezze metà serietà.
Non-amo-risate-prevedibili-ne’-pianti-pietosi.

Amo gli amici seri, quelli che fanno della realtà la loro fonte di apprendimento, ma lottano affinchè la fantasia non scompaia.
Non amo amici adulti ne’ fastidiosi.

Li amo metà bambini e l’altra metà vecchi!
Bambini, perchè non dimenticano il valore del vento sul viso; e vecchi, perchè non hanno fretta.

Ho amici per comprendere chi sono. Quindi li vedo Pazzi e santi, scherzosi e seri, bambini e vecchi, non dimenticherò mai
Che la "normalità" è una illusione imbecille e sterile.

(Oscar Wilde)

amici spirituali..spazio sacro.it

riflessione

"le relazioni migliori non sono quelle con delle persone perfette ma quelle nelle quali ogni individuo impara a vivere con i difetti degli altri e ad ammirarne le qualità"

mi ha molto colpito questa frase: un motivo ci sarà, vero?

Voglio mettermi in questa ottica e sono certa che la mia vita migliorerà.

Grazie Esistenza!

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